Luana
Come prima cosa vorrei ringraziare per quello che state facendo.
Il 16/02/10 sono partita per raggiungere la clinica in Austria, a parte il
viaggio un pò lungo il resto è stato molto veloce, ho telefonato il
giorno prima (parlo un pò il tedesco) per prendere appuntamento. Alle
ore 18,00 ero alla clinica. Il dottore è stato molto cordiale, la
clinica sembrava un pò semplice ma solo nell'apparenza, in realtà era
totalmente attrezzata anche con macchina ecografica (cosa che noi in Italia non abbiamo neanche in consultorio).
Il dottore che si sforzava di parlare l'italiano mi ha controllata e
siccome con l'ecografia non si vedeva niente mi ha fatto il test
dell'urina. Accertatosi che ero effettivamente incinta mi ha dato le tre
pastiglie, una d'assumere la mattina del giorno dopo, le altre due dopo 48 ore, in più mi ha dato altre 2 di emergenza e una pastiglia per il
dolore. Mi ha detto che se ci fossero stati problemi di chiamare (il che
era un pò improbabile visto la lontananza) e se non fosse funzionata mi
faceva il raschiamento. Costo totale Euro 490,00.
Quindi siamo tornati a casa (io e mio marito) ho assunto le pastiglie
senza alcuna assistenza, solo con un foglio di istruzioni scritto in
tedesco. Per fortuna è andata tutto bene, la prima pastiglia praticamente
non ha fatto nessun effetto apparente, qualche piccole perdite; prese le
altre due continuava a non succedere niente, solo dopo 24 ore ho sentito
un pò di dolori simili a quelli mestruali (io durante il ciclo non ho
mai avuto dolori forti) e da quel momento, che è durato 2 giorni ho avuto
perdite consistenti. Adesso sto bene sarebbe previsto anche un controllo
che probabilmente farò qua in Italia.
Sono rimasta incinta per errore, io non prendo la pillola perchè ne ho
provate diverse e con tutte ho avuto dei disturbi, ho provato l'anello
ed è stato anche peggio. Io ho 43 anni, ho 2 figli, uno di 13 e l'altro di
12 anni, sia io che mio marito lavoriamo e fortunatamente non abbiamo
problemi economici. Un terzo figlio semplicemente non era previsto,
sconvolgeva il nostro equilibrio. Posso capire che questo modo di
pensare disgusti qualcuno, ma per me non è stato affatto penoso, certo di
questa cosa non me ne vanto anzi forse un pò me nè vergogno. Un
sentimento comunque l'ho avuto: un sentimento di rabbia contro un paese,
l'Italia, bigotto e arretrato.
Marcella
Ho fatto l'IVG il 20/02/2010. Se sono riuscita ad affrontare questa
triste esperienza è anche grazie alle testimonianze che ho trovato su
questo sito, dopo una serie di ricerche che mi riportavano sempre a siti
nei quali condannano le donne che devono eseguire questo tipo di
intervento, con citazioni esasperate e foto da censura, che molte volte
sono solo il frutto di false informazioni di cui come ben sappiamo il
web è pieno. Per questo ho deciso di scrivere la mia testimonianza,
perché spero di potere dare anche io la forza morale a chi si potrebbe
trovare nella mia stessa situazione. Oggi sono fidanzata da 8 mesi, ho
24 anni ed è la mia prima storia d'amore, quella che speri non finisca
mai, quella in cui punti tutto. Probabilmente la mia inesperienza mi ha
portato a fidarmi del mio fidanzato che mi ha sempre ripetuto che
sarebbe "stato attento". Beh, adesso so a malincuore che non si può
"stare attenti", c'è bisogno di un vero metodo di contraccezione se non
si desidera una gravidanza. Io sbagliando ho sempre rinviato l'inizio della pillola
anticoncezionale, perché mi sentivo tranquilla e non pensavo che potesse
mai succedere a me, perché noi ci "stavamo attenti". Finché sono
arrivati quei giorni.
Io ed il mio fidanzato litigavamo in quei giorni,
io avevo un ritardo, ma non mi sembrava il momento di parlarne a lui,
discutevamo, forse era in discussione il proseguimento di questa
stupenda storia d'amore, per banali motivi di incomprensione, e questo
era più importante di qualsiasi ritardo. Ma dentro stavo male, è come se
sentissi qualcosa. Quindi una sera glielo dissi, ma lo tranquillizzai
subito, dicendo che probabilmente era colpa del clima nervoso in cui ci
trovavamo in quei giorni. Mi volevo convincere e volevo convincerlo che
era solo un semplice ritardo.
Ma la notte ci pensavo, io lo sentivo. E'
sabato mattina, mi sveglio presto, il mio ragazzo è rimasto a dormire
con me a casa dei miei e stava ancora dormendo. Io vado in bagno,
prelevo il campione di urine mattutine, leggo e rileggo le istruzioni del test comprato il giorno
prima in farmacia e proseguo con la massima precisione. Poi torno in
camera, lo sveglio, guardiamo insieme il risultato. Positivo. La prima
reazione è stato un pianto. Ma non ero meravigliata. Io già lo sapevo,
lo senti dentro. Non so come, ma lo senti dentro. La nostra bellissima
storia d'amore, che allora durava da soli 5 mesi, io e lui quante volte
avevamo scherzato sui nomi dei nostri figli. Ma adesso no, non era il
momento. Siamo ancora immaturi per un passo del genere. Noi ai nostri
figli vogliamo donargli tutto il possibile, l'amore di una famiglia vera
e unita. E come fare, visto che il mio fidanzato non lavorava, ed ognuno
vive ancora in casa con i propri genitori. Come facevamo? Quindi è per
questo. Nessuno ci ha costretto. Lo sapevamo entrambi che non era il
nostro momento. Forse posso sembrare superficiale con queste parole, ma
io non mi ritengo tale. Sicuramente siamo ancora irresponsabili per ciò.
Quello è certo. E allora come mettere al mondo una creatura con un
ragazzo che conosci da solo 5 mesi. Si, io voglio che sia lui l'uomo
della mia vita, ma dopo solo 5 mesi di fidanzamento, non ce la
sentivamo. Sia io che lui eravamo sicuri sul da farsi, dobbiamo ancora
conoscerci a fondo, non si può far nascere un figlio se non è cosa
gradita e cosa giusta. Delle volte ci ritornavamo su, per vedere se
eravamo davvero convinti, si.... una forte tristezza in noi, in entrambi
un forte dolore e senso di irresponsabilità, ma alla fine di ogni
pensiero era sempre la stessa la nostra unica alternativa.
Ci siamo
recati al consultorio giovanile dopo aver effettuato il test. Io volevo
abortire, a malincuore (a malincuore non perché non ne ero convinta, ma
perché è una triste decisione per una donna) e comunque non avevo idea
di cosa significava. La ginecologa e l'assistente furono molto carine con
me, avevo bisogno della loro tenerezza perché avevo il timore che ci
avrebbero trattato male. Invece no, certo la "paternale" ovviamente, ce la siamo presa ed anche
volentieri. Stavamo zitti. Avevano ragione su tutto, sulla
contraccezione, sul grave errore che avevamo commesso. Non si può fare
affidamento al coito interrotto, assolutamente no. Però non ci trattarono male.
Dopo una settimana circa il rituale colloquio con la
psicologa ed un'altra ginecologa. Anche loro molto teneri con noi.
Chiedevano se era quello ciò che volevamo, chiedevano se non avessimo
pensato alle gioie che può portare un figlio, certo che ci avevamo
pensato. Ma adesso non ce la sentivamo. Provarono a farci cambiare idea,
anzi è meglio dire che si volevano solo accertare della nostra
convinzione, come è giusto che facessero.
Dopo ancora un paio di
settimane l'ecografia, 6 settimane e sei giorni. Una ecografia ai miei
occhi poco capibile e quegli 8mm e mezzo di embrione. Una forte emozione,
vedevo questa macchia, non la capivo, non sapevo da che parte guardarla,
ma sapevo che quello era il frutto del nostro amore.
Ci spiegarono così in cosa consiste l'operazione, prima viene fatta
l'anestesia, l'operazione dura poco, io dopo una mezz'oretta ero già
tornata dalla sala operatoria alla camera dell'ospedale. Quel giorno ero
terrorizzata, il mio fidanzato mi è sempre stato vicino, sempre, in
tutto il percorso, nonostante i miei sbalzi d'umore e le altre normali
paranoie.
Imiei genitori invece ho deciso di tenerli allo scuro di
tutto ciò, cosa che mi ha fatto molto male, tante bugie per andare a
fare le visite, soffrire in silenzio, senza renderli partecipi, loro, la
mia famiglia, mi ha fatto davvero male, ma pensavo che sarebbero stati
male per me, chissà se avrebbero appoggiato la mia decisione,
sicuramente se mi avessero appoggiato sarebbe stato solo per amore, ma
non sarebbero stati d'accordo. Poi avevo paura di farli preoccupare
troppo per la mia salute, quindi ho deciso di non dire nulla a loro.
L'ho fatto per loro, per il loro bene. Ma non mi piace affatto di
avergli tenuto nascosto una cosa così grande.
Nei giorni prima dell'intervento ovviamente avevo cercato su internet
informazioni e avevo trovato di tutto e di più. È per questo che sono
arrivata terrorizzata all'intervento. Mi tremavano le gambe, tantissimo,
e le braccia... tremavo tutta. Ricordo le parole: adesso ti facciamo
l'anestesia, chiudi gli occhi se no ti gira la testa e fai dei bei respironi.
Un respiro, due respiri, e poi mi sono risvegliata in camera.
Non ho visto niente, né gli strumenti che hanno usato, né sentito il
rumore di tali strumenti, né altro. Al mio risveglio avevo dei dolori
all'addome, niente di atroce, della stessa intensità dei dolori
mestruali. Nessuna complicazione, niente di niente. Il ricovero in day
hospital, sono uscita dalla sala operatoria alle 12e30 e sono uscita
dall'ospedale alle 17e30, il tempo di tenerti sotto controllo.
All'uscita è sconsigliato guidare, perché si è deboli. La notte si sta un pò male, per questi dolori, ma sono del tutto sopportabili.
Le perdite
di sangue anche della stessa capacità di un ciclo mestruale.
Non è stato di certo una liberazione, sono ancora dispiaciuta per quello
che ho fatto, in quanto donna, ma non me ne pento e penso che sia stata
la scelta più giusta. L'unica scelta. I danni morali dipendono da
persona a persona. Si, sei triste, stai male, ma se sei convinta della
tua scelta non può essere un peso, e quindi anche il morale in poco
tempo tornerà come prima. Mi è capitato di vedere bambini dopo
l'operazione, ma non sono scoppiata in crisi paranoiche. Ho passato
l'aspirapolvere in casa, e non mi è venuto alla mente alcun rumore già
sentito in sala operatoria. Non ho visto l'embrione. Niente di tutto ciò,
niente di ciò che si legge su alcuni siti. Insomma è sicuro che molte
delle cose che si leggono nel web sono false. Bisogna solo cercare di
stare tranquilla, parlarne con un'amica, col proprio ragazzo se si ha, e
con i genitori se è possibile, tutto ciò rende l'attesa e l'intervento
più sereno.
Un giorno avrò dei figli, saranno bellissimi ed io ed il mio fidanzato
gli doneremo tutto ciò di cui ha bisogno, tanto amore, dormirà nel
lettone in mezzo a noi, ci farà ridere, piangere, un giorno. Adesso era
troppo presto.
Lorenza
Ho 35 anni, sposata, con una bambina di 3 anni che adoro.
Nell'ultimo anno il mio matrimonio è entrato in crisi. Fin qui niente di
nuovo, se non fosse che, dietro pressanti insistenze di un ragazzo che
conoscevo da tempo che, sarebbe stupido negarlo, mi lusingavano molto ho
ceduto e ho fatto una ca...ta che non avrei mai immaginato sarebbe
tornata indietro come un boomerang! Avevamo utilizzato il preservativo,
ma da metà rapporto in poi e questo mi è costato davvero caro. Quando ho
scoperto di essere incinta (venerdì 09/10/09), credevo che il cuore
mi sarebbe scoppiato tanto mi batteva forte. Panico. E subito dopo la
consapevolezza che avevo un'unica strada da percorrere e da sola .Già,
anche se fossi stata sicura al 100% che fosse di mio marito, non so cosa
avrei fatto, perchè nn me la sento proprio di averne altri, sono troppo
impegnata nel lavoro e nel resto e comunque non ne vorrei più.
Così arrivo in ufficio, mi collego ad internet e comincio a cercare
finchè trovo una clinica a Locarno. Prendo appuntamento
e dopo una settimana (ho chiamato lunedì 12/10 e sono andata il 20/10,
ero di 5 settimane + 6 giorni) mi sono recata da loro. Partenza alle 4.30 di mattina e una tirata di oltre 200 km. Il personale si mostra da
subito gentile e rispettoso, anche se l'imbarazzo in questi casi è
normale. Mi fanno un'ecografia, si vede un puntino di 1 m circa, loro nn
mi dicono nulla per delicatezza, ma io voglio sapere cosa si vede, così
girano il monitor ed eccolo là. Dopo aver fatto un colloquio con lo
psicologo, prendo la pillola RU486 il 20/10, non sento niente
fisicamente. Torno a casa e continuo la mia vita di sempre, anche lo
sport, ma comincio a sentirmi male psicologicamente il giorno dopo.
L'angoscia prende il sopravvento su di me e nn riesco a gestire i
pensieri che si accavallano nella mia testa. Il senso di colpa mi stà
opprimendo e faccio fatica a respirare. Una giornata interminabile, che rimarrà nei miei ricordi per
sempre.
Il giorno dopo torno a Locarno. Stavolta mi viene somministrata una
prostaglandina per l'espulsione del materiale abortivo, così è spiegato
nei fogli illustrativi e devo trattenermi presso l'ospedale per 3 ore
circa. Alle 8.15 di mattina prendo la pillola e dopo poco comincia la
mestruazione o emorragia. I dolorini sono veramente leggeri e
sopportabilissimi, ma se posso dare un consiglio, ho avuto l'accortezza
di aiutare il mio intestino a svuotarsi prima di partire, ho fatto un
microclisma di glicerina, perchè ricordavo che durante il parto i dolori
erano meno intensi e l'espulsione è avvenuta velocemente dopo avermi
praticato i microclismi.
Dopo 2 ore vado in bagno e in fondo al wc vedo quello che non avrei mai
voluto, ma che ormai era inevitabile: l'embrione, un fagiolino di 1 cm
circa. Ho pianto nn so quanto da
sola in quel piccolo bagno angusto. Il giorno dopo, ovvero oggi, mi
sento uno schifo e so che devo rimettere in fila i pensieri e ridare un
senso alla mia vita che nn sarà + la stessa dopo quest'esperienza.
Va detto, tuttavia, che ogni donna (secondo me) deve essere libera di
scegliere per il proprio corpo (a prescindere dalla mia esperienza, che
mi rendo conto sia condannabile più delle altre) e questa tecnica mi è
sembrata davvero molto "dolce", anche se probabilmente ognuna reagisce
in modo diverso, e per questo mi sento fortunata, anche perchè ho
guidato ancora per oltre 200 km dopo.
Ora tornerò la prossima settimana per il controllo. Spero si concluda il
tutto e toccherà a me sola portare questo macigno con me per il resto
della mia vita.
Claudia
Ho quasi 40 anni, ma proprio non me li sento... leggendo queste
testimonianza mi sono sentita leggera e ringrazio tutte le donne che
come me vogliono dare voce e raccontare questa esperienza senza vergogna
e con libertà! La mia non è un'esperienza di aborto deciso e
pianificato, è una storia diversa che cerco di riassumere brevemente. Sono sposata felicemente da 12 anni e nel 2006 abbiamo avuto la prima
gravidanza, ma alla nona settimana il nostro bambino era morto... questo
in gergo si chiama aborto ritenuto e con una "semplice" raschiatura
hanno sistemato il mio utero. Dopo 36 ore ero di nuovo al pronto
soccorso ginecologico dell'ospedale di Vicenza (dove abito) con forti
dolori. Dopo 6 ore di attesa (ricoverata in reparto) si sono decisi a
farmi una visita (la febbre saliva - me la sentivo - e lamentavo dolore
alla gamba dx) e trovando la cervice chiusa hanno deciso di allestire in
venti minuti la sala operatoria e rifare il raschiamento. Naturalmente
può capitare...
Nel 2008 eccoci
di nuovo, e anche se non attraversavamo un buon periodo economico,
eravamo felici ugualmente!!! Arriviamo alla 17a settimana e... si rompe
il sacco ed esce il liquido amniotico. Era estate, quindi bevevo molto e
andavo molto spesso in bagno, non me ne sono accorta. Mi sentivo un pò
strana, quindi decido di fare un giro dal mio ginecologo che mi visita e
con eco constata la situazione tremenda: il mio baby era ridotto ad una
pallina e non si poteva muovere, rannicchiato col femore in bocca senza
nessuna possibilità di continuare la vita... vita negata. E questo lo
URLO con tutto il mio fiato agli anti abortisti!!!! Quello che abbiamo
dovuto passare per abortire io e mio marito è stato tremendo!!!! Ma come
vi permettete di GIUDICARE... Il mio sconcerto nel toccare con mano la
situazione che esiste in Italia. Praticamente anche in quella situazione
tutto (o quasi) il personale era "a favore della vita" pertanto ci hanno
fornito il materiale ma mi sono dovuta arrangiare in tutto. Dopo 15 ore di travaglio nonostante dicono di avermi praticato la morfina, ero
stremata con contrazioni di 45 secondi, 15 secondi riuscivo a dormire e
poi via ancora, questo per quattro ore... Mio marito mi aiutava, non
eravamo in sala parto ma in una cameretta da soli. Poi alle 4.15 le
contrazioni sono cambiate e finalmente è uscito lui. Sono passate le
infermiere, mi hanno portato in sala parto dove è stato tagliato il
cordone ombelicale e poi hanno effettuato una raschiatura, bene questa
volta. Per informazione questa pratica nn è stata effettuata presso
l'ospedale di Vicenza, dove non è praticata in quanto avevo passato il
limite consentito dalla legge. [In tale caso è legale l'aborto al di
là di 90 giorni anche in Italia. AMR]. Mi sono rivolta a una struttura in
provincia. Era il 17 luglio 2008. Ci sembrava minimo vedere il nostro
bambino, almeno per rendergli omaggio e quando l'abbiamo visto abbiamo
pensato che il nome che avevamo pensato per lui gli si addiceva:
Alessio. Dopo qualche giorno, per puro caso, il vento ha mosso le pagine
del nostro calendario e abbiamo scoperto che il 17 luglio è S. Alessio. Strana la vita, vero?
Alla fine
di questa esperienza, mi sento di poter affermare che gli obiettori che
lavorano in ospedale non dovrebbero giudicare; siamo esseri liberi e ci
dobbiamo prendere le responsabilità per le nostre scelte. Chi sceglie
quel lavoro deve prendere il bello e il brutto come fanno tutti. Mi
piacerebbe che anche nel mio paese venisse proposta una legge come
quella che la Sig.ra Bibiana Aìdo sta portando avanti in Spagna, e se
qualcuno avesse voglia di indicarmi il percorso per iniziare questo
cammino, ringrazio anticipatamente. claudia(at)ogi2.it
Dina
Subito dopo le feste natalizie ho scoperto di essere incinta e sono
rimasta veramente scioccata! Io ho già due bambini uno di tre anni e
l'altro di appena un anno che mi assorbe completamente a livello
psicologico perchè è molto agitato e la notte non dorme mai. Immaginate
come posso aver appreso la notizia di una nuova gravidanza!! Appena
effettuato il test a casa mi sono subito sentita dentro una specie di
rifiuto che fino ad oggi non mi era mai capitato. A quel punto ho parlato
chiaramente con mio marito spiegandogli che non mi sentivo
psicologicamente pronta per affrontare una nuova gravidanza e lui ha
perfettamente capito la situazione dicendomi che la decisione era solo
ed esclusivamente mia e che quello che decidevo lui l'avrebbe
accettato. A quel punto mi sono decisa per un'IVG farmacologica in
Svizzera. Ho chiamato tempestivamente l'ospedale regionale di Locarno i
quali molto gentilmente mi hanno dato appuntamento per il giorno dopo.
Il giorno successivo sono lì, dopo un breve colloquio per capire le mie
reali intenzioni mi hanno accompagnato dal medico che mi ha fatto
un'ecografia per capire di quante settimane ero e se poteva sempre agire
per via farmacologica.
Fatto questo e rientrando nelle sette settimane di gravidanza mi fa
assumere davanti a lui le tre pasticche di mifegyne RU486 e mi rimanda a
casa dicendomi di presentarmi due giorni dopo per l'assunzione di altre
due pillole.
Il giorno dopo l'assunzione del mifegyne ho avuto subito perdite e
l'espulsione della placenta. Il giorno che mi sono presentata
all'ospedale mi hanno dato ugualmente le due pillole per assicurarsi
dell'avvenuta espulsione e mi hanno trattenuta per circa quattro ore con
infermiere carine e gentili che si assicuravano sempre del mio stato di
salute. In quelle quattro ore non ho avuto niente ne crampi ne mal di
pancia forte e quindi mi hanno dimesso prendendomi appuntamento dopo
dieci giorni per un'altra ecografia per verificare l'avvenuta IVG.
Ora a quasi un mese dall'IVG sto bene con me stessa non ho avuto
ripensamenti e ringrazio i medici e gli infermieri dell'ospedale
regionale la Carità di Locarno per il trattamento personale ricevuto.
Penelope
Avevo 22 anni.. vivevo sola e l'università da finire... con lui un
bel rapporto... ma l'ho lasciato... 2 mesi dopo scopro di essere incinta.
E da li a un paio di settimane abortisco. Come avrei mai potuto dargli una
vita dignitosa ? da sola ? senza alcuno accanto. E quanto
piansi...piansi allo sfinimento in quell'appartamento da studenti.. dove
nessuno sa che esisti in una bruttissima giornata di ottobre. Mi sentivo
sollevata ma triste..
Dopo circa 9 anni ero una professionista, un bel
lavoro.. economicamente agiata e sposata ad un uomo che amavo tantissimo,
finche un giorno scopro quello che non avrei mai dovuto scoprire di
lui.. e da li un incubo... le botte le minacce .. non avrei mai dovuto
parlare, avrei dovuto solo accettare... me ne vado di casa .. stanca di
essere percossa dopo la quarta volta che ero finita al pronto
soccorso.... ma incinta... di quel figlio tanto cercato e voluto da
entrambe... con lui non avrei potuto andare avanti, troppo grande il compromesso.
E decido di abortire la seconda volta, porto ancora la morte nel cuore per quel figlio tanto cercato
frutto dell'amore ...
Mi rifeci una vita costruita dal niente....oramai ero una donna
distrutta e massacrata...finche a 36 anni conosco un uomo che amo e che
viene a vivere da me.. io una nuova carriera e una posizione di tutto
rispetto... dopo un po scopro di essere di nuovo incinta io felice e lui
di piu..... 3 giorni.. sparito di casa portandosi via tutto. Dice io non ne
voglio sapere... Stavolta no!!! lui mi minaccia di abortire altrimenti mi
licenzia... ma stavolta no!!! no!!! no!!!
La mia bimba è nata 5 mesi fa. 9 mesi di gravidanza sempre da sola, 5
mesi io e la cucciola sempre sole.
Stavolta nessuno ha potuto rovinare il mio sogno.
dopo 8 giorni che la piccola è nata mi ha licenziata... sono senza lavoro e
sola!
Ma noi donne ce la possiamo fare! la ricchezza più grande i sorrisi della
mia piccola... sono la persona più ricca del mondo..... Buona vita piccola
Ginevra.. e sono sicura che da lassù due piccoli angeli custodi ti
proteggeranno sempre.... Buona vita piccola mia
Michela
Ho 37 anni. Ho avuto la mia prima e unica figlia quasi nove anni fa e ho sempre detto che non avrei fatto altri figli. Io e mio marito abbiamo sempre fatto sesso con il coito interrotto. Ho un ciclo regolarissimo da sempre ma a gennaio 2009 un rapporto non protetto in giorni apparentemente non fecondi e oplà a fine gennaio scopro di essere incinta. La cosa non mi rende felice, anche se ho sentito da subito di amare questo grumo di sangue opto per l'i.v.g. che viene praticata il 13 febbraio, il giorno prima della festa degli innamorati. All'ospedale dove mi rivolsi nessuno mi ha mai fatto riflettere prospettandomi altre soluzioni, ma comunque mi sono trovata bene. Alle 7.15 ricovero poi alle otto (mentre mia figlia si accingeva ad andare a scuola accompagnata stranamente da mio marito) a me iniettava in vagina una supposta che mi avrebbe causato le contrazioni piuttosto dolorose. Alle 11.00 circa entro in sala operatoria e quando mi sento sollevata, se non
altro dal dolore fisico.
Forse la cosa che mi ha mandato in tilt è stato il fatto di non aver mai programmato una seconda maternità. Dentro di me sentivo che dovevo prenderlo come un dono di Dio ma non ce l'ho fatta e ho ceduto all'i.v.g. Dopo un solo giorno sono sprofondata in
uno stato di malessere, mi tormento pensando di forse aver sbagliato anche solo per mia figlia. Quando la guardo penso di averle tolto la possibilità di avere un fratello o una sorella. Ma al momento non me la sentivo,
nonostante non mi dispiace fare la mamma, affatto pensavo alla pancia che sarebbe lievitata e al fatto di non essere giovane come quando ebbi la prima figlia dove tutto filò liscio con una gravidanza bellissima. Per questa gravidanza indesiderata
invece vivevo già nausee e malesseri che mi portavano solo a stare a letto senza forze. Probabilmente il rifiuto ha giocato un ruolo anche in questo senso. Adesso comunque non so se ho fatto la scelta giusta. Ma ormai non posso tornare indietro.
Valentina
Ho saputo di essere incinta da 4 giorni, appena visto il test ho sentito che
NON VOLEVO questa gravidanza, non ora... avere un bambino regala grande felicità, ma se lo si vuole... non voglio che mio figlio nasca per uno "sbaglio", ne tantomeno voglio essere costretta io a modificare la mia vita in questo momento, ho sogni, aspirazioni... e voglio che mio figlio viva una situazione migliore di quella in cui vivo ora, quando verrà al mondo. Sono andata in un centro (aied) dove mi hanno offerto spiegazioni mediche e pratiche sull'aborto, certo, non me l' hanno consigliato, ma sono stati capaci di aiutarmi a capire ciò che dentro di me sentivo fosse giusto...abortire...sono andata contro i miei genitori, ma sopratutto contro il mio ragazzo (che questo bambino lo desiderava) ed ho preso la mia decisione. Prima di prenderla ero in stato confusionale, piangevo, non mi davo pace...ora sono tranquilla, sento che è la cosa giusta!! ho appuntamento in ospedale tra due settimane, e sinceramente non vedo l'ora. Girando su internet mi sono imbattuta in quelle schifezze che sono i siti antiabortisti....ho visto le foto....un'oscenità immorale....dovrebbero vergognarsi a mio parere..
Ho scelto anche di vedere l'ecografia, 2,5 mm di grandezza...non ho provato nulla...ma non per questo mi ritengo una persona senza cuore, ne sentimenti..mi sento semplicemente una donna che ha preso la sua decisione....lottando....ma l'ha fatto....e vorrei invitare tutte le donne ad ascoltare solo se stesse, senza sentire giudizi e moralismi altrui....ho paura di perdere il mio ragazzo...ma se non è in grado di convivere con questa mia scelta, beh, preferisco perderlo piuttosto che vivere con una persona che non mi capisce.
Ringrazio questo sito per l' obiettività e per dare voce alle donne che scelgono questa strada.
..spero di non aver offeso nessuno, e spero sopratutto di potermi vivere appieno la mia prossima gravidanza.
Silvana
Dopo
aver ricevuto l'informazione sulla possibilità di un aborto
farmacologico in Svizzera, ho cominciato a chiamare i riferimenti
ottenuti. Il primo che mi ha risposto è stato un medico a Locarno.
La signora al telefono è stata molto gentile e nonostante la
gravidanza fosse molto precoce, mi ha dato appuntamento per il giorno
dopo, per fare in modo che potessi
abortire prima della chiusura dell'ambulatorio per le feste. Poiché la data delle mie
ultime mestruazioni era il 18 novembre, l'ultima data utile per
l'aborto farmacologico sarebbe stata il 6 gennaio, ma l'ambulatorio
chiude dal 24 dicembre all'8 gennaio.
Quando sono andata lì mi hanno dato del materiale informativo e mi
hanno fatto alcune domande da un formulario (tra cui se avevo usato dei
mezzi contraccettivi), ma sono stati molto discreti e gentili. Ho
firmato una dichiarazione in cui chiedevo un aborto farmacologico
perché "in situazione di angustia".
Dopo questa parte "burocratica", il medico e una dottoressa sua
allieva mi hanno fatto una ecografia transvaginale per verificare lo
stato di gravidanza. Purtroppo, però, non sono riusciti a vedere
niente. Mi hanno detto, quindi, di tornare tre giorni dopo, sabato
mattina, nell'attesa che nel frattempo la gravidanza progredisse fino
a essere visibile.
Sabato mattina alle 8 ero di nuovo lì, hanno ripetuto l'ecografia e
hanno visto l'embrione. Mi hanno fatto subito una
fattura di pagamento, con la quale sono scesa al pianterreno e ho
pagato la prestazione con carta di credito.
Sono tornata in ambulatorio e mi
hanno subito dato il Mifegyne, fissandomi l'appuntamento per la
somministrazione della prostaglandina il lunedì mattina.
Lunedì sono andata là di nuovo, mi hanno dato le pillole e mi hanno
fatto aspettare 3h in sala d'attesa. Dopo 3h mi hanno chiamata per
verificare il mio stato e, siccome stavo bene, mi hanno fatto uscire,
fissandomi un nuovo appuntamento al 9
gennaio per una visita ginecologica di controllo. La pillola ha
fatto effetto un po' dopo, durante il viaggio di ritorno, ma il dolore e gli effetti collaterali come
diarrea e nausea erano molto simili a quelli delle mie mestruazioni più
forti.
Pia
Sono una ragazza di 19anni, ho una famiglia straordinaria
e ringrazio Dio perchè non mi hanno mai fatto mancare niente. Sono
fidanzata da un anno e mezzo con un ragazzo della mia stessa età, lui è
fantastico e soprattutto pazzo di me, e da circa un anno ho rapporti per
la prima volta con lui, ed abbiamo usato in qst anno il solito metodo
"coito interrotto". Ho sempre avuto un ciclo regolarissimo ogni 28
giorni erano lì.. Ma l'11 Ottobre 2008 nessun segno del ciclo, subito ho
messo al corrente il mio ragazzo, pensavo che questo ritardo fosse
dovuto a causa di un forte stress poichè impiego circa 3 ore per andare
all'università, oppure sbalzi alimentari (mangiavo solo pizza) ed
invece mercoledì 15 ho fatto il test ed è uscito POSITIVO al mio fianco
c'era il mio ragazzo in lacrime, io non potevo crederci ripetevo NON E'
POSSIBILE, PERCHE' PROPRIO A ME? Sono sempre stata del parere che ogni
donna è libera di scegliere e che l'età e il momento per diventare mamma
è soggettivo -
e nel mio caso è troppo presto...Subito dopo aver fatto il test sono
andata in farmacia ed in lacrime ho raccontato tutto, ho chiesto
informazioni sull'aborto e la dottoressa mi ha indicato alcuni ospedali.
Non ho pensato neanche minimamente di dirlo ai miei, loro sospettano che
sono ancora vergine, sarebbe un vero trauma per loro, di questo fatto ne
ho parlato solo con un amica e mia cugina. Il giorno dopo 16 Ott. con la
scusa che andavo all'università io, il mio ragazzo e una mia amica siamo
andati in ospedale mi hanno fatto l'ecografia, avevo una vergogna non ero
mai stata da un ginecologo, ma non si vedeva ancora niente, il dottore mi
ha fatto sentire un verme dicendo che ci sono 1000 precauzioni, che si
deve stare attenti, che la religione non accetta l'aborto, ma in questo
caso toccherà me allevare un bambino e non alla chiesa o altro! Ed
inoltre ha anche aggiunto che purtroppo la sua freddezza di fronte alle
mie lacrime è portata dal fatto che ne ha viste molte di ragazze come
me...
Ora martedì 21 andrò a fare le analisi e se tutto andrà bene il 27 Ottobre
farò l'intervento...Ed ho tanta paura davvero, ho paura di non
svegliarmi, paura di non avere più bambini, paura delle conseguenze... Ora
vivo con questa angoscia, e anche un pò di dispiacere perchè dovevo
stare più attenta anzi dovevamo... Non vedo l'ora che passano questi 10
giorni... Anche se ho paura del dopo.. Non sono d'accordo con chi fa
apprezzamenti poco razionali che accusano ragazze come me di essere
delle assassine, e bla bla bla...FACILE DIRLO? EH! Dite che amate i
bambini e che sono anime innocenti, ma non pensate alle conseguenze? Non
pensate se il bambino sarà felice, se avrà tutto quello che vorrebbe o
come spesso accade passerà più tempo con i nonni che i genitori, e se non
riceveranno tutto ciò che loro vorrebbero, e soprattutto se la relazione
non durà chi soffrirà di più sono loro...Concludo dicendo che io un
bambino lo voglio, ma tra qualche anno, in una situazione diversa perchè
voglio dargli tante SICUREZZE che in questo momento a me mancano e tanto AMORE come ho
ricevuto io dai miei genitori e di questo ne sono grada... Ragazze se vi
trovate nella mia stessa situazione fate quello che
dice il vostro cuore, perchè dire è facile ma difficile sono i fatti...
Stefania
Ho effettuato l'IVG il 26.03.2008 presso il policlinico di Pavia. Sono
rimasta incinta durante un trattamento di radioterapia per un carcinoma
maligno al rene sinistro pur prendendo la pillola, ma avevo
continuamente episodi di vomito in conseguenza della terapia
antitumorale ed è per questo che la copertura anticoncezionale
evidentemente non c'è stata.. Quando ho visto le due linee sul test di
gravidanza ho provato di tutto.. Paura, stupore ma soprattutto una
illogica, grandissima felicità. Dopo un anno di cure estenuanti, quel
fagiolino che aveva avuto la forza di crescere dentro di me, nonostante
che mi venisse detto che una presunta sterilità avrebbe potuto essere la
conseguenza delle cure a cui mi ero sottoposta, mi era sembrato più di un
miracolo.. Ero viva, aspettavo un bambino, il mio seno cresceva e le
nausee mi facevano una fastidiosa, meravigliosa compagnia.. Quando l'ho
detto a mio marito, la sua reazione mi ha fatto precipitare giù dalla
nuvoletta su cui avevo eletto domicilio..
Era preoccupato, terribilmente preoccupato per me che avevo
immediatamente sospeso le cure non appena avevo saputo della
gravidanza.. Mi ha detto che per lui la mia vita contava più di ogni
altra cosa e per avere un bambino ci sarebbe stato tempo se Dio avesse
voluto.. aspettammo comunque di parlare con tutti gli specialisti
possibili e immaginabili.. Tutti diedero la stessa riposta. Era
pericoloso per me perchè avevo interrotto le cure e pericoloso per il
mio bimbo, concepito in piena radioterapia. Così decidemmo per
l'interruzione della gravidanza. Il personale medico è stato gentile, il
tutto si è svolto in quindici minuti circa, ricordo molto poco, tranne
che ho sofferto molto anche fisicamente perchè le contrazioni uterine
erano insopportabili. Mi hanno spiegato che solo poche donne avvertono
dolore e solitamente solo chi non ha mai avuto un parto precedentemente.
Prima dell'aborto ho parlato tanto con il mio bambino e ho pianto tutte
le mie lacrime. Nei giorni seguenti gli ho scritto una lettera per
fargli sapere che non lo dimenticherò mai e che continuerò ad
aspettarlo. E' un'esperienza tristissima qualunque sia la causa, perchè
non mi sento affatto giustificata.. So solo che mi manca da morire e che
per quanto sia durata, sentirlo dentro di me mi rendeva felice, magica.
Fiona
La prima è avvenuta nel 2002.
Sono rimasta incinta per sbaglio proprio
come lo sono adesso...è successo semplicemente perchè non ho usato
precauzioni tranne il coito interrotto. E di questo ovviamente mi pento....Nel
2002 avevo 25 anni, un passato familiare da risolvere, una storia
instabile e l'incapacità di gestire in tutti i sensi un altra vita... a
malapena gestivo la mia e non ci riuscivo nemmeno bene. Appena lo seppi,
la paura più grande era quella di deludere i miei e poi quella di
ingrassare (e qui si capisce quanto per me fosse impossibile accettare la
maternità in modo consapevole). Decisi quindi senza incertezze di
abortire. La psicologa che mi seguiva ha sicuramente accentuato i miei
sensi di colpa. Il giorno dell'intervento non fu piacevole ma io non
vedevo l'ora di farlo. La mia storia dopo un mese dall'intervento è andata
a rotoli e si è strascicata per altri due anni. Un inferno. Non sono stata
mai consapevole nè di aspettare un figlio nè di aver abortito.
A distanza di 6 anni sono sicura di aver fatto la scelta giusta. Tanto che sono di nuovo incinta e
penso che farò la stessa scelta visto che l'uomo che mi sta accanto non
mi ama più e quindi sarei sola. Non me la sento, è una cosa troppo grande
e soprattutto non potrei offrirgli ciò di cui avrà bisogno... io per prima
pago per le mancanze di una situazione familiare dove, non per
cattiveria, non c'era spazio per accogliere le esigenze di un bambino. È
difficile e molto doloroso, a volte mi sento un egoista e una vigliacca,
ma credo di aver diritto di poter scegliere, prendendomi la
responsabilità delle conseguenze.
Elena,
42 anni
Il giorno otto febbraio del 2008, all'ospedale di Padova ho fatto l'IVG.
Ancora adesso sto soffrendo molto, mi sento triste ed irrequieta. Ho già
due figli grandicelli, ma il problema per questo terzo figlio era che da
tempo assumevo antidepressivi e non si sapeva come sarebbe nato questo
bambino. Inoltre mio marito, con cui da tempo il rapporto era incrinato
a dir poco, mi ha abbandonato moralmente e praticamente nel mio inutile
tentativo di avere questo figlio e di fare delle visite particolari
andando anche a Roma. Inutile dire che per me lui è come morto e adesso
ci stiamo finalmente separando. Sono vicina a tutte quante le donne che
hanno praticato un aborto perchè non hanno avuto alternative, fatevi
coraggio e così me ne farò anch'io.
Lara
Mi è successo molti anni fa, avevo 19 anni appena compiuti, ultimo anno di scuola e lo stesso ragazzo da tre anni,
oggi ne ho 33.
Il mio ciclo mestruale era sempre stato irregolare, ebbi le prime
mestruazioni a 16 anni e da allora continuarono a essere irregolarissime
saltando spesso dei mesi interi tanto che quando mi accorsi della
gravidanza (solo perchè avvertivo dei leggeri malesseri) ero oltre,
anche se di pochissimo, i 90 giorni previsti per l'IVG in Italia.
Non potevo crederci, continuavo a rifiutare l'idea che qualcosa potesse
cambiare così radicalmente la mia vita, non lo volevo, non potevo
accettare che solo perchè eravamo stati incoscienti ci saremmo dovuti
ritrovare a forza in una situazione che non desideravamo.
Ci consigliarono, così, di andare a praticare l'IVG all'estero per
evitare di tentare, magari perdendo ulteriore tempo, un IVG in Italia
conoscendo i tempi di attesa previsti anche in caso di regolarità dei
termini previsti dalla legge.
Lo feci subito e ricordo che non ero la sola ragazza italiana in quella
situazione, anzi c'era anche una ragazza al primo anno di università che
era oltre la 17ema settimana a causa di alcuni test sbagliati.
Se penso a me e a quelle ragazze quella sera nella stessa camera
dell'ospedale vedo delle ragazzine che non volevano nuocere a nessuno ma
che anzi volevano solo cercare di "aggiustare" tutto, per se stesse
sicuramente ma anche per le loro famiglie, una di loro disse che sperava
tanto di avere dei figli desiderati in futuro, al momento giusto.
Io invece promisi a me stessa che non avrei mai avuto figli in vita mia,
forse perchè da una parte sentivo di non meritarlo e dall'altra la sola
idea mi aveva sempre terrorizzata.
I primi tempi furono orribili, la mia famiglia non aveva saputo niente,
avevo nascosto tutto per evitargli un dolore e cercavo di continuare la
mia vita ma non avevo più stimoli, ero all'ultimo anno delle superiori,
mi diplomai per un pelo, non riuscivo a concentrarmi e cancellai le
ambizioni di continuare a studiare.
La storia con quel ragazzo finì dopo un pò di tempo, gli dissi (mi fa
male ancora adesso) che stare con lui era come rivivere ogni giorno i
giorni più tristi della mia vita perchè anche se avevo rifiutato la
gravidanza ricordo ancora alcuni momenti in cui mi ritrovavo a chiedere
scusa a quella "cosa" dentro di me.
Gli anni passarono e cercai di lasciarmi alle spalle quell'esperienza
dolorosa senza mai dimenticarla comunque.
Qualche mese fa mi sono sposata con un uomo meraviglioso, lui ha sempre
espresso il desiderio di diventare padre e io ho cominciato a
considerare l'idea di "rivedere" le mie posizioni, ho cominciato a
desiderare anch'io un figlio come l'evoluzione naturale di un rapporto
d'amore adulto e consapevole.
Purtroppo però da qualche tempo si è riscatenato qualcosa
nella mia testa, tutto è ritornato alla mia memoria, continuo a
tormentarmi, mi sento vile e ho come la sensazione di non meritare più
di essere felice.
Ne ho parlato con mio marito che abbracciandomi mi ha fatto notare che
oggi sono un'altra donna e che se allora ho fatto quella scelta è perchè
doveva essere così e non è stato sbagliato non accettare l'imposizione
di una gravidanza non voluta a quella giovane età.
Nonostante le sue parole la mia angoscia continua, ho letto di forti
depressioni anche a distanza di anni.
Lo so che non si cancella il passato ma forse sentire proprio di questi
tempi accuse provenire da tutte le parti, dita inquisitorie e parole che
lacerano dentro non aiutano la mia psiche.
Mi fa male soprattutto pensare di essere arrivata a fare l'intervento in
ritardo sentendomi una delinquente per la legge italiana, questa è la cosa che più mi tormenta.
Cerco anche di convincermi che tra 12 e 14 settimane non c'è differenza
visto che poi il risultato è il medesimo e in alcuni paesi si arriva a
praticare l'IVG anche fino a 24 settimane perchè ci sono altri parametri
di valutazione.
Non lo so, i pensieri si affollano nella mente e io vorrei solo cercare
di andare avanti, apprezzare le cose belle che ho e magari presto
diventare anche serenamente madre.
Francesca
Ho 30 anni compiuti da poco, il 6 febbraio 2008 ho "subito" la mia
seconda IVG.
Dico "subito" perchè in entrambi i casi la scelta è stata dettata dalla
razionalità e non dal cuore.
Il primo avevo 20 anni, uscivo da soli 3 mesi con il ragazzo di quei
tempi. Come unico metodo contraccettivo usavo un
piccolo compiuterino commercializzato in farmacia che giornalmente ti
informava sulla tua fertilità (PESSIMO). E' stato uno schock, eravamo entrambi
giovani e spaventati, è stato un fulmine a celsereno! Fino a quel
momento non avevo mai pensato di trovarmi nella condizione di dover
scegliere di stroncare un animella innocente. MAI. Ai tempi ho vissuto
quell'esperienza in modo quasi freddo, nascondendo a tutti, me per
prima, la cruda realtà. Il mio ragazzo alla notizia mi disse subito a caldo di abortire, la sua
reazione era dettata dalla paura, glielo leggevo in faccia... io non
sentivo il famoso istinto materno, ero consapevole di non essere pronta,
mi sono recata al consultorio della mia città dove la ginecologa mi
"sgridò" e mi fece capire l'importanza dell'informazione per scegliere e
usare adeguatamente i contraccettivi. Credo si sentisse in dovere di farmi la paternale per la mia
giovane età e per la mia situazione famigliare, sono orfana dall'età di
8 anni. E così abortii al limite del tempo consentito.
Ricordo molto poco di quei giorni, la nausea di quella mattina mentre andavamo
in ospedale, la sensazione appena uscita dall'ospedale di
stordimento, come se tutto quello che avevo appena vissuto fosse solo un
brutto sogno. La ferita rimase nascosta. Cri mi stette vicino, molto,
credevamo di essere innamorati. Ma da quel giorno il nostro rapporto
cambiò. Da lì a poco tutto tornò quasi normale. Dopo qualche mese ci
lasciammo. Ho sempre cercato di dimenticare, ho finto per anni che non
fosse mai accaduto. Senza mai guardarmi dentro.
Finché ironia della sorte... dopo 10 anni ecco il RITARDO. Un pugno allo
stomaco... già sapevo di essere incinta, lo sentivo, lo sentivo nel cuore.
Ho aspettato 2 settimane di ritardo prima di decidere di acquistare il
test in farmacia. Ed ecco la conferma. Purtroppo la storia qui si
complica... l'istinto materno c'è. Ne parlo con il secondo diretto
interessato, il papà... La nostra era una relazione di quelle
distruttive... Di quelle che sei perdutamente innamorata della persona
sbagliata... Dove il dialogo è pressoché inesistente. Un continuo tira e
molla. L'anno prima ci eravamo già separati dopo 3 anni di convivenza.
Era tutto per me, ma incompatibili. La situazione era già di per se
disastrosa... Quando gliene ho parlato lui è stato contento, io ho
pianto disperatamente, piango anche ora che scrivo... Mi sono
sentita DISPERATAMENTE SOLA! SOLA E TREMENDAMENTE DISPERATA:
...Senza pensare alla nostra situazione economica, lui senza lavoro
fisso e in casa dai suoi, io che facevo fatica ad arrivare a fine mese, a
casa da sola, a far fronte a quella che è la realtà di oggi.
È sentimentale, non si rendeva conto che la mia disperazione era
dovuta dalla consapevolezza che non saremmo tornati insieme perché
incapaci di gestire e vivere la nostra relazione serenamente, come
avremmo potuto crescere un figlio? Ho pianto come mai nella
vita, ho pianto per 2 mesi tutte le notti, non dormivo, continuavo a
chiedere scusa al mio cucciolo, scusa a Dio per aver scelto per la
seconda volta di rinunciare al miracolo di una vita che nasceva e
cresceva dentro di me. Di giorno la farsa... al lavoro nessuno lo sapeva,
amici : la Roberta che mi è stata molto vicino durante i momenti più bui
e il giorno dell'intervento! Per il resto, fuori dalle mura di casa ero
la quasi solita Fra. Ho saltato molti giorni a lavoro, quelli che suonava
la sveglia... un paio d'ore dopo essermi addormentata piangendo... Forse l'ho presa così male perchè amo i bambini e
li considero sacri, perchè mi sentivo terribilmente colpevole. Per non avere una possibilità da
offrire al mio bambino... per essere cosi codarda invece che darlo in adozione.
Nessun uomo al mondo potrà mai capire cosa significa questo per una
donna.
Ho seguito lo stesso percorso di 10 anni prima, stesso
consultorio, stessa dottoressa. Solo che questa volta mi ha abbracciata!
mi ha fatto coraggio. Anche la psicologa è stata dolcissima. Quando sono
entrata, neanche il tempo delle presentazioni e ho iniziato a
piangere!!! Non riuscivo a smettere! E' stata la scelta più dura di
tutta la mia vita! Ora conosco il famoso senso materno! Il senso di pura
felicità quando dal ginecologo l'ho visto muoversi!!!!!!! Era la sensazione più forte e appagante che avessi mai
provato prima!
All'ospedale sono andata con la Robi. Ho pianto da sentirmi
gli occhi bruciare per lacrime. Avrei voluto non svegliarmi
dall'anestesia... Ma eccomi che prendo coscienza, pian piano mi rendo
conto che l'ho fatto! me lo sono fatto portare via.
Ora vivo un lutto.
Nina,26 anni
Voglio raccontare una parte delle mia vita che ho tenuto e tengo dentro
di me da troppi anni ormai. Ero una bambina, avevo 16 anni quando ho
scoperto di essere incinta. Desideravo quel bambino più di ogni altra
cosa al mondo. Il mio ragazzo, 2 anni più grande di me, lo ha saputo
solo 4 mesi dopo, quando con lui ho fatto il test di gravidanza. Lui non
ha preso molto bene la nuova notizia e ci siamo lasciati.
Allora con l’aiuto di una psicologa ho preso la decisione più importante
della mia vita: abortire. Era un freddo mercoledì di marzo quando sono
partita per Londra. Ero sola, sola coi miei pensieri. Ho abortito al 5o
mese di gravidanza. Sono tornata in Italia alcuni giorni dopo, sola,
triste e vuota. Da quel giorno la mia vita è cambiata totalmente, ma non
mi sono pentita, mi ripeto continuamente che ho fatto la scelta più
giusta per me in quel momento. Penso spesso a quel bambino, se l’avessi
tenuto avrebbe 10 anni. Ora dopo tanti anni sogno una famiglia e tanti
bambini... Ma purtroppo non riesco a rimanere incinta del mio nuovo
compagno. Mi auguro solo che Dio da lassù cerchi di capirmi, ero solo
una bambina ed ero sola. Non potevo fare altro. Ora ho una famiglia
unita, pronta per un nuovo evento e spero che Dio mi dia un altra
possibilità. Perchè una seconda possibilità non si nega a nessuno...
Pamela
avevo poco più di 20 anni e un collega di università era stato vittima
di un incidente grave che lo aveva costretto a una lunga riabilitazione.
Credeva di avere la funzione sessuale compromessa. Non fu così e ci fu
un concepimento. Abortimmo, e sottolineo il plurale, in day hospital,
fuori città, là dove era tradizione recarsi perchè era luogo più
discreto, e c'era una lunga lista d'attesa di signore e ragazze anche
molto giovani. La mia vicina di letto era meno che ventenne, ricordo che
ci alzammo insieme per andare a prendere qualcosa da bere alle
macchinette, eravamo consapevoli, ci sentivamo grandi, capaci di
decidere senza condizionamenti, libere. Il mancato papà mi venne a
prendere la sera con un fascio di fiori di tutti i colori perchè era
incerto su cosa sarebbe stato meglio, e andammo a mangiare una pizza.
Non voglio assimilare il fatto a una specie di festa, però ho sempre
pensato che l'aborto non va criminalizzato, che la chiesa e tutti coloro
che hanno impedito l'informazione sulla contraccezione e il suo uso sono
altamente responsabili di svariati disastri, soprattutto nelle fasce più
giovani, che non si proteggono abbastanza dal rischio di gravidanza e
dal contagio di patologie. Nel nostro caso, abbiamo agito con
leggerezza, certamente. La leggerezza si paga, sulla propria pelle.
La soluzione dell'aborto è stata immediata e anche naturale per me,
vista l'età e la situazione, non ci fu il minimo dubbio. Ogni tanto
penso che sarebbe stata una femmina e avrebbe avuto gli occhi verdi. Ma
sono sicura che la mia vita sarebbe stata molto difficile. L'unica
stortura da rilevare è la considerazione dell'ostetrica in dimissione
che, dandomi i farmaci di rito, mi disse che la gravidanza era troppo
avanzata e l'embrione-feto piuttosto grosso... ho come avuto la
sensazione che parlasse di un caso al limite della legge se non oltre.
Io ero sotto anestesia e i medici si sono assunti le loro
responsabilità. Immagino che possano capitare degli abusi. Io mi sento
tranquilla.
Ho raccolto testimonianze allucinanti di aborto clandestino prima della
legge e ringrazio di essere capitata in tempi diversi e sotto la tutela
della legge. La 194 (in Italia) non si tocca! non per limitarla, per lo
meno!
Margherita
Due anni e mezzo fa l'interruzione di gravidanza indotta da stupro.
I motivi per l'IVG era che non riuscivo a immaginare la gestione di un
figlio arrivato così, nè da sola nè con il padre naturale, ero in
collera e choccata... una psicologa ha tentato di dissuadermi: ero in
collera con lei, pareva preoccuparsi solo del bimbo e non del mio
'sentire'... sovrastata da una montagna di stress... mi sentivo senza
colpa in quanto vittima di abuso in quello che stavo facendo... sono
stata decisa e netta, facile l'accesso alle strutture sanitarie e ottima
l'assistenza...
L'intervento non è difficile ma neanche piacevole... un mese dopo, un
secondo raschiamento per emorragia... pesante ma è passato...
mi sono sentita sollevata e bene per vario tempo... niente sensi di
colpa... dopo 7 mesi, diagnosi di sieropositività arrivata sempre
dall'abuso... Ci ho messo un anno e mezzo a tirare su la testa dopo il
nuovo choc...
Oggi, dopo tre anni di vicende pesanti, vivo il lutto di mio figlio,
ogni giorno ci penso...
Giovanna
Ho 26 anni e due anni e mezzo fa -a 23 anni- sono rimasta incinta. Era febbraio e faceva freddo quando decisi di fare il test di gravidanza, uno di quelli che ti vendono in farmacia. Non so spiegarlo a parole, ma sentivo di essere incinta pur non credendoci a livello razionale: era come se ancor prima di effettuare il test il mio corpo mi dicesse "Suvvia, ascoltati! Dai che già lo sai!". A quel tempo avevo una relazione piuttosto turbolenta e inframezzata da altre relazioni, con un musicista un po' pazzeriello. Devo dire che ancora non riesco a capire come posso esser rimasta incinta, nel senso che secondo i miei calcoli nel mio periodo fertile non avevo avuto rapporti. Comunque esser stata incinta è stata un'esperienza incredibile. Quando ho visto apparire le due linee sul test sono scoppiata a piangere, ma non ero sorpresa. Il mio corpo lo sapeva già.
Era la sesta settimana di gravidanza. All'inizio il mio compagno sembrava contento e disponibile, mi disse che mi lasciava la totale libertà di scegliere, che non voleva impormi nulla e che in ogni caso sarebbe stato con me.
Purtroppo però dopo solo qualche giorno ha iniziato a cambiare, probabilmente a livello inconscio non lo voleva questo bambino. L'ho capito perchè non sembrava disposto ad accettare ad esempio i miei cambiamenti d'umore oppure ad assecondare i miei piccoli bisogni di sicurezza di ragazza incinta e spaventata. Io lavoravo e lui dormiva tutto il giorno. La sera, quando io ero stanca lui aveva solo voglia di uscire e di far festa. Mi sono sentita disperatamente SOLA. Nessuno sembrava capire quello che stavo passando.
Mi resi conto che non c'erano gli strumenti in quel momento per far venire al mondo il mio bambino, sarei stata sola e con un lavoro precario e gli studi interrotti a metà. Sono atea e ho sempre sostenuto la libertà delle donne di scegliere se avere un figlio o meno, quindi non è stata una scelta eticamente dura per me. Dura è stata piuttosto la parte pratica ed emotiva della situazione.
Ho fatto tutto da sola, dalle visite all'intervento. Il mio ginecologo mi ha detto di non
essere d'accordo ma mi ha dato il numero di un medico che mi ha fatto la carta per l'IVG. Dopo sono seguite varie visite e analisi all'ospedale. Sono rimasta sconvolta da una cosa: il luogo adibito alle analisi e all'intervento era nello stesso reparto delle nascite... Quindi non avevo intorno altro che donne incinte o donne che avevano appena partorito adoranti i nuovi nati.
Mi sentivo malissimo anche perchè il mio corpo faceva di tutto per dirmi "Tienilo!!!". Non so come spiegare ma è così, mi sentivo bene incinta, felice in un certo senso di esserlo...quindi il tempo che
è trascorso tra la decisione e l'intervento è stato molto duro per me. Ero proprio combattuta, anche se sapevo che per me quella era la scelta giusta.
Non mi sembrava vero di dover stare assieme alle mamme che i bambini li avevano avuti... Ho incontrato anche molti medici e infermieri obiettori, e sono rimasta atterrita dal modo in cui cercano di imporre a tutti i costi i loro princìpi morali anche a costo di farti male psicologicamente. Credo che sia vergognoso. Credo anche che NESSUNO è ABORTISTA IN SENSO STRETTO, MA PIUTTOSTO CHE TUTTI DEVONO POTER SCEGLIERE PER SE STESSI. Un figlio deve essere un atto d'amore, non un obbligo imposto da qualcun altro.
Ringrazio le persone che invece mi sono state vicine, come mia sorella (una delle prime a cui l'ho confidato), mia zia o anche alcuni infermieri che mi hanno fatto sentir più umana in quell'improbabile reparto d'ospedale.
Dopo l'intervento ho pianto tanto, ancora quand'ero sotto anestesia piangevo, mi hanno detto. Piangevo disperatamente. Sono stata anche male, dolori molto forti, ma mi hanno detto che probabilmente molto era psicologico.
E' stata dura e ancora oggi ogni tanto ci penso con dolore. Ma sono sicura di aver fatto la cosa giusta, in attesa di poter dare a quel bambino una madre consapevole e un luogo sicuro.
Laura
Voglio poter dare una mano a chi come me si è trovata o si potrebbe
trovare in una situazione delicata, dolorosa sia come persona che come
donna. Ho utilizzato la RU486 ma non in Italia poichè le tempistiche tra
la visita e l'inizio del trattamento sarebbero state troppo lunghe e
avrei rischiato di oltrepassare la linea del 49° giorno, tempo limite
dopo il quale non è possibile usufruire della pillola. In
Italia, per effetto della legge 194 (intoccabile!) dalla richiesta di
interruzione di gravidanza alla prenotazione della prestazione sia essa
chirurgica o farmacologica deve passare una settimana... e davvero troppo
facilmente si rischia di oltrepassare i termini. Io mi sono rivolta all'ospedale
regionale di Locarno, più precisamente al riparto del dott. Stamm. E' un centro per la fertilità ma
tratta anche l'uso del Mifegyne. Sono molto
professionali. Il giorno del trattamento verranno date tre pillole e dopo
48 ore occorrerà tornare al centro per l'assunzione di altre due pastiglie. Da quel momento in poi dovrete restare in clinica per
circa tre ore nel caso ci fossero dei problemi, dopo di chè potete tornare
a casa. Io ho avuto le prime perdite verso sera e sono continuate per
quattro giorni circa. I dolori non erano forti, assomigliavano a quelli di
un flusso mestruale, nè più nè meno. Il giorno dopo l'assunzione delle
ultime due pastiglie si può iniziare l'assunzione di un metodo
contraccettivo come la pillola o l'anello. Il costo era di 700 franchi
svizzeri, dicesi 450 euro più o meno a seconda del cambio.
Vi assicuro che per me era un metodo più umano e meno violento, invasivo e
doloroso sia dal punto di vista fisico che psicologico.
In Italia siamo davvero dei trogloditi primitivi; stiamo diventando un
paese dove si pratica ancora la caccia alle streghe e ci si dimentica
che una donna non toglie la vita a nessuno... è libera di decidere se
darla oppure no. E questo non è un delitto.....
Per ottenere più informazioni sull'aborto farmacologico in Svizzera fare
un e-mail a aborto-informazioni.
Marika
Era un mercoledì sera, più precisamente il 26 marzo 2008, quando dopo 1
settimana di ritardo, ho deciso di fare il test di gravidanza, ma mai
avrei pensato di esserlo.. e invece é risultato positivo.
Io e il mio compagno a primo impatto l'abbiamo presa abbastanza bene, o
forse dovrei dire che sul momento non ce ne siamo proprio resi conto..
Il giorno seguente vado a lavorare come sempre e mi sento bene e
tranquilla, ma quando arrivo a casa alla sera, forse solo li realizzo
realmente di essere incinta.. e non ho fatto altro che piangere.. e
quando è arrivato a casa anche il mio compagno parlando ci siamo resi
conto che ne io ne lui eravamo pronti ad accogliere questo bambino.
Io non mi sentivo proprio pronta..
Un figlio è il sogno della mia vita, ma dentro di me sentivo una
sensazione che non mi faceva vedere nient'altro che un interruzione di
gravidanza.. al pensiero, so che è brutto da dire, ma mi sentivo un po'
sollevata.. nonostante mi facesse una paura tremenda.. quale scelta
prendere?
Venerdì ho deciso di chiamare il mio ginecologo e gli ho spiegato che
non sapevo cosa fare, che non ero sicura, e mi hanno dato il contatto
della pianificazione familiare dell'ospedale regionale di Locarno, già
da quando ho chiamato la Signora è stata molto carina e disponibile e
abbiamo fissato un appuntamento per lunedì 31 marzo '08.
Il sabato mattina mi sono svegliata relativamente bene, e mi sentivo
quasi come se volessi tenerlo.. e domenica di nuovo la confusione e
malessere più totale.. e ci sentivamo che forse non tenerlo era la scelta
migliore..
Sono stati dei giorni veramente pesanti, ho pianto tanto, e lo stress
psicologico e di conseguenza anche fisico era tanto..!
Quando lunedì siamo andati all'appuntamento sono stati tutti molto molto
carini e disponibili, e di questo li devo davvero ringraziare molto.. mi
hanno spiegato che alla mia giovane età (22 anni) sono nel picco della
fertilità, e quindi se ora avrei preso la decisione di non tenerlo, la
cosa non sarebbe stata cancellata per sempre, ma solo posticipata di
qualche anno.
Dopo aver fatto anche la visita ginecologica ho scoperto di essere alla
6a settimana, e quindi di avere due possibilità, o di andare per la via
farmacologica, oppure per la via operatoria. Essendo che sono sempre stata una persona contro a pastiglie, e avendo
saputo che con questo metodo le cose potevano anche andare male e quindi
bisognava comunque fare un intervento, ho optato direttament per fare
l'intervento.
Il Dr. aveva un posto subito il giorno dopo, quindi ieri 1° aprile alle
ore 07.00 ero in ospedale.. digiuna, nel mio letto che aspettavo il mio
turno..
Poco dopo arriva una ragazza in camera con me.. e parlando ho scoperto
che lei ha preso la pastiglia, ma che non ha funzionato, e quindi era
nuovamente li per farsi operare, e in quel momento mi sono sentita un
attimo sollevata di non essere andata per la via farmacologica!
Mi hanno fatto togliere tutto quanto, ed essendo che in camera non
c'erano orologi ho perso la cognizione del tempo, e credo che verso le
8.30 mi hanno portato in sala operatoria, ero spaventatissima, ma
l'ospedale di Locarno ha un team di infermieri, anestetisti e dottori
davvero in gamba, mi hanno rassicurato molto, e in 20 minuti ero di
nuovo in camera da letto, e tutto era finito.
Quando mi sono ripresa mi sono resa conto che oltre a me nella stessa
mattina ci sono state altre 2 ragazze a fare una IVG, e la cosa mi ha
sorpreso, perché non pensavo ce ne fossero tante.
Il mio ragazzo è sempre stato con me al mio fianco, ed è stata la cosa
più bella che potessi desiderare, è una persona eccezionale.. e questa
esperienza ci ha uniti ancora di più..
Infatti l'anno prossimo abbiamo deciso di sposarci.. e sono sicura che
dopo esserci sposati e aver sistemato tante altre cose, arriverà il
nostro bambino..
Forse da come ho scritto posso esser sembrata molto fredda e
distaccata.. ma credo che ogni donna la viva in modo diverso questa
esperienza, e io credetemi adoro i bambini, e non vedo l'ora di averne
uno, e se 2 settimane fa mi chiedevano se fossi rimasta incinta cosa
avrei fatto, ho sempre detto che lo avrei tenuto, ma essendoci dentro
nella situazione è tutto diverso, non si può mai capire o dire
dall'esterno.
Un grazie va anche a questo sito che leggendo le vostre testimonianze mi
avete aiutato molto.
E un grazie ancora anche all'ospedale di Locarno, sono stati
eccezzionali..!
Stefania, 29 anni.
L'IVG è avvenuta il 26 marzo 2008 presso il policlinico di Pavia, ero
incinta di sette settimane. Non era prevista una gravidanza, perchè sono
reduce da una radioterapia piuttosto aggressiva durata un anno circa a
causa di un tumore maligno al rene sinistro. Assumevo regolarmente la
pillola anticoncezionale, ma succedeva spesso di avere episodi di
vomito, conseguenza dell'aggressività della terapia. Probabilmente, anzi
sicuramente questa è stata la causa della mancata copertura
dell'anticoncezionale. Ho sospettato di essere incinta gia' dal primo
giorno di ritardo, perchè la mia regolarità mestruale era cronometrica..
In più sentivo dentro di me una sensazione che non so descrivere.. Si,
avevo nausea, ma vi assicuro che dopo le sedute di radioterapia, la
nausea era divenuta una compagnia indesiderata ma costante.. Era davvero
una 'sensazione', qualcosa di indescrivibile.. Ho fatto il test, quello
che si prende in farmacia, mi sono rintanata nel bagno dell'ufficio e ho
aspettato. Due bellissime, nitide, spaventose linee verticali mi
lasciarono a bocca aperta, mentre il cuore martellava ferocemente.. Ero
viva, aspettavo un bambino.. ma come, mi avevano detto che addittura a
causa delle cure potevo incorrere nella sterilità!? Non so se la
felicità sia stata più forte della paura o viceversa, ma mi sentivo
magica.. Ne ho parlato con il mio amore la sera stessa, sperando di non sentire quello che
dentro di me sapevo benissimo ma non volevo ammettere.. La sua reazione mi ha fatto precipitare giù dalla nuvoletta su cui avevo eletto domicilio.. Era spaventato,
terribilmente preoccupato per me che volevo interrompere le cure e per il bambino
concepito in piena radioterapia. Mi ha detto che per lui la mia vita contava più di ogni altra cosa e per avere un bambino ci sarebbe stato tempo se Dio avesse voluto.. Aspettammo di consultare il mio
oncologo e la ginecologa, ma entrambi dissero che era molto pericoloso e
che il bambino avrebbe potuto avere gravi malformazioni. Così decidemmo
per l'interruzione, anche se i giorni che seguirono sono stati per me un
vero strazio.. Continuavo ad accarezzarmi la pancia, parlando col mio
bambino, giustificandomi, piangendo disperatamente perchè non avrei mai visto il suo
faccino, non l'avrei mai allattato, non mi sarei mai alzata la notte per
controllare il suo respiro..
Poi è arrivato il giorno.. Mi sentivo come
in trance.. il personale medico è stato fantastico, mi hanno coccolato
molto anche perchè erano a conoscenza della mia situazione.. E' durato
un quarto d'ora circa, in anestesia totale. Sono stata molto male dopo,
le contrazioni uterine sono state molto forti e dolorose. Mi hanno spiegato che solo poche donne avvertono dolore e solitamente solo chi non ha mai avuto un parto precedentemente.
Sono passati dieci giorni ormai, ma non c'è istante in cui
non pensi al mio bambino, o alla mia bambina visto che desideravo tanto
una femminuccia. Gli ho scritto una lettera per fargli sapere che non lo dimenticherò mai e che continuerò ad aspettarlo.
Per la medicina, per il mio compagno, per la mia
famiglia è stata la scelta più giusta.. per me è stata la scelta più
dolorosa di tutta la mia vita. Un
caro abbraccio a tutte le donne che per qualunque motivo hanno scelto di
interrompere la loro gravidanza.. Ho incontrato sei ragazze che per ragioni differenti
hanno abortito come me quel mercoledì, nessuna ha fatto questa scelta a
cuor leggero. Vi stringo forte. Vedrete che il tempo guarisce ogni
ferita, anche quelle più profonde.
Carla, 30 anni
Sono rimasta incinta il 3 maggio 2006, dopo vari tentativi che facevo da
sola (ingannando il mio amatissimo compagno sulle date delle
mestruazioni!): volevo un figlio a tutti costi, soprattutto da quest'uomo
di cui ero - e sono - innamoratissima. Lui ha 52 anni, ci siamo incontrati 2
anni fa; a quell'epoca la sua compagna era incinta di 7
mesi... cominciammo la nostra relazione e fu impossibile rinunciare l'uno
all'altro, così dopo poco io lasciai il mio compagno e lui la mamma della
sua bambina. Lei da quel giorno gli rende la vita impossibile e (quasi)
gli impedisce di vedere la piccola... no comment. Io volevo un bambino
per me, per noi, per questo grande amore, per la vita, perché è bello, e
pensavo che lui avrebbe accettato, che gli avrebbe addirittura fatto
bene, pensavo che avremmo potuto diventare tutti una grande
famiglia... ovviamente mi sbagliavo di grosso. Oppure alla peggio
- pensavo - desideravo tanto questo bambino che ce l'avrei fatta anche da
sola, contro di lui, contro il mondo,
soli io e il mio bambino.
Naturalmente non era vero niente di tutto ciò: io gli ho sempre detto
che avrei abortito pur avendo deciso dall'inizio di tenere il bambino,
ho cercato l'appoggio dei miei genitori, dei miei amici, ho cercato di
organizzarmi col lavoro (sono musicista), e ho annunciato al mio
compagno soltanto alla 9 settimana di gravidanza che intendevo portarla
avanti.
Lui è sparito completamente, ha cambiato la serratura della porta di
casa nostra e mi ha detto che ero pazza, che facevo un errore
grandissimo.
Ho retto 10 giorni; in realtà i miei dubbi erano già enormi e sono
crollata: sono sprofondata in una depressione nera, non vedevo sbocchi,
mi vedevo sola, mi faceva schifo la mia vita, mi vedevo senza lavoro,
con la responsabilità enorme di dare alla luce un figlio senza
padre... vomitavo, dimagrivo...
fino a quando non ho resistito e ho telefonato al mio compagno il quale
piangendo mi ha supplicato di abortire, mi ha pregato di farlo per lui,
che non avrebbe retto la situazione, lo stress, non ce l'avrebbe
fatta...
e io mi sono trovata a pensare per la prima volta all'aborto, all'11
settimana!! All'improvviso mi è parsa la soluzione giusta per me, il
modo di uscire da quel vicolo cieco, la mia salvezza.
Ero in Francia, lui è venuto da me, ho organizzato tutto e in una
settimana ero di nuovo libera! Il personale è stato magnifico, tutto è
stato facile e indolore, sono stati tutti estremamente disponibili.
Ora a volte sono triste e piango quando penso all'opportunità forse
unica che ho lasciato andare, ma quando ripenso a quei giorni mi ricordo
anche della terribile angoscia e della mia impossibilità a farcela. Ho
abortito alla fine della 12 settimana, ma sono contenta di aver aspettato
tanto, almeno so che ci ho provato in tutti i modi, e ho riflettuto fino
all'ultimo! E' stata indubbiamente una scelta dolorosissima, ma al tempo
stesso arricchente; non so spiegarlo, ma almeno sono stata incinta una
volta per tre mesi! Almeno so che non sono sterile, sono entrata, anche
se per poco, nel vero mondo delle donne...
Siria
Ho 21 anni. Sono Svizzera e vivo in Messico, in Baja California, studio
oceanografia. Ieri ho avuto un aborto. Credo che è stata la peggior
esperienza della mia vita. Tutto è iniziato tre settimane fa con una
visita al ginecologo che solo ha confermato i miei sospetti. Credo che
non ho mai pianto tanto nella mia vita come quel giorno, e credo che
piangerò ancora tanto. Il mio ragazzo ha subito detto che lui ci teneva
al bambino. Ha 27 anni, una carriera universitaria terminata e molto
probabilmente altri sogni. Io ho sentito una grande confusione, è
difficile spiegare tutto quello che è passato per la mia testa, però un
bambino io adesso non lo avrei mai potuto avere, no sono pronta, non è
il mio momento...
Ho sempre sognato di avere figli, piangere per essere rimasta incinta mi
ha fatto solo capire che adesso non era il momento, sono nel pieno dei
miei studi, parto per la Australia in meno di un anno per concluderli,
tutto sarebbe cambiato, tutti i miei piani, sogni...
Mi sono sentita totalmente sola nel mondo, non sono riuscita a parlare
con nessuno, neanche chiamare a casa per parlare con i miei...
In due settimane ho perso 5 kg, sono diventata un cadavere, non riuscivo
a uscire dal letto al mattino, non smettevo di piangere. Tre giorni fa
ho preso la decisione. Il mio ragazzo l'ha preso male, ha detto che
tutto fra noi sarebbe finito, eravamo insieme da due anni...
Sono ancora sotto shock, ho dovuto andare a San Diego (in Messico no è
legale da tutte le parti), ho pianto tutta la strada, ho pianto in
clinica e dopo. Lui è stato con me per l'ultima volta nella sua vita e
ne lo ringrazio tanto...
Oggi non sto bene, questa mattina mi sono alzata da sola per la prima
volta da tanto tempo, ho ancora il riflesso di passare adagio una mano
per la pancia e parlare alla piccola stellina che è tornata in cielo.
So che per un uomo può non essere giusto che la decisione alla fine la
prendiamo noi, però credo che qualsiasi sia la scelta nessuno si merita
di rimanere da solo, non in un momento come questo.
Ringrazio tanto essere nata in un paese come la Svizzera, sono tanti
anni che non torno a casa, la mentalità qua è molto differente. Questo
sito mi ha fatto capire che nel fondo non ero poi tanto da sola, è stato
grazie a quello che ho letto qui che ho avuto la forza di chiamare a
casa, senza i miei non ce l'avrei mai fatta.
So che questo bambino tornerà a me un giorno, quando sarà il momento,
quando potrò dargli tutto il mio amore!!!
Guardo il cielo e so che c´è una stellina in più...
Mi è dispiaciuto tanto non averlo, spero di aver fatto la scelta giusta,
interrompere la gravidanza è stato difficile, è solo che non mi vedevo
ancora con un bambino, ho avuto paura di perdere parte della mia vita,
di iniziare a smettere di essere io.... So che suona egoista... Non so
se mi spiego, però è stato così.. So che per il mio ragazzo è stato
difficile, lui aveva altri piani, spero che il tempo curi le ferite, a
tutt´e due.
Ely, a Nuoro, Sardegna
Non sono mai stata contraria all’aborto perché ho sempre pensato che
fosse una scelta comunque dolorosa e che nessuno possa giudicarla … solo
che non avrei mai creduto di trovarmi ad interrompere una gravidanza. Ho
una storia da quasi 10 anni e ora che sono incinta, nonostante l'abbia
sempre desiderato, mi rendo conto che non mi sento di avere questo
bambino... Pensavo che se fossi rimasta incinta avrei preso la notizia
con gioia, del resto adoro i bambini e ho sempre pensato che sarei stata
una brava mamma … ed è proprio per questo che ho deciso di non portare a
termine la mia gravidanza … ma non voglio scrivere le mie motivazioni,
voglio scrivere dell’esperienza, di ciò che ho passato, delle persone
che ho trovato perché voglio aiutare … perché so quanto è difficile …
Il 14 agosto, facendo un test di quelli comprati in farmacia, ho
scoperto di essere incinta … nei giorni seguenti ne avrò fatti almeno
altri 7 perché continuavo a sperare in un errore, ma quelle linee
c’erano sempre … mi sono disperata, non sapevo cosa fare, con chi
parlare, dove andare a sbattere la testa … ho cominciato a non dormire
più e non riuscivo mangiare (in 2 settimane ho perso 4 kg), finché non
ho deciso di muovermi e ho chiamato il consultorio di Nuoro.
Al telefono ero tremendamente in ansia, avevo paura di essere accusata o
giudicata, invece la donna con cui ho parlato (credo fosse l’assistente
sociale) è stata molto gentile ed è riuscita a tranquillizzarmi un poco.
Purtroppo la ginecologa era in ferie ma la signora con cui ho parlato mi
ha fissato un appuntamento per il 27 agosto, il giorno stesso in cui la
dottoressa rientrava .
Arriva il giorno della visita … mi presento al consultorio spaventata e in
ansia invece sono state davvero cortesi. La ginecologa mi ha fatto la
visita, dopo aver parlato un po’ con me, e poi mi ha subito prenotata
per le analisi all’ospedale San Francesco e per l’intervento il giorno
dopo i 7 previsti dalla legge.
Mi sono presentata all’ospedale per l’ecografia e lì ho conosciuto il
medico che si occuperà dell’IVG e già è stato tranquillizzante vedere il
suo atteggiamento professionale e non aggressivo … anche l’infermiera
(che pure sembrava più “austera”) è stata gentilissima e ha fatto di
tutto per farmi fare tutte le analisi lo stesso giorno, anche se erano
carichi di lavoro.
Ora sono un po’ più calma anche se ho ancora paura, anche perché sono
arrivata a 28 anni completamente digiuna di ospedali e interventi … L’IVG
è domani mattina e sono spaventata all’idea dei rischi e delle
complicazioni che potrebbero sorgere (anche se so che sono percentuali
veramente bassissime)… l’unico pensiero che mi sostiene è che domani a
quest’ora sarà tutto finito …. è un dolore, ma è anche un sollievo … ora
non posso avere figli …
Per ora so solo che l’intervento si fa in Day hospital e in anestesia
generale … dovrò essere lì alle 7 di mattino, digiuna (ma anche senza aver
bevuto nemmeno un sorso d’acqua o masticato una gomma) e con il
necessario per passare la giornata (e forse la notte, ma spero proprio
di no) ricoverata.
L’intervento
Alle 7, puntuale come un orologio svizzero, mi trovo all’ospedale, dove
mi viene subito assegnato il letto … alle 7:45 inizia la preparazione (45
minuti sdraiata)… alle 9:15 mi portano giù per l’intervento (qui ho
perso il conto del tempo perché non avevo orologio e, non avendo le
lenti a contatto, non riuscivo a vedere l’orologio nella sala
operatoria) … comunque il personale sanitario è stato straordinario …
professionalissimo e di una dolcezza incredibile … venivano continuamente
a chiedermi come mi sentivo e a cercare di tranquillizzarmi, visto che
ho passato quasi tutto il tempo piangendo (la paura era davvero
tanta!!!).
Alle 11 ero di nuovo in camera (2 ore sdraiata senza cuscino e senza
potermi spostare)… i dolori si sono quasi completamente esauriti nelle 2
ore che ero a letto (tant’è che non ho avuto nemmeno bisogno
dell’antidolorifico) e se mi avessero avvisata che non dovevo aspettare
la visita ma che me ne potevo andare prima, se me la sentivo, sarei
uscita dall’ospedale alle 13:30 invece che alle 17.
Ora sono le 21:40 e mi sento abbastanza bene, le perdite sono leggere,
non ho dolori fisici e sono molto più calma perché so di avere fatto la
scelta giusta … avrò figli, più avanti, e andrà bene … ora sarebbe stato
un disastro …
Un ringraziamento enorme andrebbe fatto, oltre che allo straordinario
personale dell’ospedale San Francesco (nonostante il caos per un lutto
subito dal personale medico – era morto uno dei ginecologi, un medico
davvero in gamba) a mia sorella e al mio ragazzo, che mi son stati
vicini, che mi hanno appoggiato e che mi avrebbero sostenuto e aiutato
in ogni caso … so che è così che dovrebbe andare normalmente, ma so anche
che spesso non succede …
Mi prende una rabbia verso tutti quei uomini che hanno praticamente
costretto le loro compagne ad abortire... forse dovrebbero provare
quello che noi donne sentiamo... non è la loro vita a cambiare
radicalmente, non sono loro che vanno incontro a rischi e dolori, prima
e dopo il parto... ma come si permettono di dare ultimatum o a fare
pressioni psicologiche? Il mio ragazzo mi è vicino in tutto e per tutto,
approva ogni mia scelta (su questo argomento)... Ragazze, se un uomo vi
mette un ultimatum, mandatelo dove dovrebbe stare, perché non merita
altro: la vita è la nostra, è la nostra vita che cambia e siamo noi, non
loro, a fare le rinunce e a crescere i figli... se trovate un uomo che
vi lascia dopo aver saputo che siete incinte cercate di andare avanti...
un uomo così non vale a molto... e MEGLIO SOLE CHE MALE ACCOMPAGNATE! La
scelta (per quanto sofferta, e noi lo sappiamo benissimo) sta a noi...
Mi fa stare male pensare alle bugie che ho raccontato per nascondere
questo intervento … io, che sono una di quelle persone sincere fino
all’estremo … ma avrei dato un dolore enorme a mia madre … (e dire che lei
è una di quelle donne che è scesa in piazza a manifestare a favore
dell’aborto, ma non per sua figlia …) e non me la sono sentita … e, alla
fine, non sono nemmeno bugie, ma piccoli stravolgimenti per difendere la
mia privacy e per cercare di avere un ambiente più o meno sereno in
casa …
Spero che questa mia testimonianza possa essere utile … so che non è
facile, ma sono cose che si superano … forza e coraggio, la vita va
avanti!
Silvana
Una settimana fa mi sono sottoposta all’intervento di interruzione
volontaria di gravidanza. Ero incinta da almeno nove settimane e credo
di non aver mai vissuto un giorno così orrendo fin’ora. Ho vent’anni,
nemmeno una minima idea di ciò che voglio diventare e di cosa vorrei
fare da più grande, non ho un ragazzo e nemmeno dei soldi miei. Non ho
avuto nemmeno il coraggio di salvare mio figlio. Piangendo mi sono
addormentata durante l’anestesia sapendo che erano gli ultimi attimi che
lo avevo con me e poco dopo mi sono risvegliata rendendomi conto che lui
c’era e per una mia scelta non c’è e non ci sarà più. Il senso di vuoto
e di solitudine mi costringe in questa sofferenza che piano piano mi
toglierò di dosso … in qualche modo, non so quale ma in qualche maledetto
modo dovrò farlo per continuare a vivere e a credere in qualcosa. E non
posso fuggire. Ho avuto paura e tutt’ora sono spaventata da ciò che
provo. Mi manca il mio bambino e l’amore che immaginavo di dargli. Ho
voglia di spaccare tutto e di far capire al mondo intero cosa significa tutto questo.
Un giorno forse me ne perdonerò. Un giorno forse avrò il diritto d’amare
e di dare a mio figlio tutto ciò che merita compreso una madre
responsabile e pronta. E magari, perché no, anche un padre.
Elena, ho 33 anni
e sono mamma di due bimbe di 7 e 4 anni. Durante l'allattamento della
mia seconda bambina sono rimasta incinta del terzo figlio. Un giorno al
supermercato ho provato una forte nausea e ho preso lì un test di
gravidanza. Essendo robusta non mi ero assolutamente accorta di essermi
ingrossata. Il test era positivo. Ho chiamato la mia ginecologa e mi
sono informata per l'ivg, era troppo presto per avere un altro figlio,
il mio fisico non ce l'avrebbe fatta.
Durante la visita la ginecologa mi fa l'ecografia, dove, sbirciando
sullo schermo vedo un bel bimbo grande grande e sicuramente non ero
incinta di un paio di settimane ma di un bel paio di mesi. La ginecologa
si accorge subito che c'è qualcosa che non va, e senza dirmi nulla mi
invia all'ospedale con la richiesta di un'ecografia più dettagliata con
il codice rosso. Per fortuna incontro la mia amica che fa l'ecografista
e con una delicatezza e un'umanità che non scorderò mai, mi ha
comunicato che sono incinta di 20 settimane, che purtroppo il feto è
affetto da una gravissima malformazione e che non c'è attività cardiaca.
Il mondo mi è crollato addosso. Hanno dovuto portarmi subito in sala
operatoria perché la morte del feto risaliva ad una settimana prima, e
quindi c'era rischio di setticemia. Il giorno dell'intervento ero da
sola, è durato tutto 15 minuti, non di più. Mio marito è rimasto con le
bambine. Avrei voluto che ci fosse qualcuno con me. Per assorbire il
colpo ci ho messo quasi un anno, e ne sono uscita con la forza
dell'amore delle mie figlie. Ora a distanza di quasi tre anni, ho
fissato una nuova ivg. Durante un rapporto con mio marito si è rotto il
preservativo, e sono rimasta incinta di nuovo. Un terzo figlio mi
sarebbe piaciuto, ma non sono nelle condizioni fisiche per poter portare
a termine un'altra gravidanza. Sembra che anche stavolta ci sia qualche
problema con il feto, e l'intervento è fissato per la prossima settimana.
Non mi spaventa il lato clinico della cosa, ma quello psicologico. Ce la
farò a imparare a convivere con queste due piaghe sul cuore?
Gaia
E' passato un anno e 5 mesi da quel terribile 14 aprile... era il 2006.
E io avevo 17 anni. Frequentavo il quarto anno di liceo classico, e da
un anno stavo con un ragazzo fantastico... finalmente, dopo un periodo
pieno di dolore, sembrava che la mia vita si stesse illuminando di
nuovo. Era l'inizio di marzo quando, preoccupata per un ritardo, feci
il test di gravidanza... Positivo. Non potevo crederci. Lo feci di
nuovo; in preda al panico telefonai ad una mia amica, che mi spiegò come
trovare un consultorio: io abito a Milano, in una zona centrale, e non
ho avuto problemi a trovarlo. Pensavo soltanto: non può essere vero. -
Ho sempre lottato fino all'ultimo contro l'evidenza delle cose che non
posso accettare... Anche quando, due anni prima, poco prima del mio
quindicesimo compleanno, per telefono era arrivata la notizia che il mio
papà era morto, mi ero messa a gridare che non era vero.
Chiamai il consultorio. Quando mi dissero che i due test erano
affidabili mi misi a piangere, priva di ogni controllo, chiesi che cosa
potevo fare, "io non posso avere un bambino, non posso", continuavo a
ripetere. Furono molto gentili, mi calmarono, mi dissero di andare da
loro per una visita. Ricordo quel periodo come una lunga trance, come se
l'avessi vissuto fuori da me... Ne parlai con il mio ragazzo, eravamo
sconvolti, terrorizzati, non ci rendevamo conto di come potesse essere
accaduto: avevamo sempre usato il preservativo! Sapevamo tutti e due che
la nostra non era la condizione adatta per un figlio... Due liceali,
senza grandissime risorse economiche, con due famiglie piene d'amore per
loro ma fragili, fatte di persone che hanno sofferto molto. Siamo
entrambi senza papà, e io ho una mamma e una nonna diversissime, che mi
amano in modi diversissimi, ma che sono accomunate dal fatto di essere
due persone complesse, difficili da gestire, piene di ansie per me... Le
ho sempre percepite, più che come sostegni, come persone da sostenere,
senza nulla togliere a tutto ciò che fanno per me.
Da subito, capii che avrei dovuto abortire. Sono sempre stata a favore
della maternità consapevole, e quindi dell'ivg, ma mi dicevo sempre che
forse io, trovandomi nella situazione, non sarei riuscita ad
interrompere la gravidanza...
continua la storia di Gaia...
Manuela
ho 26 anni, torno a casa oggi dal ricovero day hospital in svizzera, un
intervento farmacologico.
Mi sento a pezzi, mi sento vuota.
Frequento il mio ragazzo da pochi mesi e quest'anno ho reiniziato
l'università, lavoro nel weekend, vivo da sola e ho un cane. Forse sono
solo alibi, forse continuerò a fare la cameriera comunque, ma non me la
sono sentita di cambiare ancora le mie decisioni, di buttare all'aria
ancora la mia vita.
È il mio secondo intervento... e prendevo la pillola...
Mi sento crudele. Ma sono davvero così condannabile se il destino bussa
alla mia porta sempre nel momento sbagliato? La prima gravidanza era di un
compagno inaffidabile che è sparito e si è sposato con un'altra...
Non potevo rimettere in discussione ancora le scelte appena prese. È già
molto difficile per me riuscire a trovare il tempo per tutto, a far
quadrare i conti, e poi non so se l'uomo che frequento sia quello per la
vita.
Al mio fianco c'era mia sorella maggiore. Non ho voluto che venisse lui.
Ora sono in casa, da sola, in cerca di conforto nelle esperienze delle
altre donne.
Non lo auguro a nessuno.
Mi sento orribile.
Dany
Nel 2006 ho dovuto abortire. Ero alla sesta settimana e desideravo un
aborto farmacologico. A Milano questo tipo di intervento non era
disponibile. Ho ricevuto l'indirizzo di un medico in Svizzera, però
aveva l'agenda già piena in quei giorni. Mi diede quindi il nome di un
medico dell'ospedale e feci tutto li.
All'ospedale sono stati molto gentili, un'equipe medica qualificata.
Sono stata 2 volte (per la Mifegyne e due giorni dopo per la
prostaglandina). La seconda volta sono stata molto male, ho avuto
perdite di sangue per 4-5 giorni ed è stato doloroso, ma meno doloroso
rispetto al raschiamento, per lo meno non era invasivo.
Psicologicamente era l'esperienza forse più brutta della mia vita che ha
segnato dei grossi cambiamenti radicali nella mia esistenza: perdita di
punti di riferimento, di persone care che non capiscono o approvano la
tua scelta, perdita della persona che si ama che crede che quello che
stai passando è solo un tuo problema.
In Italia non esistono neanche strutture che assistono la donna prima di
decidere se abortire o continuare la gravidanza. - Si, ci sono i
consultori, ma le persone con cui avevo parlato erano state molto fredde
e sgarbate e l'unica soluzione che mi avevano presentato era quella del
raschiamento. Ovviamente parlo della mia situazione e di Milano, forse
in altre città la situazione è diversa.
Diletta
L'ivg l'ho fatta il 7/10/2004 [in Italia]. Avevo 24 anni, è stata
un esperienza che non scorderò.
Tutto ebbe inizio in estate 2004. Lui fa il carabiniere nella base
americana, è separato con figli, fra me e lui nasce una relazione, da
questa relazione rimango incinta, quando feci il test ero agitata, ma
poi ero felice di avere un figlio. Quando lo dissi a lui, al cell aveva
una voce strana. Mi disse che non lo voleva, non mi ha nemmeno
accompagnata all'ospedale per fare l'ecografia. È stata una mia amica.
Appena lo vidi sul monitor credevo che era un sogno, se era femmina
l'avrei chiamata Aurora.
Lui cominciò a sparire, io mi trovavo da sola a prendere una decisione,
ai miei non ho detto niente. Prima di dormire gli davo la buonanotte,
lui si fece vivo e mi disse che dovevo abortire.
Ero entrata al terzo mese di gravidanza. Il 7/10/04 mi recai con lui
all'ospedale. Per me era una giornata tremenda, mi addormentarono, al
mio risveglio dentro di me non c'era più mio figlio. Ho cominciato a
piangere. Poi lui sparì. Sono stati gentili con me quelli dell'ospedale.
Sono passati quattr'anni. Io mi sono rifatta un'altra vita, io e il mio
nuovo compagno abbiamo deciso fra due anni di avere un figlio.
Maria
Ho 38 anni e tre giorni fa ho avuto un aborto volontario. Ho due bimbe
di 10 e 3 anni e una buona condizione socio-economica. Quando ho
scoperto di essere incinta mi è crollato il mondo addosso e ho subito
deciso di non tenere il bambino.
Mi sono arrabbiata tantissimo con mio marito per essere stato molto
superficiale, perché lui diagnosticato sterile pensava di non poter fare
altri figli, io gli ripetevo sempre che come avevamo avuto le altre due
poteva capitare ancora, ma lui ha continuato a non usare quasi mai il
preservativo. Mio marito mi ama ma è molto freddo con me e poco paziente
con le sue bimbe anche se le adora.
Io sono un insegnante precaria che spera di realizzarsi un giorno anche
se con molti sacrifici. Le mie bimbe le ho cresciute praticamente da
sola perché mio marito per il suo lavoro è assente tutto il giorno.
Quando ho saputo di essere incinta non me la sono sentita di fare ancora
sacrifici e di non sacrificare anche le mie due bimbe. Mi sono sentita
uno schifo perché un bambino prima l'avevo tanto desiderato e non
arrivava per via dei suoi problemi e adesso lo buttavo via per il mio
egoismo. Oggi piango tanto, sono sola, mio marito dal primo giorno non
mi ha mai detto una parola, anche dopo l'intervento ha fatto finta che
nulla fosse accaduto. L'intervento è andato bene e in ospedale sono
stati tutti molto cordiali. Il giorno dopo ho sentito un grande vuoto,
mi manca e mi odio per il mio egoismo e per non aver avuto un marito
capace di ascoltarmi e di prendere con me la decisione più giusta. Spero
un giorno di pensare a tutto questo con meno dolore.
Mona
Ho scoperto di essere incinta facendo un test di gravidanza da sola
nella mia casa, e il risultato positivo ha subito scatenato in me
pianto, paura, anzi terrore. Ho avuto palpitazioni e diarrea per tre
giorni, fino a quando ho avuto la conferma dal test del sangue.
Ho sempre desiderato avere un figlio, ma non con il mio attuale
compagno: un uomo sposato con figli piccoli, di cui ero però molto
innamorata e che mi ha sempre giurato il suo immenso amore.
Ma appena messo al corrente della mia gravidanza, la sua decisione sul
mio futuro era già presa: dovevo assolutamente abortire, perché il
figlio era non progettato e perché non avrei potuto allevare un bimbo da
sola (quindi non mi sarebbe stato vicino) e perché lui non avrebbe più
potuto guardare i suoi figli negli occhi. Mi è crollato il mondo
addosso, mi sono sentita sola e disperata, ma ho inizialmente deciso di
portare avanti la gravidanza. Ho passato due settimane a sognare questo
bimbo, la mia vita con lui e completamente dedicata a lui... Finché il
terrore ha nuovamente preso il sopravvento: ho visto attorno a me tanta
solitudine, un bimbo più solo di me sbattuto tra asili nido e baby
sitter... Non ce l'ho fatta e alla fine ho abortito. E' stata la fine di
un incubo.
Ora però mi sento vuota e inutile, e non faccio che sognare un uomo che
mi voglia per quello che sono e che mi dia l'opportunità di avere una
famiglia vera. E così ho paura che passerò i prossimi anni a lottare per
avere disperatamente quello che mi era stato regalato e che ho rifiutato
solo per paura...
Il dilemma che mi porterò dietro è: si deve lottare per avere
esattamente quello che si vuole o si deve accettare con gioia ciò che la
vita ci offre, anche se inaspettato? Avrò la soluzione solo tra alcuni
anni, ma nel frattempo questo dubbio spero mi dia la forza per non
arrendermi, e per fare in modo che questa scelta dolorosa abbia avuto un
senso.
Gaia
Ho 27 anni. Essendo molto regolare dopo 1 giorno di ritardo del ciclo ho
fatto un duplice test acquistato in farmacia che è risultato positivo.
Dopo un allarmismo generale durato 1 notte ho avvertito subito la mia
migliore amica che è l'unica a sapere del fatto poiché il mio ragazzo -
come io d'altronde - ha un lavoro precario e altre questioni da
risolvere. La mattina seguente ho contattato i vari consultori della
provincia di Pd la maggior parte dei quali mi dava minimo 15 gg
d'attesa. Il personale che mi ha risposto poi... degli autentici
incompetenti. Il mio carattere forte e deciso mi ha spinto a continuare
con le telefonate fino al consultorio di Badia Polesine (RO). Risultato
ho già parlato telefonicamente con l'assistente sociale che mi ha
descritto la prassi, tra 6 giorni ho la visita ginecologica durante la
quale già fornirò pap test analisi del sangue ed urine effettuati per
mio conto nei giorni d'attesa, per velocizzare il tutto. Durante
la stessa mattinata della visita ginecologica ci sarà il colloquio con
l'assistente sociale e poi nuovamente l'incontro dalla ginecologa. Entro
i 7gg successivi alla visita, mi verranno praticati l'ecografia ed IVG.
Ora sono più tranquilla... ringrazio queste strutture....
Anna
vi scrivo dall'Emilia-Romagna, ho 44 anni, due figli, una ragazza di 22
e un ragazzo di 15 anni. Da una settimana ho saputo di essere incinta.
Quella mattina faccio il test... da esito positivo. Non sono felice per
tanti motivi. Mi dico che sono troppo avanti con gli anni per avere di
nuovo un figlio, non me la sento di ricominciare sia fisicamente (dato
che in passato ho avuto problemi seri di salute). Parlo con mio marito
dell'evento e lo informo che non intendo portare a termine la
gravidanza. Sapendo come lui la pensa in proposito, non trovo
difficoltà. Lui è d'accordo con me e ci prepariamo sul da farsi.
Prendiamo appuntamento con il mio ginecologo, gli comunichiamo le nostre
intenzioni, e lui capisce la mia scelta, anzi mi mette al corrente dei
rischi che corro per me e per il bambino. Felici di trovarlo dalla
nostra parte, ma purtroppo lui è obiettore e nel suo ospedale non
praticano l'ivg. Ci informa che l'unico posto dove possiamo rivolgerci
nella nostra zona, è l'ospedale civile. La stessa mattina saliamo al
civile. Chiedo di parlare con un ginecologo per sapere la prassi da
fare. Ci si presenta davanti una ginecologa di circa 35 anni. Gli spiego
il motivo del perché sono lì e subito mi sento aggedire sull'argomento.
Escono fiumi di domande... mi dice che è una nuova vita, che ci sono
donne che lo cercano per la prima volta a quest'età, che una volta
abortito il trauma resta. Allora io a quel punto comincio ad agitarmi e
controbatterla su suoi discorsi perché capisco che sta facendo di tutto
per farmi sentire in colpa e immorale. Gli ribadisco il fatto che ho
avuto problemi seri e che insomma non me la sento. Allora prende un
foglietto e mi scrive dove devo rivolgermi per la prassi, ma
all'improvviso arriva come un vento gelido un'orribile proposta...
MENTRE STA SCRIVENDO, MI DICE TESTUALI PAROLE: "LEI COMUNQUE, PUÒ
PORTARE A TERMINE LA GRAVIDANZA E POI DARE IN AFFIDO SUO FIGLIO!" non ci
posso credere a quello che ho appena sentito... mi alzo di scatto dalla
sedia e chiedo se sta scherzando! non ci ho più visto! e gli rispondo:
ma lei ha ascoltato quello che gli ho detto? se avessi scelto di tenermi
il bambino non sarei certo qui, a sentire queste obrobrietà e non si deve
permettere di trattarmi così, di dire certe cose e solo perché lei ha un
camice... mi ritengo responsabile delle mie decisioni e non sono certo
una bimba, perciò non mi faccia passare da stupida. Me ne sono andata
sbattendo la porta e dicendogli che era una bestia! altro che etica
morale!
Ora sto ancora svolgendo le pratiche in un consultorio familiare. Appena
avrò il certificato, salirò nella mia provincia (io sono lombarda) dove
ho trovato cordialità e nessuno che mi faccia sentire una "fattrice" o
altro... ho pianto tanto.... e sono arrabbiata per l'inumanità che ho
trovato da parte di quella "donna" (se così la posso chiamare). Ho
pensato a quelle povere ragazze che giovani, magari con alle spalle
esperienze disastrose, violente, ecc.. che non vogliono portare avanti
una gravidanza, a quanta pressione gli viene fatta per convincerle del
contrario, e che già fragili psicologicamente, gli viene fatto ancor più
del male facendole sentire sbagliate... e convincendole del contrario,
non abortiscono più e poi si trovano a rifiutare il bambino... magari in
affidamento vero? o peggio ancora nel cassonetto... QUESTA SECONDO ME È
VIOLENZA! e dispiace dirlo ma sono proprio persone come quella che io ho
incontrato a creare queste condizioni per alcune donne... dovrebbero
solo vergognarsi e farsi loro un esame di coscienza... questo è quello
che sin d'ora ho vissuto io... a breve abortirò... e ringrazio di avere
al mio fianco un uomo veramente meraviglioso che mi da tantissimo
amore... mia figlia che mi da appoggio in tutto questo... ecco questo
per ora è quello che avevo da esternare....
Michela
E' iniziato tutto a fine settembre 2006..il ritardo, il test a casa di
un'amica, la visita dalla mia ginecologa.."Si, sei incinta". Ricordo che
subito ho provato una forte emozione ed ho sorriso. Da sempre dicevo che
avrei voluto avere il primo figlio a 25 anni e la cosa incredibilmente
si stava avverando. In quell'istante si è acceso dentro di me un
turbinio di emozioni e una forza, un istinto di protezione che non avevo
mai provato.
Poi mi sono scontrata con la dura realtà..non c'era momento più
sbagliato..ero in procinto di iniziare un nuovo lavoro, l'azienda per la
quale il mio ragazzo lavorava stava purtroppo chiudendo. Non c'era
nessun tipo di sicurezza per la nostra vita, figuriamoci per quella di
un figlio..cosi nel giro di una settimana ho fatto tutto quanto..mi sono
rivolta a una clinica privata dove ho trovato del personale freddo e
distaccato.
Dopo quel 6 ottobre ho cercato di rimuovere tutto facendo il grave
errore però di cacciare tutto dentro senza esternare quello che stavo
provando convincendomi che andava tutto bene. A distanza di mesi tutto è
riaffiorato inesorabilmente..è come un male che si sta impossessando di
me. Non riesco a darmi pace per quello che ho fatto. Non riesco più a
guardare un bambino senza pensare a quello che avrei potuto avere...
Adesso penso che sono stata pienamente un'egoista. Non avevo cercato e
probabilmente non ero pronta per un figlio, ma comunque era una vita...
Non giudico i pensieri delle altre ragazze, credo che ogni persona debba
decidere per la propria vita e possa pensare come vuole. E se devo
essere sincera invidio chi scrive che adesso sta meglio perché ha fatto
la scelta giusta. In cuor mio invece so che non mi perdonerò mai.
Adesso vivo con il mio compagno che mi ha aiutato e mi sta ancora
aiutando, ma sono convinta che questa cosa è più "mia". Desidero avere
una famiglia con lui, ma spesso mi chiedo se riuscirò mai a guardare i
nostri figli senza provare il rimpianto di non avere con me anche quello
che ho lasciato andare via..
Charlotte
Ho abortito il 25 maggio 2006, ero alla nona settimana di gravidanza.
Inutile dire che le settimane che hanno preceduto l'intervento sono
state cariche di ansia e stress, ma non tanto per l'interruzione in sé,
quanto per l'andirivieni continuo da ospedali e laboratori per analisi e
visite......
Ho 29 anni e il mio ex compagno 40, non avevamo mai usato metodi
contraccettivi a parte il preservativo usato solo alla fine dei rapporti
(errore gravissimo! Il preservativo si usa DALL'INIZIO ALLA FINE)
Quando mi sono scoperta incinta non ho avuto remore né ripensamenti. Ho
sempre saputo che volevo abortire, non me la sono sentita di portare
avanti una gravidanza non voluta, anche perché non ho mai amato i
bambini e non ho un grande istinto materno, o forse non amavo abbastanza
il mio ex per farci un figlio........chissà.
Oggi a distanza di quasi 9 mesi penso a questa esperienza con molto
distacco. Posso solo dire che la contraccezione è importantissima,
quindi se volete evitare gravidanze e aborti, preservativo e pillola,
sempre!
Barbara
Il 15/01/07 ho scoperto di essere incinta... Io ho 24 anni e il mio
ragazzo anche, e sta terminando l'università come ingegnere edile... gli
mancano 6 esami alla laurea...
Quel lunedì 15 lo abbiamo scoperto..
Abbiamo fatto il test per scrupolo perché noi usiamo sempre precauzioni,
che a quanto pare non funzionano sempre (preservativo). Io una settimana
prima mi ero passata l'influenza, quindi avevo assunto farmaci, e fatto
anche punture, quindi dato che avrei dovuto modificare completamente la
mia vita, ma avendo anche la paura che il bimbo fosse malato, ho
preferito interrompere la gravidanza.
Il mio fidanzato inizialmente non era d'accordo ed era pronto a lasciare
l'università. Ma anche in seguito al colloquio con la ginecologa di mia
madre abbiamo capito che era una gravidanza troppo rischiosa... e quindi
tutti e due abbiamo deciso di interromperla.
Poi l'embrione in seguito ad una ecografia risultava anche più piccolo
di quello che doveva essere, sintomo di una sofferenza dovuta ai farmaci
da me assunti per l'influenza.
Quindi sono andata dal consultorio, dove anche in seguito alle
avvertenze dalla mia ginecologa, ero andata un po' prevenuta e
preoccupata, per le ramanzine che avrei ricevuto, mentre non mi hanno
assolutamente detto nulla... anzi mi hanno dato priorità in merito agli
altri casi e mi avevano fissato l'intervento per il 03/02/07...
L'intervento è andato benissimo e ho trovato gente davvero strepitosa...
ora non so se le condizioni erano un po critiche o quelle del feto... ma
non ho ricevuto trattamenti ostili da nessuno... e di questo ne sono
molto felice, perché già noi non eravamo contenti di quello che era
successo, poi ricevere anche paternali, proprio non c'e l'avremmo
fatta...
Io non sono a favore dell'aborto... ma un figlio deve SOLO essere una
cosa bella e mai un peso... e per me ora sarebbe stata una
costrizione... e non è giusto dare la colpa della mia infelicità ad un
esserino che non ha chiesto lui di esserci...
ritornare a
testimonianze-opinioni
testimonianze archivio 1
testimonianze archivio 2