Aborto - Interruzione di gravidanza : per il diritto alla libera scelta

Testimonianze (archivio 2)

Silvia
Ho 19 anni e circa un mese fa ho scoperto di essere rimasta incinta.. con il più classico dei modi, sicura che non sarebbe potuto succedere nulla il giorno dopo il termine delle mestruazioni.. e invece, gli ingenui consigli delle mie amiche si sono rivelati errati.. Ho fatto il test quasi per caso, anche se in fondo sentivo che c'era qualcosa di strano in me.. ero da un'amica.. Quando ho letto il risultato sono scoppiata a piangere, com'era possibile che fosse successo a me che ero sempre stata così attenta.. una sola volta mi ero lasciata andare col mio ragazzo! Che rabbia!.. siamo corse subito dal mio medico di fiducia.. piangevo ed ero disperata e, come se non bastasse, il mio dottore mi mise addosso un'ansia e una fretta che peggiorarono il mio stato d'animo. All'inizio non volevo dirlo a nessuno (per me era già una grande umiliazione che lo sapesse la mia migliore amica, peraltro contraria da sempre all'aborto!), nemmeno al mio ragazzo.. sapevo che avrebbe considerato l'aborto moralmente inaccettabile, dato che già in passato avevamo discusso riguardo alle sue radicate credenze religiose.. che in parte io non condividevo.. Però non ce l'ho fatta, e la sera stessa, in lacrime gliel'ho detto.. Inizialmente si è mostrato sorpreso e decisamente deluso della mia scelta ma, in seguito, mi è sempre stato vicino e col passare dei giorni si è ricreduto sulle sue vecchie convinzioni.. Ai miei genitori e familiari non sono riuscita a dirlo, e penso che mai lo farò, anche se spesso vorrei confidarmi con mia madre, vorrei che fosse lì durante l'operazione.. Ma non posso deluderla dicendole che la sua bambina (appena iscritta all'università) è rimasta incinta.. e in ogni caso non posso farla soffrire dicendole che non mi sento pronta e che la mia scelta è anche condizionata dal terrore di quello che sia lei che mio padre potrebbero pensare di me (sembra sempre che tutto quello che faccio sia un errore.. ora, dopo essere uscita benissimo dalle superiori, voglio finalmente dimostrargli che valgo qualcosa!)..
Fra due giorni i medici mi hanno fissato l'operazione, a circa 9 settimane dal concepimento.. ho paura di tantissime cose: di non poter più avere figli, per esempio, o addirittura di morire durante l'intervento.. forse per una punizione di Dio.. quest'idea spaventosa mi è venuta in mente dopo aver sentito il parere (decisamente estremista!) della Chiesa al riguardo.. ma in fondo penso che essi non abbiano alcun diritto di accusare le donne in questo modo.. non sanno cosa si prova durante una gravidanza.. e quello che più mi innervosisce è che non possono immaginare cosa prova una donna quando, non sentendosi pronta a mettere al mondo una vita, decide di rinunciare alla gioia di essere mamma.. è una scelta dolorosissima e troppo difficile!..
Durante queste lunghissime settimane ho riflettuto senza darmi un attimo di riposo.. continuo a pensare e ripensare alla mia scelta.. L'unica persona che effettivamente mi ha tranquillizzata è stata un'amica del mio ragazzo che in passato ha abortito.. lei è stata la sola che, senza eccessivi moralismi e consigli, mi ha spiegato tutto quello a cui sarei andata incontro, in un caso o nell'altro.. E, soprattutto, mi disse una cosa bellissima e così vera: RICORDA CHE UN FIGLIO NON VA ACCETTATO.. VA DESIDERATO, E SE ORA NON TI SENTI PRONTA, NON VUOL DIRE CHE NON LO SARAI MAI.. UN GIORNO SARAI LA MAMMA CHE ORA PER TANTE COSE NON PUOI ESSERE!.. Anche se ho ancora troppe paure, e spesso piango in silenzio, ora so che sto facendo la scelta giusta.. che mi farà soffrire molto, ma che mi permetterà di dare, in futuro, al mio bambino tutto l'amore e tutto ciò che oggi, purtroppo, non posso dargli!!! Vorrei farvi i miei più sinceri complimenti per il sito che è stato per me una valvola di sfogo..


Dacia
Ho 23 anni oggi, ma tutto è successo quando ne avevo 19.
La mia famiglia si era divisa da poco, o almeno, ancora non ero riuscita a pieno a superare quel momento in cui scopri che i tuoi genitori sono esseri umani, persone che possono commettere degli errori come tutti, e la mia vita sentimentale e soprattutto scolastica conobbe un tracollo.
Non pensavo che mi sarebbe potuto succedere. Ho cominciato a lavorare per potermi pagare la scuola, per tutta l'estate da sola, perché tutti gli amici trascorrevano le ferie altrove. E lì, fra un lavoro e un altro cominciai ad uscire, frequentando un pub con musica dal vivo, perché almeno la musica in quel momento di solitudine, mi avrebbe fatto compagnia. Ho conosciuto tanta gente, tanti ragazzi come me, quasi tutti stranieri, che mi davano la sensazione di essere altrove, di vivere la vacanza che non mi ero potuta permettere. Marcello era uno di questi, mi piaceva, io gli piacevo. Siamo stati insieme una sola volta, un rapporto protetto dal preservativo, ma qualcosa è andato storto, lui è tornato a casa, nel suo paese, ed io sono rimasta incinta.
Ho fatto il test quasi per scherzo, e scoprire che era tutto vero è stato come ricevere un sasso in pieno stomaco. Lui era lì dentro di me, e io soffrivo, perché avrei voluto prendermi cura di lui, ma non avevo niente, mi sentivo piccola piccola, non ero neanche sicura di sapermi occupare di me stessa. So che ho preso una decisione giusta, so per certo ora che non sarei riuscita ad essere una mamma a 19 anni, ma è tanto il dolore che ho sentito e che ancora sento, ed è atroce il ricordo di quel giorno in ospedale, di quei visi tanto simili al mio di altre ragazze che attendevano il proprio turno nel corridoio della maternità, di quel pianto disperato che mi è sfuggito in quel momento perché il cuore mi faceva un male terribile.
È giusto il diritto all'aborto, ma è giusto anche che ognuna di noi sia responsabile in prima persona nel momento in cui sceglie di fare l'amore con qualcuno, perché nostre sono le conseguenze, nostra è la scelta e nostro il dolore. Questo ho imparato.


Sara
Ho 24 anni ed ho scoperto di essere incinta alla fine di agosto. Rimasi incinta il 5 agosto. L'ho scoperto per caso, giramenti di testa e molta fame, tanta rispetto a quel poco che mangio di solito. La mia relazione con un uomo amorevole dura da un anno, ed inutile dire che fu una gran bella sorpresa. Sì perché lui non era fertile, perlomeno fino a quel momento, naturalmente il figlio era suo. Sono entrata in una spirale o tunnel di stato d'animo che solo noi donne possiamo comprendere, fatto di paura, timore, sorpresa, paranoie e gioia. Si, tanta gioia, perché ho sempre amato i bambini, ho sempre sognato il mio parto, era quasi un dono di dio, per entrambi. La prima settimana non sapevamo cosa fare, poi presi l'appuntamento con la mia ginecologa. Dicendole che il test per la gravidanza era positivo e descrivendole i vari sintomi, lei mi disse che sicuramente ero incinta e dopo la visita mi fece l'ecografia. Che bella sensazione, ma accompagnata da una gran paura, il cuore mi batteva fortissimo, quasi che usciva dal petto. Ci chiese cosa pensavamo di fare ma noi due non lo sapevamo, e fece il suo discorsino morale per tenerlo: tutte le sorprese sono belle! Poi mi diede appuntamento in ospedale per altri esami e lì le avrei comunicato la nostra decisione.
Quanto ho pianto, quanto mi sono sentita uno schifo per il fatto che ci chiedevamo entrambi se tenerlo o meno, come se fosse un oggetto.
Lui, maturo, cosciente mi è stato vicino in ogni passo, con amore ma paura.
Le nostre paure erano tante, ...
Cliccare per la continuazione della storia di Sara


Aurora
Ho letto con grande interesse e partecipazione le testimonianze presenti in questo bellissimo sito, che mi ha aiutato molto in un momento così difficile.
L'IVG è avvenuta tre giorni fa, il 29 settembre, dopo 20 giorni dalla scoperta di essere incinta.
Non stavo già più insieme all'uomo co-responsabile della mia gravidanza, e l'avevo lasciato dopo poco tempo che ci frequentavamo proprio perché mi ero resa conto che non potevo fidarmi di un uomo così, che non si curava della mia realtà biologica, dato che sapeva che non prendevo precauzioni e ad agosto la mia ginecologa era in ferie. Ma lui diceva che mi amava e sapeva perfettamente il mio periodo fertile: era un pazzo! E delinquente io ad essermi fidata.
La scoperta è stata la cosa più traumatica della mia vita. I giorni immediatamente successivi mi sono rivolta al mio medico di fiducia che conosco da 20 anni, certa di un suo aiuto. Ho trovato l'ostacolo più grande di tutti. Mi ha detto che l'aborto è morte e che dovevo pensarci bene. Vista la mia determinazione poi però ha aggiunto che avrebbe tentato di aiutarmi per fare l'intervento in un ospedale distante dalla mia città. In realtà ogni giorno che l'ho chiamato mi diceva che c'erano dei problemi, fino a quando dopo una settimana, mi sono mossa da sola tramite consultorio. Lì ci lavorava la mia ginecologa. E' stata disponibilissima e umanissima. Mi ha trovato un ospedale distante dalla mia città, in cui ho trovato un ginecologo molto bravo. Anche se distaccato, è stato chiaro e pronto nel rispondere a tutte le mie domande. Deontologicamente perfetto. Di questo mi sono sentita molto fortunata, anche perché questa cosa me la sono tenuta quasi tutta per me. Anche le infermiere sono state quasi tutte molto brave. Certo, umanamente non erano presenti. Nessuno mi ha rivolto parola. Però sul piano sanitario sono state ineccepibili. Le ho ringraziate.
Dopo l'intervento, quando mi sono svegliata, non mi sembrava possibile che fosse tutto finito. Sono scoppiata a piangere perché stavo bene, ero sveglia ed era tutto finito. Un figlio non è un giocattolo. La maternità è la cosa più importante per una donna, non può essere frutto di un rapporto malato. Una nascita deve essere affrontata da una madre pronta sotto tutti i profili, quelli materiali, ma sopratutto con una bella realtà interna. La mia non lo era e non lo è. Per questo, nonostante non avrei mai pensato di trovarmi un giorno di fronte ad una scelta del genere, ho deciso senza indugi di ricorrere all'IVG.
Oggi sto bene fisicamente. E umanamente mi sto interrogando ogni giorno sul senso di quello che mi è accaduto. Però so che ho fatto la cosa giusta.


Monica, 20 anni
ero fidanzata con un ragazzo che diceva tanto di amarmi, di rispettarmi etc etc.. e, per una sua distrazione e per la mia stupidità, a fine aprile mi accorsi di essere rimasta incinta...
Sempre a favore dell'aborto perché è un nostro diritto, ma mai con l'intenzione di provarlo sulla mia pelle... tornavo da un viaggio in Sud America, e non stavo per niente bene quando, solo per prassi, decisi di fare il test che risultò appunto positivo... ero arrabbiata. Arrabbiata perché io non volevo un bambino, non potevo e non volevo però affrontare un intervento...
Inizio la trafila burocratica a Milano, in un giorno girai due ospedali agli antipodi con un caldo e un afa allucinante, con una fame pazzesca e con delle persone che non facevano altro che complicare la situazione più di quanto già non lo fosse.
Dopo tanto, riuscì a fare tutto e mi diedero l'appuntamento per il 30 maggio. Il mese di maggio, è stato forse il più lungo della mia vita... lo stato d'animo sotto terra, la sessione d'esame che si avvicinava, sonno, fame, pochi soldi e questo fantomatico fidanzato sempre dietro a paragonarmi l'aborto al suo intervento per levare l'appendicite... già vi lascio intendere... più si avvicinava il giorno dell'intervento, e più ero nervosa ed ossessionata dal dubbio e dal rimorso... allora... il mio caro fidanzato che tanto era stato gentile (a sua detta) ha ben pensato di sparire dalla circolazione tre giorni prima dell'aborto.
Io, quella mattina mi sono alzata, ho preso il treno, e sono andata a Milano, ho fatto tra pianti, rimorsi, tachicardia piuttosto accelerata quello che dovevo fare, e con la coda tra le gambe, sono tornata a casa... lui, non si è mai degnato di chiedermi come era andata, se avevo bisogno di aiuto... presa da una intollerabile crisi, parlo con mia madre e gli racconto tutto... mi dice di tornare a casa che almeno mi avrebbe coccolato lei...
dopo dieci giorni, ancora ossessionata dal comportamento di quell'idiota, decido di chiamarlo per chiedergli delle spiegazioni.
Al mio chiedergli se era contento di essersi comportato così sia lui, che la sua dolce famiglia (eh si, perché sia in famiglia che in accademia, aveva detto a tutti che la sua fidanzata era incinta e che doveva abortire) lui mi ha risposto di si, e che lo avrebbe rifatto mille volte... gliel'ho fatta pagare... adesso, quasi quattro mesi dopo, dopo che gli ho dato una bella lezione di vita, mi sento più tranquilla... ma spero di non rivederlo, altrimenti potrei tirarli quello schiaffo che non gli ho tirato quando mi disse che lo avrebbe rifatto altre mille volte...
Abortire non è uno scherzo, è un NOSTRO lutto, e di nessun altro... credo che per farlo, ci vogliano i giusti presupposti perché un figlio è un dono di Dio, e non è una sfortuna come noi tutte pensiamo.
Per chi come me, si è trovata da sola a dover affrontare un aborto, senza nessuno che ti aspetta fuori l'ospedale e senza una telefonata... beh.. si supera anche questa, bisogna essere grandi per avere tanta forza e pensare a quanto piccolo sia l'altro per non avere il coraggio di affrontare la situazione.


Mara
Tra due giorni mi sottoporrò alla mia seconda IVG. La prima esperienza risale a quando avevo 24 anni. Una relazione con un uomo sposato, incoscienza e così è successo di ritrovarmi incinta. Non potevo e non desideravo tenerlo quel bambino ed ho scelto subito per l'IVG. Sinceramente non ho più un lucido ricordo del tutto, sono passati tanti anni, ma le cose principali non potrò mai scordarle: il mio stato d'animo, le paure e la volontà di fare tutto di nascosto. Non sono riuscita, era troppo evidente in me la sofferenza, ho raccontato tutto ai miei genitori pur consapevole del dolore che gli avrei provocato e sicura di non trovare il loro appoggio. Infatti a distanza di 11 anni, mia madre ancora non me lo ha perdonato. Però al tempo mi ha assistita per l'intervento che alla fine non risultò problematico ma pur sempre difficile psicologicamente.
Adesso ho 37 anni, economicamente indipendente, una casa e una relazione che dura da 7 anni con un ragazzo. Ci vogliamo bene, però la nostra è una continua guerra dovuta ai modi diversi di vivere. Così abbiamo fatto ferie separate e in vacanza ho avuto una storia con un ragazzo che mi piaceva molto ma che non intendevo certo avere a mio fianco per la vita. Nel frattempo il rapporto con il mio ragazzo non è mai stato cessato del tutto, solo ci siamo un attimo allontanati. Sono rimasta incinta di nuovo. Non ci potevo credere, io che oltretutto non sono mai stata regolare nelle mestruazioni. L'ho scoperto da una settimana e da allora vivo un incubo che è inspiegabile. Ho subito parlato con una amica e mi sono attivata per la nuova interruzione. Questo bambino nemmeno io con certezza so di chi possa essere. Mi faccio veramente schifo. Essendo molto fragile il mio compagno ha capito che qualcosa non andava. Alla fine l'ho messo al corrente. Non mi fa pressioni anche se lui vorrebbe portarla avanti ma non posso farlo proprio perché vivrei nel pensiero di non essere certa della paternità. Ho sbagliato io ed è giusto che sia io a pagarne il conto.


Paola
Ho 25 anni, tanti sogni, tanti dubbi e tante paure per il mio futuro.
So esattamente quando sono rimasta incinta... il 18 giugno scorso. Io ed il mio ragazzo, dopo nove anni di rapporto finito quasi un anno fa, eravamo tornati insieme da neanche un mese. Sono legatissima a lui e lui è da sempre perdutamente innamorato di me.
Ho scoperto di essere incinta 15 giorni fa e la mia prima sensazione è stata quella di un collasso fisico e psichico. Ho sempre sofferto della sindrome dell'ovario policistico, ed ho sempre avuto il terrore di non poter essere in grado di avere figli... e questo ci ha portati ad una stupida leggerezza nel non uso di un contraccettivo quella notte (visto che avevo temporaneamente sospeso la pillola).
la mia situazione mi permetterebbe di tenerlo: ho un lavoro così come il mio ragazzo, ho una famiglia che mi ama, ho un ragazzo che mi ama... ma io credo di non amare più lui. Da quando siamo tornati insieme, le cose non andavano davvero bene e avevo già pensato di chiudere definitivamente la nostra storia.
Ma come posso mettere al mondo un bambino in queste condizioni? Non sarei forse altrettanto egoista così come alcuni mi stanno giudicando in questo momento?
Il mio intervento è fissato per martedì mattina...
Non avevo mai pensato di abortire... sino a quando non mi sono trovata faccia a faccia con il problema e mi dispiace immensamente di aver giudicato frettolosamente in passato le donne che lo hanno fatto.
Sono stata sincera con il mio ragazzo, ed ora ci siamo lasciati anche se lui è al mio fianco come sempre. Mi odio per questo; sto male anche per la sofferenza che sto infliggendo a lui.
Il personale dell'ospedale mi sta dando un supporto medico tutto sommato adeguato, anche se non mi sento supportata a livello psicologico. Mi hanno solo ribadito più volte che dovrei ritenermi fortunata nella mia situazione ginecologica ad essere rimasta incinta... e che magari non avrò più questa possibilità.
Ciononostante mi sembra ingiusto mettere al mondo una vita in una situazione disastrosa ancor prima che venga al mondo.


Anna, in Italia
Ho scoperto di essere incinta nei primi giorni di agosto. Dopo varie vicissitudini mi fissano un appuntamento in Italia il 5 di settembre, per l'operazione. Decido, grazie al Vostro sito, di contattare un medico di Zurigo per un aborto farmacologico. Mi sono recata da lui il 24 agosto. Ho assunto le tre pillole di Mifegyne e sono tornata a casa. Dopo due giorni ho assunto il Cytotec, come da indicazione del medico che, nel frattempo, mi aveva fornito anche pillole per dolori e per emorragie. Ho avuto un decorso fantastico, senza problemi ed oggi, 8 settembre, ho fatto una visita di controllo che, nel diagnosticarmi che tutto è andato per il meglio, mi ha anche messo al corrente che il mio corpo ha reagito per il meglio.
Consiglio a tutte le donne ciò che ho fatto, e spero che presto anche in Italia l'aborto colla pillola diventi una pratica per l'IGV.


Milena
Ho 28 anni e il 16 giugno 2005 ho praticato un ivg.
Ho scoperto di essere incinta per caso, andando a fare un' ecografia di controllo per dei problemi di ovario polistico.
All'inizio sono andata nel panico più completo, ma poi ho deciso di rinunciare a questo bambino perché non mi sentivo pronta, non avevo un rapporto affettivo stabile e mi sembrava una responsabilità troppo grande.
Ho iniziato tutte le procedure del caso. Ho preparato i documenti richiesti e ho fatto tutti gli esami del caso.
La notte prima dell'intervento è stata la più lunga della mia vita. Quando sono entrata in ospedale sono rimasta allibita per la mancanza di privacy e per il comportamento freddo ed indifferente del personale sanitario. Quando sono uscita dalla sala operatoria ho provato una sensazione di vuoto...
Ancora oggi ho dei momenti di crisi, ma mi consolo pensando che lui/lei è un angelo che mi protegge dal cielo e che mi ha fatto riavvicinare a suo padre.


Stefania
ho interrotto la mia gravidanza venerdì 22 luglio 2005. Sono fidanzata con un ragazzo che vorrei sposare ma preferivo non trovarmi costretta a dover vivere con un figlio sotto un ponte perché non abbiamo ancora un lavoro, abbiamo entrambi appena finito gli studi. Purtroppo durante un rapporto il preservativo si è completamente squarciato, siamo corsi all'ospedale e dopo una lunga serie di battute allusive e umiliazioni, ad esempio il medico che mi dice di non essere la fata turchina e di non avere la bacchetta magica... dopo 4 ore dal rapporto ho preso la pillola, non ha funzionato... Sono stati i due mesi più stressanti della mia vita, sono dimagrita di 6 chili, mia madre mi ha detto che sarei andata all'inferno ed ero piena di sensi di colpa. Alla visita per l'appuntamento ero nel panico perché non c'era informazione, nessun sostegno psicologico, solo medici che avevano fretta. Davvero, una volta avvenuto l'intervento mi sono sentita libera, sollevata, sarà cinico ma anche il mio fidanzato ha detto che l'avremmo solo odiato quel bambino..
Ora ho solo molta paura di poter rimanere di nuovo incinta...


Vale
Ho 25 anni, quattro anni fa sono rimasta incinta nel più classico dei modi, cioè senza usare protezioni efficaci. Per la verità quel bambino, non cercato, pensavo di poterlo tenere. Ero follemente innamorata del mio ragazzo, con cui stavo da due anni. Studiavo, non avevo un lavoro, la mia famiglia aveva subito da poco una serie di gravi traumi e sapevo che forse per loro sarebbe stato difficile. Ma con lui sapevo che sarei riuscita a scavalcare le montagne. E invece.. e invece lui non ci pensava proprio, divenne freddo, distaccato, a volte cattivo. E' stata una delusione immensa. Da sola mi sentivo fragile, non ce la facevo. Così ho abortito. L'ho detto solo a qualche amica, che però non aveva mai avuto a che fare con cose simili e non sapeva cosa dirmi. L'equipe del medico è stata cordiale e gentile, molto meno le altre persone dell'ospedale.
La storia con lui poi è ricominciata, strascicata, per un anno. Poi non ce l'ho più fatta. Lui ancora mi cerca, e non capisce quanto male mi fa vederlo ora così disponibile. La sua mancanza in quei momenti è stata la cosa più dolorosa.
Ho trovato questo sito dopo l'ennesima notte di pianto. E voglio ringraziarvi. Una ragazza che decide d'interrompere la gravidanza si fa già molti pensieri da sola, non c'è proprio bisogno di malignità sbandierate a spada tratta. Io avevo solo bisogno di parlare, di qualcuno che mi stesse ad ascoltare prima di sentenziare. Non ho potuto farlo, e tutto mi è rimasto dentro. Perciò ancora complimenti per il lavoro che fate, spero aiuti le persone che affronteranno l'ivg.


Paola
Ho 28 anni e sto con un ragazzo da 7 anni. Lo scorso novembre ho scoperto di essere incinta. Pensavo che a me non sarebbe mai successo perché ho sempre usato metodi contraccettivi, pensavo che ci cascassero solo le stupide, e invece è successo anche a me! fino al mese prima avevo utilizzato la pillola, durante questo mese di pausa siamo sempre stati attenti, pensavo bastasse che lui non eiaculasse dentro di me, evidentemente non bastava. Nonostante stessimo insieme da 7 anni, abbiamo deciso di non tenere il bambino, lui aveva appena perso il posto nell'azienda in cui aveva lavorato per 5 anni, io laureata da più di un anno ero ancora alla ricerca del primo lavoro.
E' stata un'esperienza lacerante, ho perso 6 chili in 10 giorni. La situazione è stata aggravata dal comportamento delle psicologhe e assistenti del consultorio, hanno fatto di tutto per convincermi che non dovevo interrompere la gravidanza, sono arrivate addirittura a dirmi cose allucinanti del tipo che esistevano consistenti rischi che non rimanessi più incinta, ma la cosa più assurda è che per loro questo poteva succedere non solo in seguito ad un intervento andato male, ma anche per una volontà di Dio di punirmi. Avrei quasi voluto denunciarle... Ricordo che quello che desideravo di più sarebbe stato abbracciare mia madre, dirle tutto, restare accoccolata nelle sue braccia e sentirle dire parole confortanti. Ma a mia madre non ho potuto dire nulla (per lei così anziana e cattolica sarebbe stato un dolore troppo forte), per fortuna il mio ragazzo mi è stato tanto vicino, mi continuava a ripetere che presto ci saremmo sistemati e allora avremmo fatto finalmente un bel bambino a cui avremmo voluto il doppio del bene.
Il 23 novembre ho avuto l'interruzione nell'ospedale di Gaeta, il dottore è stato molto comprensivo, gli ho raccontato la mia esperienza al consultorio e purtroppo mi ha confermato che non era la prima volta che veniva messo al corrente di queste situazioni. Non è stato doloroso, durante la mattina mi hanno inserito qualcosa per dilatare il collo dell'utero, e poi ho dovuto aspettare fino al primo pomeriggio, ho avuto dei leggeri dolori come quando si hanno le mestruazioni. Quando mi sono risvegliata, dopo circa 15 minuti, ero già di nuovo in camera, mi sono rivestita subito e sono tornata a casa. Ho avuto qualche perdita per tre giorni, ma il dottore me lo aveva già detto, ho preso delle pasticche per restringere l'utero. L'intervento è andato bene, dopo 10 giorni ho fatto una visita ginecologica, con ecografia e pap-test, ma stavolta mi sono ben guardata di recarmi al consultorio come mi avevano detto.
Oggi, 7 mesi dopo, ho ripreso la mia vita, io e il mio ragazzo abbiamo trovato entrambi dei bei lavori e stiamo cercando casa. A volte penso che lui sia ancora dentro di me e che presto nascerà, io lo sto aspettando con tanto amore.


Monika
8 giorni fa ho interrotto la mia gravidanza.. ho compiuto 18 anni 4 giorni prima dell'intervento. La mia decisione è stata molto difficile, non ne ho mai parlato con i miei, solo con il mio ragazzo. Quando ho fatto il test di gravidanza non ero ancora maggiorenne; panico, stress, rabbia, debolezza mi hanno assalita ed ero convinta di voler interrompere la gravidanza, poi ho fatto la mia prima visita da un ginecologo e l'ecografia, in quel momento è cambiato tutto, cominciavo a prendere in considerazione di portare avanti la gravidanza, però parlandone a lungo con il mio ragazzo ho capito che lui non era pronto.. così ho deciso di prendere appuntamento per l'intervento..
Ho dovuto aspettare la maggiore età [in Italia, prima di 18 anni si deve domandare il consenso dei genitori]. Il tempo stava scadendo, ero terrorizzata ma alla fine è andato tutto bene.. mi sono risvegliata dall'anestesia subito dopo l'intervento, nessun dolore, niente, solo un terribile senso di vuoto... fuori ad aspettarmi il mio ragazzo, anche nei suoi occhi per un attimo ho visto il vuoto ma poi si è ricomposto, mi sono rivestita e ho lasciato l'ospedale in pochi minuti...
Colgo l'occasione per ringraziare i dottori e le infermiere dell'ospedale di Poggiardo (Puglia), mi hanno aiutata molto e si sono dimostrati disponibili in ogni caso.
Non  mi pento di quello che ho fatto... però ogni tanto guardando donne in gravidanza e bambini penso a quell'essere che sarebbe diventato mio figlio... non potrò mai dimenticare nulla...
VORREI FARE UN APPELLO IN PARTICOLARE ALLE MINORENNE: NIENTE PAURA, PRENDETE TUTTO CON SERENITA', IMPARATE DA QUESTA ESPERIENZA A NON ABBASSARE LA TESTA DAVANTI ALLE DIFFICOLTA' DELLA VITA, A REAGIRE. E' UN' ESPERIENZA CHE VI CAMBIA LA VITA, MA A VOLTA LA MIGLIORA.


Loredana
Ho 32 anni, sposata da 8 anni, un bambino di 7 anni e una bimba di 16 mesi, una casa grande, un lavoro, posso dire che non ci manca niente. Ho scoperto ieri di essere incinta dopo 3 giorni di ritardo, sentivo che c'era qualcosa che non andava. Mi è caduto il mondo addosso, per un rapporto in cui si è sfilato il preservativo e dopo soli 3 giorni dal termine delle mestruazioni, per un momento avevamo anche pensato di prendere la pillola del giorno dopo, ma forse per pigrizia... per avere Alice siamo stati in ballo 12 mesi di tentativi andati a vuoto. Non ce la sentiamo di mettere al mondo un altro bambino, ho già tanto da dare a questi due, dovrei togliere a loro per crescerne un altro. Mi dispiace tanto, mi sento in colpa, ma non posso, i figli non vanno solo messi al mondo, vanno anche cresciuti, e non crescono da soli ma con grande sforzo da parte dei genitori nel seguirli. So che la decisione può non essere giusta eticamente, è comunque una vita che comincia, ma per la nostra famiglia non sarebbe la decisione giusta. Domani andrò dal ginecologo per farmi spiegare le procedure da fare, spero che tutto si possa fare il più velocemente possibile, e spero che un giorno il rimorso e il dispiacere che ho mi passeranno. Chiedo ancora scusa alla vita che porto in grembo, ma non posso farla nascere, so che è un dono importante e a quante gioie porterebbe, ma ho altri due bambini da crescere. Mia figlia è ancora piccola e mio figlio ha bisogno di me anche se oramai sta diventando grande e autonomo, e anche mio marito ha bisogno di me.


Severina
Sono una ragazza di 26 anni e ho subito l'IVG il 06/06/2005; quello che ho fatto è stato perché l'ho voluto, cioè ne ero veramente convinta, ma non riesco ancora a capire perché non posso togliermi dalla mente certe immagini molto brutte, come ad esempio la sala operatoria o la puzza strana di ospedale e tante altre immagini che mi collegano a quell'episodio...
Sono rimasta incinta un po' per sorpresa, nel senso che pur non usando spesso dei metodi contraccettivi eravamo sicuri io e il mio ragazzo, che non ci fosse alcun tipo di problema e invece...
Ho fatto il test circa 1 mese e mezzo dopo il ritardo delle mestruazioni, purtroppo l'esito era negativo, così la sera stessa siamo andati a parlarne con un ginecologo amico il quale ci ha chiesto se avevamo intenzione di interrompere la gravidanza e che ormai era rimasto poco tempo per farlo. Così ci ha consigliato di andare da un suo collega che si occupava di IVG e ci ha fissato l'appuntamento per un'ecografia e una visita di controllo. Da quel giorno è iniziato l'iter tra ospedali, prelievi, visite, per poi arrivare al giorno dell'intervento.
Il rapporto umano che ho avuto con il personale medico è stato ottimo, nel senso che mi davano coraggio e mi tranquillizzavano sull'intervento, sui dolori che avevo dopo l'intervento. Sono entrata in sala operatoria convinta di quello che stavo andando a fare, ma quando mi hanno distesa su quel lettino e iniziato ad iniettarmi l'anestesia mi è venuto un nodo alla gola e mi sono scappate delle lacrime, ma c'era il medico e l'anestesista che tiravano su il morale.
Una volta uscita dalla sala operatoria mi sentivo più rilassata ma spaventata sulle conseguenze che avrei portato. Adesso, anche se sono passati appena 10 giorni, sono più tranquilla, ma impaurita allo stesso tempo affinché non debba mai più passare un'esperienza simile.


Monica
Ho 22 anni. Sono incinta da 5 settimane. Fra qualche giorno ho l'appuntamento per l'IVG. Sono rimasta incinta per una svista. La storia con il mio compagno va avanti da un anno e mezzo, ma mai come adesso ho capito che, pur essendo più grande di me, non è affatto maturo, specialmente per un impegno così, un impegno che non ti permette di sbagliare. Sono sempre stata favorevole all'aborto, ma trovarmi in questa situazione mi ha fatto cambiare molto. E' la scelta più dura che abbia mai fatto e non penso affatto che la sensazione che provo passerà con l'intervento. Per fortuna sia al consultorio che all'ospedale ho trovato persone sensibili che non hanno tentato di farmi cambiare idea a tutti i costo come invece pensavo. Adesso non mi resta altro che aspettare...


Simona
Ho 35 anni e il 24/06/2004 ho fatto l'ivg... non mi sono mai pentita della scelta che ho fatto.
Sono qua a scrivere di nuovo per questo motivo: innanzitutto perché devo ringraziare del grande supporto morale e per la possibilità di "sfogarsi", non potendolo fare in molti casi a casa (almeno per quello che mi riguarda) e poi perché lo scorso anno ho trovato il sito prima di effettuare l'intervento.. mi sono letta un po' di testimonianze.. ho scritto la mia, ed ho sempre letto di persone che hanno trovato una grande umanità negli ospedali... hanno trovato accoglienza... supporto psicologico quando a me questo non è successo.... anzi è successo l'esatto contrario.
All'inizio mi vergognavo di avere avuto questo tipo di trattamento asettico, pensavo di essere una mosca bianca sfortunata nella scelta della clinica, ma ora sono proprio arrabbiata perché noto con grande dispiacere che succede spesso. Troppo spesso per poter sopportarlo essendoci passata in mezzo.
Capisco che il personale medico non in accordo con questa scelta possa non riuscire ad essere completamente naturale nel comportamento, ma si tratta pur sempre di scelte difficili in principio per chi lo deve subire. L'indifferenza, la mancanza di informazioni mediche, la dimissione senza un minimo saluto, sono tutte cose che fanno male e che restano dentro perché anche a distanza di un anno ho ancora ben presente gli sguardi, i silenzi...
scusate per lo sfogo, ma avevo bisogno di esternare questa cosa....


Massimo
Ho 37 anni... scrivo anche per conto della mia dolce metà di anni 29.... stiamo felicemente insieme da quasi due anni e in considerazione che circa 3-4 mesi fà abbiamo avuto una paura folle di una non voluta gravidanza - poi solo ipotetica - di comune accordo abbiamo deciso di usare sistemi sicuri a confronto del solito "coito interrotto" quindi optato per "la spirale" presso un centro specializzato... specializzato??????? un cavolo!!!! dopo 1 mese e mezzo circa è rimasta in gravidanza!!! in pratica il coso ovvero la spirale è andata a finire chi sa come e dove... si sono solo limitati a l'inserimento senza consigli d'uso in pratica secondo quanto abbiamo capito noi e mediante consigli da VERI DOTTORI è opportuno il controllo subito dopo il ciclo del primo mese di impianto di questa barriera contraccettiva... perché da quanto io ho capito... la spirale si può spostare!!! e non è vero che si sente e si nota tale anomalia!!!
Quindi dopo essere stato male io specialmente... sono tre giorni che non mangio e ho la pressione di una mosca!!! non può un coso di plastica scegliere la nostra vita e la nascita di un bimbo!!... ho cercato di far capire alla mia dolce amorosa che è meglio aspettare ancora... tanto fra un anno circa è previsto il matrimonio... quindi di fare tutte le cose fatte bene e soprattutto volute!! anche un bimbo dopo 1 solo giorno di matrimonio ma voluto!! e soprattutto pronto a uscire trovando tutto!!! nulla deve mancare a lui o alla mamma!!! quindi in considerazione che la gravidanza è solo di 3 settimane... personalmente mi sento meno verme a confronto di un aborto fatto alla 12 settimana... presto avvieremo la procedura presso il punto ospedaliero migliore che troveremo.


Luana
Sono una ragazza di 27 anni, e abito a Roma. Ho scoperto di essere incinta circa un mese e mezzo fa. Quando ho accertato la mia gravidanza ero già all'ottava settimana. Mi sono accorta così tardi perché nonostante assumevo la pillola da tantissimi anni sono rimasta incinta a causa di una forte influenza durante la quale ho avuto vomito e dissenteria, e nonostante avessi assunto la pillola 10 ore prima avevo comunque perso l'effetto. Non ho dato peso al fatto in quanto ho avuto le mestruazioni anche se di poca entità. La mia preoccupazione e la sensazione che c'era qualcosa di ben diverso è stato quando ho cominciato ad avere i classici sintomi di una gravidanza: nausea al mattino, stanchezza, fastidio di qualsiasi odore etc., a quel punto ho comprato un test in farmacia il quale ha dato immediato esito positivo. Da un lato ero felice perché adoro i bimbi, dall'altro ero spaventata perché ho da poco cambiato lavoro, comprato una casa, trasferita lontano dai miei e sopratutto per il mio compagno che da poco ha perso entrambi i genitori e ancora è sconvolto per l'accaduto.
Ne abbiamo parlato insieme. La decisione è stata quella di interrompere la gravidanza, anche se con molto dispiacere dato che la nostra unione dura da 10 anni e mezzo.
Mi sono subito attivata per le procedure burocratiche andando in un consultorio, dove ho trovato massima disponibilità e gentilezza. La ginecologa del consultorio ha accertato la mia gravidanza e mi ha mandata al San Camillo. Ho incontrato persone eccezionali che mi hanno sostenuta anche psicologicamente, in pochi giorni ho fatto tutte le visite, fino ad arrivare a ieri che ho subito l'intervento in anestesia generale da me scelta. E' stato duro a livello psicologico sia per me che per il mio compagno, ma l'intervento è stato una "passeggiata", non mi sono accorta di nulla, mi sono svegliata molto serenamente sostenuta da tutto il personale medico.
Certo dentro di me ora c'è un grande vuoto! ma so di avere accanto un uomo che mi ama e che mi ha promesso che arriveremo presto ad avere un bimbo.
Il consiglio che posso dare a tutte le ragazze che devono subire l'intervento è quello di prendere la decisione più giusta, di essere serena con se stesse ma sopratutto di arrivare al giorno dell'intervento con la massima serenità anche se la decisione è sicuramente per una donna la più dura! IN BOCCA A LUPO RAGAZZE!!!


Cassandra
Ho 27 anni e l'altro ieri mi sono sottoposta ad un intervento di IVG. Ero rimasta incinta per errore, per disattenzione: il classico incidente che vorresti non accadessi mai e invece accade. Non ho una casa, non ho un lavoro, tra 2 mesi devo discutere la mia tesi di laurea. Sto con il mio partner da pochi mesi e questa esperienza mi ha fatto capire che siamo molto diversi e che lui non è senz'altro maturo per essere un buon padre... Per quel che mi riguarda voglio essere madre da sempre, ma non ad ogni costo e condannando mio figlio alla dipendenza dalla mia famiglia d'origine, con la quale io stessa non ho un buon rapporto e dalla quale io stessa sono fuggita, adattandomi a vivere ospite di qua e di là per non sentire più il peso dei ricatti emotivi dei miei genitori.
Ho pianto tanto... mi sono sentita lacerare dentro... poi... tutto è finito... ho deciso! E...piano piano ho sentito che era giusto e che la mia scelta mi faceva sentire in pace con me stessa e con l'altra vita della quale ero responsabile.
All'inizio il dolore era stato sapere di essere sola in questa scelta, poi la forza mi è venuta proprio da quello: potevo scegliere, ero in grado di farlo. Ho fatto l'intervento... La gente che lavorava in ospedale è stata per lo più orribile e insensibile, mi ha trattata... ci ha trattate, noi tutte che eravamo lì per un passo tanto difficile, senza il benché minimo rispetto per la nostra dignità e sensibilità. Non mi è stata fatta alcuna raccomandazione, non so ad esempio se e quando potrò avere di nuovo rapporti sessuali e nessuno si è preoccupato di darmi istruzioni o di dirmi una parola gentile.
E' stata una esperienza difficile, dura, una di quelle che affronti davvero da sola... ma l'ho affrontata, l'ho fatto e so di aver fatto bene. Ora mi sento più grande e più fiera di me perché non mi sono nascosta, ho scelto e ho deciso di affrontare la conseguenza delle mie scelte... e la prima conseguenza è oggi una più solida consapevolezza di molte cose. La mia non è stata la scelta "giusta"... le scelte che avevo davanti erano entrambe in qualche modo "sbagliate"... ma è stata la mia scelta!


Pierina
Avevo 20 anni quando mi sono accorta di essere incinta, ma non potevo mandare avanti la mia gravidanza, avevo appena finito di studiare, ero senza lavoro e il mio ragazzo aveva da poco iniziato a lavorare. È stata molto dura per me e forse ancora oggi lo è, ma oggi a distanza di 6 anni sono felice per come sono andate le cose. Il prossimo 2 settembre mi sposerò con l'uomo che amo (che è sempre lo stesso di 6 anni fa) e non vedo l'ora di diventare mamma.
Purtroppo queste sono esperienze veramente traumatiche ma che ti mettono dentro una forza talmente grande che ti aiuta a superare tutti i problemi.
Vorrei poter dare a tutte le ragazze la forza che ho avuto io e il mio ragazzo, ma sopratutto spero che non debbano affrontare tutto quello che ho passato io e tante altre mie coetanee... le analisi, il ricovero in ospedale, il silenzio... visto che questa cosa non l'ho mai detta a nessuno, nemmeno a mia madre... insomma un'esperienza da non ripetere mai più!


Leylah
Ho 27 anni. Abito in provincia di Varese. Circa tre anni fa ho scoperto di essere incinta, e la cosa mi aveva sconvolta. Avevo sempre utilizzato la pillola, e durante una pausa di qualche mese consigliata dalla mia ginecologa è successo quello che più temevo...
Non ho mai pensato di avere figli, anzi, per la verità ho sempre rifiutato questa ipotesi. Io e il mio compagno stiamo insieme da sei anni, e anche lui la pensa come me.
Quando ho saputo di essere incinta, non ho avuto dubbi sul da farsi, ma comunque il dover abortire mi terrorizzava. Ho dovuto aspettare fino all'ottava settimana per trovare un ospedale "libero". Io e il mio compagno abbiamo deciso di non dirlo a nessuno se non agli amici più stretti che sapevamo avrebbero condiviso la nostra scelta. Gli ultimi giorni è stato davvero difficile riuscire a nasconderlo a parenti e amici. Al lavoro poi, la cosa era diventata insostenibile...
Ma la vera ferita che ancora oggi porto dentro, è stato il trattamento di medici e infermieri. Quello è stato davvero inaccettabile e per niente professionale. Dopo l'intervento, per diversi giorni ho continuato ad accusare dolori e contrazioni... quando telefonavo in ospedale, i medici dicevano che era normale... e in modo molto sbrigativo e maleducato mi liquidavano con frasi tipo..."ha voluto la bicicletta??..."
Dopo una settimana cominciai ad avere febbre.. e la mia ginecologa mi mandò immediatamente in ospedale. Dall'ecografia si accorsero di non aver aspirato completamente la placenta! Mi fecero una seconda aspirazione senza nessuna anestesia!! mi sentivo violentata e umiliata per il modo in cui mi avevano trattato.
Per concludere... non bastò nemmeno la seconda aspirazione... dovetti rifare a distanza di pochi giorni un secondo intervento in anestesia. La mia ginecologa era furiosa per quanto era successo e mi propose di denunciare l'ospedale per l'accaduto... ma ero talmente spossata e fragile emotivamente che l'unica cosa che desideravo era ritornare alla vita di tutti i giorni cercando di dimenticare. Per fortuna non avevo nessun dubbio sulla scelta di abortire... altrimenti non so che ne sarebbe stato di me e del rapporto con il mio compagno!!
Ieri.. a distanza di tre anni, ho scoperto di essere nuovamente incinta. Ho deciso insieme al mio compagno pochi mesi fa di non utilizzare più la pillola... che dopo tanti anni, cominciava a darmi problemi circolatori e disagi in genere per il mio corpo.
La cosa assurda è che dopo quell'esperienza abbiamo sempre usato il contraccettivo per ogni rapporto!! Sono arrabbiata con me stessa!! Dopo quello che abbiamo passato insieme io e il mio compagno la prima volta, come abbiamo potuto permettere che succedesse di nuovo!!
Sto cercando di elaborare la cosa per gestire le mie emozioni, anche se come allora sono certa di non voler bambini! Di una cosa però sono sicura!! Non voglio più sottopormi a interventi di nessun genere! Non potrei più! E' cercando informazioni sull'aborto farmacologico che ho trovato questo sito e leggere le varie testimonianze mi ha fatto sentire meno sola!
E' davvero assurdo che in un' epoca come la nostra ancora la donna non abbia la libertà di decidere per sè, per il proprio corpo e il proprio futuro, senza essere discriminata e giudicata da un mondo maschile, bigotto e moralista.


Milena
Riapro il capitolo questa sera per caso, dopo aver sentito parlare un'amica; così i miei ricordi hanno fatto un salto nel passato. Ho 30 anni, ne avevo 23 all’epoca: universitari entrambi, a carico dei nostri genitori. Improponibile una soluzione alternativa all’ivg. Abortista da prima della maggiore età, non mi sono mai sentita "foriera della cultura della morte" e ho sempre difeso il diritto di scelta di una donna ma non incentivato l'aborto. Tuttavia le mie convinzioni hanno vacillato.
Non posso dire di essere stata fredda nel processo decisionale, ma determinata infine razionale. Chiunque attraversi un'esperienza del genere con un minimo di introspezione si scontrerà con qualche "se.." che non aveva messo in conto. E forse continuerà a pensarci ogni tanto, divisa tra la convinzione della decisione presa e vagheggiamenti inutili. Se si arriva a rifiutare una possibilità di vita dietro c’è una madre che non può o non vuole esserlo. Dunque non deve.
Ho subito l’intervento chirurgico, assolutamente privo di traumi fisici. Non avevo paura e non ho sentito dolore neanche nei postumi. Ho trovato del personale specializzato che ha condotto il proprio lavoro in maniera professionale e asettica: niente premure ma anche senza moralismi. Qualche dottoressa ci ha provato ma l’ho stroncata sul principio: eppure a vedermi così convinta nessuno avrebbe sospettato che non c’era predica che non mi fossi già auto-inflitta.
Il peso psicologico è stato senza meno più forte di quello fisico. Fondamentale per me il conforto/confronto col mio compagno che è lo stesso di allora. A distanza di tempo può ancora tornarmi in mente qualche osservazione e mi sento libera di farla: so che c’è qualcuno che mi ascolta. Ma forse sono troppo incline ad analisi cervellotiche che acuiscono una situazione già troppo complessa di per sé. Per quelle come me consiglio comunque una bella chiacchierata liberatoria che snoccioli tutte le perplessità, paure ed eventuali sensi di colpa.
Nelle mie preoccupazioni la maggiore è stata quella di eventuali conseguenze negative sulle gravidanze future, anche grazie ad informazioni scorrette o esasperate che destano turbamenti. È necessario che si venga rassicurate su alcuni aspetti. E questo è il lato carente delle istituzioni mediche pubbliche.
Faccio i miei complimenti per il sito e concordo su molti articoli. Alcune cose avrei voluto leggerle prima.


Alessandra
Ho 20 anni e abito a Milano, un mese fa ho scoperto di essere incinta.
Ho una storia da ca 6 mesi con un ragazzo, in tutto questo tempo abbiamo sempre fatto l'amore senza precauzione (classico coito interrotto), finché un giorno non ci è andata più bene e dopo un ritardo ho fatto il test di gravidanza: positivo. - E'proprio vero, ti accorgi dell'importanza delle cose solo quando ci vai a sbattere la testa.
I primi giorni sono stati a dir poco tragici: io, 20 anni, una vita davanti, proprio io che sono andata contro a una mia amica che a 17 anni ha avuto un figlio, strafavorevole da sempre all'aborto... mi sono ritrovata in questa condizione e l'universo mi è crollato. - Non ho pensato subito a questa soluzione, quando ti ci ritrovi le tue convinzioni cambiano, finché io e il mio ragazzo in comune accordo abbiamo preso questa scelta.
Dopo una ricerca in internet, le soluzioni trovate erano due: intervento o Mifegyne, la pillola abortiva usata in tutta Europa, tranne in Italia (solite questioni "etiche"). Terrorizzata dall'intervento, abbiamo optato per la seconda soluzione. Il giorno stesso il mio ragazzo ha preso l'appuntamento c/o una clinica privata a Ginevra, e il giorno dopo mi ha accompagnata.
Dopo una visita, il ginecologo mi ha dato la Mifegyne: 3 pillole da prendere tutte subito, più un'altra dopo 48h. Mi avevano preparata al peggio: nausea, vomito, mal di testa, vertigini..., invece non ho avuto assolutamente niente, neanche un semplice mal di testa. Dopo 2 giorni ho avuto il ciclo. Nella mia esperienza, con questo metodo ho potuto vivere questo momento nel modo più naturale possibile, e il ricordo non è sicuramente quello di una sala operatoria. Ieri, un mese dopo, sono andata a fare l'eco, ed ho chiuso questo capitolo importante della mia vita.
La cosa che abbiamo fatto certamente è grave, 2 ragazzi convinti di essere maturi e nello stesso tempo così ingenui, da dover arrivare a prendere una decisione del genere, consapevoli che si poteva tranquillamente evitare.
Il ricordo di questo mese passato è paradossalmente sereno, dopo i primi giorni di assoluto sconforto e delusione di me stessa, e anche nei confronti del mio ragazzo, con il quale ero sicura che non sarebbe mai più stato lo stesso (non riuscivo più nemmeno a guardarlo), tutto è andato per il meglio. Ho avuto la fortuna di avere al mio fianco dal primo all'ultimo giorno una persona meravigliosa (non lo ringrazierò mai abbastanza per quello che ha fatto per me), tutto è tornato come prima, anzi il nostro rapporto si è assolutamente rafforzato.
Non ho sensi di colpa. Tutti sbagliano, l'importante è prenderne atto e affrontare la cosa nel modo che a ognuno sembra più corretto. Io e il mio moroso ci amiamo da morire e per entrambi un figlio è la cosa più bella che a una persona possa capitare, ma per ogni cosa c'è il momento giusto, e questo per entrambi non lo era.


Elisa
L'intervento è stato 5 settimane fa... ho 20 anni, un futuro e un presente molto instabile... mi sono resa conto di essere incinta a gennaio, l'ultimo rapporto avvenuto in novembre con una persona con cui avevo un rapporto superficiale anche se bello... quando il ciclo ritardava di troppo sono andata al consultorio e ho fatto il test... positivo... ho pianto... dentro di me la risposta a cosa fare c'era già... sono andata a casa e ho pianto ancora. Ci sono state molte cose da mettere in discussione... valori, convinzioni, tutta me stessa. Dopo un paio di giorni sono tornata al consultorio e ho comunicato la mia decisione, ho trovato donne comprensive e dolci, ho scelto l'ospedale dove fare l'intervento e li lo sono stati altrettanto. Era il mio corpo a non aiutarmi: tremavo e quasi piangevo... prima dell'ivg sono stata male... lo sentivo dentro, cercavo di uscire da me stessa perché la consapevolezza era tanta. Ero sola, il mio "compagno" l'ha saputo qualche giorno prima e la sua unica preoccupazione era che la sua vita non cambiasse, poi è sparito... non esiste una scelta giusta oggettivamente, esistono circostanze...
È stata un'esperienza che ha coinvolto tutta me stessa, che mi ha cambiata molto, mi sono scoperta donna dopo anni di non accettazione del mio corpo, sono cresciuta, ho capito il dovere che ho nei miei confronti: amarmi e darmi la possibilità di essere serena, darmi il meglio solo perché io sono qui... una rinuncia così grande... così dolorosa e sofferta così lacerante che farà sempre parte di me e che non dimentico mai, mi ha dato la forza di credere in me e nella mia vita... ho rinunciato a una parte molto grande di me seguendo quello che quella voce che ho dentro, che mi ama, mi diceva... da questa morte è nata una persona più forte che si è resa responsabile di se.


Gaia
Ho trent'anni, un lavoro mio, un rapporto nato quattro anni fa, una casa, un corpo sano, insomma tutti i conti a posto per diventare madre.
Non sono credente... E nemmeno una fervente femminista in attesa di buone occasioni di rivalsa. Solo una donna che sta tentando di fare della propria vita movimenti belli, cambiamenti, ricerca.
Sono rimasta incinta per un caso scellerato qualche settimana fa e, di comune accordo con il mio meraviglioso compagno, abbiamo deciso di procedere con l'interruzione di gravidanza e, di seguito, con tutto quello che comporti un intervento chirurgico nella media "italietta" fatta di attese, prenotazioni a scadenze mensili, musi lunghi... Ora, con un appuntamento in mano, aspetto.
Ma ciò che più mi interessa condividere con altre donne che lo hanno fatto o che ancora debbano farlo, è l'approccio distruttivo di buona parte delle persone a cui ci si rivolge; mi riferisco così ad un ambiente ostile, medici non obiettori e persone sensibili escluse, con cui dobbiamo fare i conti.
Il pensiero costante, cristianissimo e purtroppo ancora attuale è che abortendo si uccida qualcuno, e che quindi si perda quel "dono" che dio ci ha conferito dalla nascita: essere madri.
Bellissimo che gravidanza e maternità siano due momenti unici e meravigliosi della vita di una donna e, quando succeda, di una coppia, - ma mi riesce difficile separare l'argomento gravidanza dal bambino, che della gravidanza è proprio il soggetto. E allora come è possibile che un figlio possa essere voluto se non desiderato? Come è possibile che cresca sano, non solo nel corpo ma nella mente, se la scelta del parto è dettata da qualcosa di razionale, fuori e non dentro la madre?
Non voglio fare una elucubrazione filosofica e sterile, ma cosa concreta, che sto vivendo sulla pelle, nella pancia, in sensazioni di cui davvero noi donne siamo superdotate.
Il primo pensiero alla vista della colorazione del test di gravidanza è stato: "Aiuto, e ora che cosa faccio?" e poi un pianto, condiviso con il mio compagno, ci ha messi davanti alla realtà di aver fatto una fesseria che ha coinvolto la mente prima e il fisico poi.
Non saprei ora raccontare quali siano stati i pensieri successivi, che peraltro ancora si accavallano, ma so raccontare i colori che ho attorno; li vedo, li sento. - Un figlio, una persona nuova, bellissima a cui la madre, prima di qualsiasi altra cosa, e non mi riferisco a quelle fisiche, deve concedere una nascita e uno svezzamento perfetti. - Appunto la madre.
E mi permetto di chiedere ancora come una donna possa essere madre sana se il figlio è decisione razionale o ancor peggio, rassegnazione all'idea che sia una cosa bellissima e che se è accaduto è perché il fato doveva farlo succedere...
Mi dispiace non mi rassegno !
Ho imparato con il tempo a fidarmi della pancia appunto, delle sensazioni, dell'inconscio e con le sensazioni ho deciso. Abbiamo deciso. Deciso di dire no a tutta quest'aura di buone intenzioni di cui, anche nell'ambiente più laico, si sente l'odore.
Mi è capitato che mi chiedessero mille volte se fossi sicura, senza mai rivolgersi al mio compagno seppur presente; quindi bene alla prima alla seconda volta, giusto per capire se fosse una reazione isterica alla notizia, ma non più sensibile alla terza alla quarta, alla quinta... Quasi a far di quelle domande opera di convincimento e di riflessione.
Signore, mi auguro che si inizi a pensare prima a noi stesse, senza per questo autoproclamarci egoiste, e poi se accadrà una seconda volta, vivremo questo ricordo come una scelta dettata proprio da noi stesse. Magari non saremo "pronte" nemmeno allora ma sicuramente felici di far parte di una nascita.


Francesco
Sono un uomo, ma non mi sento un intruso in questo sito. Leggo tante esperienze di donne splendide e sensibili. Persone coraggiose che hanno fatto una scelta d'amore verso se stesse, il non nato e chi le ama. Sono il compagno di una donna che sta per abortire. Stiamo attraversando la nostra odissea fatta di sguardi cupi del personale sanitario, grigie sale d'attesa dove folle di donne straniere, a volte tremendamente sole, si mescolano a folle di donne italiane, spesso altrettanto sole. Sono triste e arrabbiato. Ho pianto più volte, per profondo dolore o per tremenda rabbia.
Come uomo, non so cosa sia la sensazione di dover affrontare un trauma del genere. Ma lo chiamo "trauma" e lo sento come una cosa anche mia, nella misura in cui coinvolge la mia compagna. Nel bellissimo intervento di Francesco, mio omonimo, leggo una frase centrale: "la differenza tra FETO e PERSONA". Purtroppo questa distinzione, che non solo è naturale, ma corroborata da evidenze scientifiche acclarate, viene abolita consapevolmente dai nostri governanti italiani per ghettizzare le donne, non solo le donne che abortiscono, ma tutte le donne, alle quali l'unico ruolo riconosciuto è quello di madri e mogli, prive della loro libertà fondamentale di esseri umani. Il feto, fino alla ventesima settimana, è privo di potenzialità di sviluppo fisico e psichico autonomo, e dunque, anche biologicamente (e non solo filosoficamente) non solo non è persona ma nemmeno possibilità di persona. Ma questa verità evidente è negata. Strumentalmente, allo scopo di tentare di tornare indietro nel tempo, allo scopo, secondo me, di ridurre ancora di più la libertà delle donne. Non lasciamo campo libero a questo spirito violento che vuole togliere a tutti, donne e uomini, la sanità del voler essere coerenti con la propria sensibilità. Non lasciamo che la società degli uomini non sani e delle donne non sane loro vittime ci tolga la speranza di una società più sana, giusta, attenta e rispettosa dell'immagine femminile. Senza la donna libera, l'uomo non è uomo.


Raja
Ieri ho fatto il test di gravidanza, dopo un ritardo di 8 giorni ed è positivo... sono sola, nel senso che questa gravidanza è frutto di un rapporto occasionale, con una persona che non amo, e per come si è comportata, nemmeno stimo. Ero già pentita il giorno dopo... e lui pure credo... con queste premesse, unite al fatto che sto ancora studiando e che appunto, vivo ancora a casa dei miei... mi trovo davanti a una scelta molto sofferta, che mi sta lacerando di dolore, ma comunque è una scelta obbligata... non me la sento... non sarebbe giusto ne per me ne per un eventuale bambino soprattutto... voglio fare l'intervento il prima possibile, e togliermi questa angoscia tremenda... ho trovato questo sito e volevo ringraziare chi l'ha creato, perché permette alle donne di sfogarsi e di sentirsi meno sole... la gente spesso è cattiva... lo so bene... pensano di poter giudicare senza sapere il dolore che proviamo... perché nessuna credo lo fa a cuor leggero... solo chi l'ha provato può capire... ora lo so bene... grazie di esserci..


Samantha
Ho 24 anni e abito a Varese. Due mesi fa (dicembre 2004) sono rimasta incinta. Io e il mio compagno stiamo insieme da quasi 7 anni... In tutti questi anni abbiamo sempre usato il preservativo nei giorni considerati a rischio mentre non l'usavamo nei giorni iniziali del ciclo e in quelli finali. Ci è andata sempre bene ma l'ultima volta ho avuto l'ovulazione più tardi del solito e i nostri calcoli ci hanno fregato. Ho fatto il test di gravidanza dopo 3 giorni di ritardo... risultato positivo. Abbiamo deciso per l'aborto sin da subito: siamo entrambi studenti e purtroppo la nostra situazione economica non ci avrebbe permesso di mantenere tutti e tre; inoltre i miei genitori sono molto tradizionalisti.
Ci siamo rivolti al mio ginecologo che ha usato una gentilezza estrema; cercava di tranquillizzarmi. Mi ripeteva che se non c'erano altre scelte non dovevo star male e farmi assalire dai sensi di colpa... Il mio compagno psicologicamente era distrutto e non mi è stato molto di aiuto anche se non mi ha lasciata sola nemmeno un attimo. Ho abortito all'ottava settimana di gravidanza in un ospedale lontano dalla mia città. L'intervento è andato bene per fortuna.. anche se durante i primi giorni post-aborto avevo paura di sentirmi male e di dover raccontare tutto ai miei. Infermieri e dottori sono stati cordiali e professionali e non mi hanno fatto mai mancare le informazioni di cui avevo bisogno. Il mio ginecologo si è reso disponibile telefonicamente a qualunque ora.
Lo so.. non sono stata coraggiosa.. ma ho sempre immaginato di poter dare a mio figlio il meglio, anche da un punto di vista economico e questo ora non sarebbe stato possibile. Mi reputo "fortunata" perché a differenza di altre ragazze ho un compagno che mi ha lasciata libera di scegliere e che mi è stato vicino in tutti i modi.. credo che questo sia davvero importante.. soprattutto quando si deve nascondere tutto ai propri famigliari.


Daria
Ho un bambino di 15 mesi avuto all'età di 20 anni, per lui ho rinunciato a tutto, ad una bella vita, ai miei studi, alla realizzazione in campo lavorativo.... Ho fatto e faccio enormi sacrifici per mantenerlo, in una piccola casa in affitto con il mio compagno.
Due mesi fa ho scoperto di essere nuovamente incinta e, onestamente, non me la sono sentita di portare avanti anche questa gravidanza, così ho deciso per l'aborto. Il mio compagno non mi ha ostacolata, ma non è nemmeno stato al mio fianco, perché lui voleva che lo tenessi, quindi ho fatto tutto da sola.
All'ospedale mi hanno incoraggiata a praticare l'anestesia locale in luogo di quella totale e, così, ho acconsentito. Ho provato alcuni dolori, l'intervento rimarrà vivo nella mia mente. Però non sono pentita della decisione che ho preso, non mi sarei potuta occupare di un'altra piccola vita, né economicamente né umanamente...


Daniela
Ho 22 anni....ho fatto l'interruzione della gravidanza 10 giorni fa. Sinceramente è la decisione più forte che ho mai preso....penso che anche la più matura, che mi ha fatto crescere e anche avvicinarmi di più del mio ragazzo! Sto bene adesso, di rimorsi neanche non si parla, davvero mi sono sentita molto tranquilla quando mi sono svegliata dopo l'intervento... Ho trovato solo persone gentilissime che mi hanno fatto superare più facilmente quel momento. Ancora non sa nessuno... e neanche non voglio dire a nessuno... Continuo a dire che la forza delle donne e infinita.... Coraggio per tutte le donne che vogliono fare questo passo....si supera....


Kloe
Sono una studentessa... e per me avere un bambino avrebbe significato lasciare i miei studi e sopratutto rinunciare al mio diritto di essere ancora una ragazza e di essere una figlia... quella figlia che per i genitori sarebbe diventata una brava dottoressa... Ho abortito cinque mesi fa... e grazie al mio fidanzato sono riuscita ad andare avanti.... Oggi l'amore è finito... immaginate se avevo un bambino... Io non raccomando l'aborto, ma se è necessario...


Gabriella
Vorrei raccontare il faticoso, straziante e lacerante periodo vissuto negli ultimi due mesi! Sono rimasta incinta di un uomo conosciuto veramente da poco e dopo aver portato avanti una gravidanza all'età di diciassette anni da sola e senza aiuto mi sono ritrovata nuovamente di fronte ad una scelta difficile. Vivendo nel sud dell'Italia mi sono scontrata con una mentalità retrograda e ignorante in cui la salute psicologica della donna non viene tenuta presente. Nella regione in cui abito, il 99.9% dei medici è obiettore! C'è un unico ospedale in tutta la regione (Basilicata) che effettua le IVG con un unico medico per tutti. Un poveretto costretto in una situazione alienante. Ovviamente questo fa sì che i tempi per le interruzioni si allunghino notevolmente complicando le ripercussioni psicologiche nonché le implicazioni fisiche. Ero già all'ottava settimana... Mi è capitato infatti di recarmi presso un sedicente medico che voleva farmi un'aspirazione. Sono andata via in lacrime e consapevole dell'abbandono totale da parte delle istituzioni. Mi chiedo il perché di tanta ottusità... come si può rispettare così poco la vita umana... come si può voler indurre una donna a mettere in pericolo la propria vita non fornendole il giusto apporto sanitario?
Il mio vuole essere un appello a tutte le donne: "Difendiamo il diritto tutto nostro di mettere al mondo dei figli in maniera consapevole e responsabile! Difendiamo il nostro diritto di interrompere una gravidanza se questa possa nuocere alla nostra salute fisica o psichica! Non esistono donne che decidono di rifiutare un figlio senza un dolore interno ineluttabile!"


Marina
Ho 28 anni. Alla fine di agosto ho scoperto di essere incinta ed è stato uno shock. Incinta di un ragazzo col quale stavo da soli 6 mesi e che vive in un’altra città. Laureata da pochi mesi, sto svolgendo un tirocinio non retribuito, vivo dipendente economicamente dalla mia famiglia e la previsione di un lavoro è lontana perché devo ancora iniziare una specializzazione che durerà quattro anni.
Oltre al fatto che per i miei valori personali mancano tutte le prerogative per avere un figlio (cioè una relazione stabile con una persona che amo e che conosco davvero bene, una casa dove convivere con il mio compagno e i miei figli e uno stipendio che mi permetta di essere indipendente, libera nelle mie scelte e soprattutto idoneo a far crescere mio figlio in modo decoroso senza troppe privazioni) manca la motivazione fondamentale per farmi fare un passo del genere, cioè il sentirmi pronta ad affrontare la maternità e tutto ciò che essa comporta: ho sempre pensato che un figlio debba essere desiderato e che abbia bisogno di un contesto sereno e perfetto almeno nelle premesse!
Nonostante razionalmente sia certa delle mie riflessioni e della decisione che ho preso questa è stata la decisione più dolorosa della mia vita, questi ultimi due mesi sono stati di confusione, paura e sofferenza psicologica.
L’iter burocratico presso l’ospedale mi ha provata: ore di attesa in uno stanzone con donne nella mia stessa condizione, molte delle quali straniere e perciò ancora più smarrite, personale superficiale, poco sensibile con atteggiamenti del tutto inappropriati alla circostanza. Due giorni prima dell’intervento, il medico anestesista ha cercato di farmi cambiare idea insistendo sul fatto che il comune della mia città mi avrebbe aiutata economicamente e che il mondo è pieno di ragazze madri! Sono uscita in lacrime non certo meno convinta della mia decisione ma sicuramente addolorata, umiliata e con più sensi di colpa!
Il 24 settembre sono entrata in sala operatoria piangendo. La ginecologa mi ha detto che se non ero convinta dell’intervento potevo anche andarmene. Le ho fatto presente che pur certa della mia decisione avevo paura. Mi è stato somministrato un ipnotico e dopo 10 minuti mi sono risvegliata in un letto e mezz’ora dopo ero fuori dall’ospedale.
Non mi sentivo propriamente sollevata, piuttosto svuotata ma con la sensazione di aver chiuso un capitolo. Nei giorni seguenti mi sono sentita malinconica. A tre giorni dall’intervento mi è venuta un po’ di febbre e nell’arco della serata ho iniziato ad avvertire forti crampi al basso ventre - ho dovuto ripetere l’IVG perché rimanevano tessuti embrionali nell'utero.
Mi è difficile spiegare quanto tutto questo sia stato per me psicologicamente doloroso pur essendo conscia che tornando indietro prenderei la stessa decisione. Mi è capitato di vivere questa situazione attraverso l’esperienza di persone a me molto care, ma solo vivendolo sulla propria pelle si può comprendere quali siano i vissuti di tale esperienza. Mi consola l’idea che ho preso la decisione più giusta e mi ripeto che la vita mi darà un’altra occasione per mettere al mondo un figlio, ma questa volta per scelta e con le giuste premesse.


Gaia
Ho 26 anni e due mesi fa sono rimasta incinta senza volerlo! All'inizio io ed il mio ragazzo, insieme da 4 anni, abbiamo deciso di tenerlo. Poi con il trascorrer dei giorni ho iniziato a vedere la realtà: il mio ragazzo aveva ed ha gravi problemi economici pur avendo un posto sicuro.. in più i suoi genitori non avrebbero potuto aiutarci in nessun modo e.. Lui lavorando lontano pretendeva che rimanessi a casa mia (mi mancano due esami alla laurea) e che i miei genitori crescessero nostro figlio!
Non ho dormito per notti intere.. poi ho preso la mia decisione: non far venire al mondo questo bimbo, non perché non lo volevo ma perché sarebbe stato un infelice...
Lui mi ha ostacolato in tutti i modi... e da una settimana prima dell'intervento non l'ho più visto.
Non mi sono mai pentita neanche per un secondo: realmente lo desideravo e lo amavo.. ma sarei stata un egoista a mettere al mondo un bimbo con quella situazione: avrebbe appagato il mio desiderio di sentirmi madre, ma avrebbe sofferto perché un bimbo ha bisogno di un padre e di una madre : di una famiglia solida!


Patrizia
Ora ho 25 anni, quando abortii ne avevo 18. Mi accorsi di essere incinta nel periodo in cui stavo preparando la maturità. Mi ero appena lasciata con un ragazzo con cui stavo da 3 anni, al quale non ho mai detto niente perché la nostra storia si concluse in modo molto brusco: era molto possessivo e sicuramente mi avrebbe ostacolata in questa decisione. Disgraziatamente si ruppe il preservativo.
Sono sempre stata certa fin dal primo momento che non avrei potuto tenere quel bambino non tanto per la situazione economica, né perché allora non mi sentissi pronta a sostenere quella che ritengo ancora tutt'oggi la più grande e meravigliosa responsabilità per una donna: la crescita di un figlio. Ma il motivo principale è che mio figlio non avrebbe potuto crescere in una famiglia sana dove principalmente deve, a mio parere, esserci un rapporto sereno tra i genitori.
Ancora oggi mi stupisco della forza che ho avuto in quel momento nel dirlo a mia madre, la quale vive per i suoi 6 figli e che, donna di forti principi morali, sapevo che sarebbe rimasta malissimo, forse ancora più di me. Infatti mi disse che lei lo avrebbe tenuto. Mi chiedo ancora se ho fatto bene a renderla consapevole e partecipe di questa infelice esperienza perché so di averle procurato un'enorme sofferenza. Nonostante tutto mi è stata molto vicina fin dalla prima visita in consultorio, il giorno dell'intervento e anche dopo. Quello che mi diede un po' fastidio allora fu che si preoccupava che persone che ci conoscevano lo venissero a sapere, ma la comprendo.
I medici furono abbastanza discreti anche se distaccati, come persone che tutti i giorni si occupano di questi interventi. La psicologa dovette sostenere più il pianto di mia madre al quale io reagii con rabbia perché non volevo che soffrisse, in più consideravo che lei non avrebbe potuto per niente aiutarci in questa situazione.
I giorni prima dell'intervento ho parlato piangendo con quella parte di me che avevo in grembo e che già amavo e le ho promesso che un giorno sarebbe tornata quando sarebbe stato il momento giusto! per entrambe... un giorno che sia io che il mio futuro compagno saremo in grado di poterle garantire quella serenità che allora non avrebbe potuto avere! Perché, per me, un figlio deve essere e sentirsi il frutto di un amore e non di un contraccettivo sfortunatamente rottosi!
(Mi fa piacere che esista un sito come il vostro, sia per quanto riguarda le utili informazioni contenute su un tema importantissimo di cui si parla sempre troppo poco o con troppi contorni moralistici e politici inutili, e sia perché ritengo che il racconto di esperienze personali sia il più valido aiuto, e per la persona che ha vissuto tali esperienze in prima persona, e per chi si trova in situazioni simili.)


Rosy
Ho 19 anni e 17 giorni fa mi sono sottoposta a un intervento per l'interruzione di gravidanza... sono rimasta incinta perché incautamente io e il mio ragazzo, con cui sto da un anno e mezzo, non abbiamo usato nessuna precauzione.
ai miei genitori non ho voluto dire niente perché non me la sentivo di dar loro un simile dispiacere e così ho gestito tutta la cosa da sola, fortunatamente sopportata dal mio ragazzo che mi è stato vicino in ogni momento.
Ciò che mi ha fatto più male è stato il momento dell'ecografia quando ho visto il mio bambino dentro di me... io avrei tanto voluto tenerlo ma non potevo offrirgli niente!!!
Ci ho messo molto per decidere cosa fare e quando finalmente sono andata in consultorio ero già in decima settimana per cui dopo una settimana ho subito l'intervento... in ospedale ho trovato un ginecologo molto bravo, soprattutto dal punto di vista umano! adesso però devo trovare il modo di perdonare me stessa, non dimenticherò mai ciò che ho fatto, ma spero almeno di trovare pace con me stessa...


Mara
Ho interrotto la gravidanza due mesi fa... e penso che lo rifarei. È vero ho 27 anni, ma l'età in certi casi non conta, non mi sento disposta ad assumere questa responsabilità e mi mancano 2 esami alla laurea. Non ho un lavoro e faccio ancora la mantenuta.
Sono rimasta incinta con il coito interrotto, avevo deciso di interrompere la pillola per qualche tempo... ma nel giro di un mese è successo tutto.
Mia madre l'ha saputo solo dopo l'intervento (anche se avrei fatto bene a confidarmi con lei, la mamma più comprensiva del mondo). Al mio fianco durante l'operazione c'è stato il mio ragazzo, che mi ha dato libertà totale di scelta sulla decisione da prendere... (appena visto il test positivo sono corsa in ospedale)
Il trattamento a Roma è stato umanamente pessimo, per l'ivg ho dovuto attendere la 10 settimana di gravidanza...


Jenny
Ho subito l'intervento una settimana fa. Sono rimasta incinta in seguito a un incontro occasionale con un ragazzo di 24 anni (io ne ho 22)... ci siamo conosciuti, piaciuti... e una cosa tira l'altra... "Puoi stare tranquilla con me"... mi sono fidata, non abbiamo usato nessuna precauzione e purtroppo m'è andata male. Quando ero certa di essere incinta mi sono subito recata al consultorio... ci avevo già pensato molto... in quanto avevo tutti i sintomi di gravidanza...
Al consultorio sono stati gentilissimi, mi sono stati vicini e hanno cercato di farmi stare a mio agio... io sono sempre stata molto convinta della mia scelta... ho deciso da sola, nemmeno i miei genitori lo sanno. Il dottore che mi ha operata è stato di una gentilezza infinita... cercava di farmi stare bene. Non sono assolutamente pentita della mia scelta... non potevo pensare di far nascere un figlio in queste condizioni, con un ragazzo del quale non so nemmeno il cognome... i miei genitori mi avrebbero uccisa... io avrei dovuto abbandonare tutti i miei sogni... e per come sono fatta sono sicura che glielo avrei fatto pesare, a questo bambino.
Sicuramente è una cosa che non dimenticherò mai, e che non mi perdonerò mai... però non cambierei la mia decisione nemmeno se potessi tornare indietro. È giusto che un bimbo nasca quando si è pronti e quando 2 persone lo vogliono davvero, non per uno stupido errore di due stupidi ragazzi che non sono riusciti a fermarsi.


Stefania
ho 22 anni.. sto con 1 ragazzo che adoro e sabato ho scoperto di essere incinta... non terrò questo bambino.. perché credo che diventare genitori... (parlo anche per lui..) sia una scelta, non un obbligo o un errore o un caso... non me la sento di assumermi una responsabilità cosi grande. sono 1 egoista, si possibile... ma il giorno che avrò 1 figlio è perché l'avrò deciso io, e sarò felicissima della mia scelta.
vorrei che fosse domani l'aborto, perché più lui è dentro di me più sto male... ma sono convinta della mia decisione.


Simona
Ho 34 anni... domani ho l'intervento per un'interruzione di gravidanza. Stavo leggendo le vostre testimonianze ed in un primo momento mi sono sentito una mosca bianca: l'unica della mia età in mezzo a ragazze molto giovani. Quello che posso dire però è che di carattere non accetto convenzioni solo perché tutto il mondo ragiona alla stessa maniera.... Non sono nella situazione di avere un bambino... L'ho cercato per tanto tempo poi con il mio ex ci siamo lasciati.... Ora ho un compagno da pochissimo tempo e non mi va di crescere un bambino da sola o di obbligare una persona che non so ancora se mi va di avere accanto per tutta la vita solo perché è capitato.... Datemi dell'egoista... forse lo sono... in fin dei conti non abbiamo preso abbastanza precauzioni... Sarò un assassina secondo i più bigotti, ma non mi va di incrementare il mondo dei figli senza padri visto come stanno andando le cose al giorno d'oggi.....
p.s.: oggi sono un po' cinica... sono arrabbiata con me stessa... sono arrabbiata con il mondo... spero arrivi preso domani pomeriggio.....

2 giorni dopo: Ieri ho avuto l'intervento... oggi sto abbastanza bene... fisicamente meglio del previsto... moralmente... beh... qualche rimorso legato forse a più dei pregiudizi ce l'ho, ma legato al fatto che lo potevo tenere ASSOLUTAMENTE no... e se non me la sentivo io di portare avanti una cosa del genere è stato meglio così...
Mi sono chiesta cosa sarebbe successo se mi fosse capitato questa cosa a 18 anni con una mamma bigotta all'inverosimile che considera il fatto che sua figlia a 34 anni non ha ancora messo su famiglia... sarebbe cascato il mondo... sarei stata tenuta in casa, ma "radiata" mentalmente... credo di essere stata fortunata a poter gestire questa cosa da sola senza un aiuto dalla famiglia...
Ho fatto queste considerazioni perché credo che non ci sia nulla di male nel tenere nascosto qualcosa del genere in casa... ma l'importante è affidarsi a strutture serie e controllate.


Nicky
La mia ivg non è avvenuta. Ho un bimbo bellissimo di 7 mesi... Ho solo 21 anni, per il mio bimbo ho rinunciato a tutto: alla mia famiglia, all'università, al divertimento.
Ora vivo con suo padre che ha 25 anni e di responsabilizzarsi non ne vuole sentire parlare. Non posso lasciarlo perché senza il suo aiuto economico non ce la faccio a vivere tra l'affitto e tutto il resto. Da i miei non posso più andare, per avere una casa popolare ci vogliono almeno 5 anni, di aiuti economici non ne ho visti né ne vedo da nessuno. Sono sola, frustrata e depressa, faccio fatica a stare dietro anche al mio piccolo... Fare tutto da sola non è semplice e io, lo ammetto, non ce la faccio.
Devo essere onesta, avrei preferito non tenere il mio piccolino, sarei stata più felice, avrei avuto un'altra vita, e al mio bimbo non avrei offerto un futuro incerto e, probabilmente, pieno di problemi.


Joanna
Decisamente non è una bella sensazione leggere la propria storia tra le testimonianze di ragazze anche più giovani di me. Ho 23 anni e quattro anni fa sono rimasta incinta, ero fidanzata da 3 anni. Io e il mio ragazzo di allora, studiavamo ancora e non ce la siamo sentita di assumerci una responsabilità così grande. Così abbiamo preso la decisione più importante della nostra vita. Il ciclo era regolare e non mi ero accorta di essere incinta, invece all'ospedale mi dissero che aspettavo un bimbo da due mesi e mezzo. Chiesi l'IVG, ma per l'ospedale forse non era una cosa così urgente, mi fissarono un appuntamento per 15 giorni dopo.... Assurdo!! L'ultimo tentativo era la clinica privata. Dopo ore d'attesa il ginecologo arrivò e mi disse che si poteva risolvere tutto con 500.000£. Senza anestesia (capite bene come in certi momenti non si faccia caso a nulla), senza nessuno accanto si risolse tutto. I miei genitori non hanno mai saputo nulla e per il loro bene spero non lo vengano mai a sapere. Il rimorso l'ho avuto per qualche tempo, poi ho scoperto che colui che sarebbe potuto diventare padre amava da sempre più la cocaina che me.... Povera ingenua! Per come sono finite le cose è un bene che quella creatura non sia mai venuta alla luce.


Caterina
Ho 18 anni, ho subito l'IVG meno di 2 mesi fa. Io e il mio ragazzo studiamo ancora quindi non avevamo nessuna possibilità di mantenere un bambino viste anche le particolari situazioni delle nostre famiglie. Volevamo entrambi il nostro bambino, passavamo le ore a pensare come sarebbe stato,se avesse avuto gli occhi verdi come i suoi, riuscivo a leggergli negli occhi il dolore della consapevolezza che non avevamo altra scelta. E' successo perché il preservativo si è rotto e pur avendo preso la "pillola del giorno dopo" non sono riuscita ad evitare la gravidanza. Ho fatto prima un test di gravidanza, poi sono andata dalla mia ginecologa che mi ha dato il numero dell'ospedale di Fondi (LT). E' stato il mio ragazzo a chiamare, mi ha accompagnata ed è stato sempre vicino a me. I medici sono stati gentili, nessuno ha mostrato distacco o mi ha fatto pensare di essere "colpevole" di qualcosa, mi hanno fatto sembrare tutto "normale" e sinceramente ne sono rimasta piacevolmente sorpresa!
Anche se ho vissuto serenamente il giorno dell'intervento, la nostalgia per il mio bambino di tanto in tanto mi ritorna e l'unica cosa che mi fa stare meglio è che questa è certamente stata la scelta migliore anche per lui e che io e il mio ragazzo un giorno avremo un bambino e so che quello avrà il doppio dell'affetto, so che l'ameremo anche per il suo fratellino mai nato!


Laura
A 14 anni ho scritto per la scuola la mia prima ricerca sull'aborto, a 17 ho presentato il tema durante le lezioni di diritto, a 19 sono rimasta incinta e ho vissuto in prima persona l'esperienza dell'IVG, tenendo tutto nascosto ai miei genitori e ai miei familiari e combattendo una battaglia che è durata dei mesi per farmi rimborsare dalla mia cassa malati la fattura dell'intervento di fr. 800.-- e le altre per la perizia psichiatrica e le varie visite ginecologiche.
I miei genitori non sanno nulla ancora oggi. Non sono contrari all'aborto, ma io non sono riuscita a dirglielo e questo a volte mi crea alcuni problemi. Ho letto diversi libri sull'argomento e ho seguito 2 mie amiche che hanno abortito di recente.
Ho vissuto in prima persona l'umiliazione della perizia medica che è stata effettuata da una psicologa che mi ha trattata molto male. Sapevo che se lei non avesse dato il suo consenso, avrei potuto rivolgermi a qualcun altro, ma è stata veramente una brutta esperienza.
Non avevo voglia di parlarne con degli estranei. Volevo passare quel poco tempo che mi rimaneva con il mio bambino, parlargli, spiegargli la situazione, sentirlo crescere e non avevo nessuna voglia di dover giustificare la mia scelta. Sapevo che era la cosa giusta, per quanto mi faceva stare male, e non sentivo il bisogno di sentire l'opinione di altre persone.
Il mio ragazzo, con il quale sto tuttora, non voleva influenzarmi e quindi non diceva molto, forse è solo da lui che avrei voluto sentire qualche parola in più, ma anche per lui non era una situazione facile.
Sono passati quasi 2 anni e mezzo, adesso sto per compiere 22 anni. Lavoro come redattrice, studio all'Università alla facoltà di Lettere moderne e do lezioni di pianoforte a 6 bambini. La mia vita è ricca di impegni.


Zora
Ho avuto due interruzioni di gravidanza, una a 18 anni l'altra l'anno scorso a 21 anni.
Nel primo caso studiavo ancora, era l'anno della maturità e il mio ragazzo ne io avevamo un lavoro... al che ci siamo chiesti che vita avremmo potuto offrire al nostro bimbo e la scelta dolorosissima dell'aborto. La seconda volta un anno fa, seguivo una dieta a base di anfetamine. Non sapevo di essere incinta, quando l'ho scoperto ho smesso subito ma il mio ginecologo mi disse che al 90 % il mio bimbo avrebbe avuto una deformazione alle braccia.
La mia situazione era decisamente migliore, convivevo con il ragazzo che conoscevo dai tempi della scuola, ma la paura di mettere al mondo un figlio senza braccia e magari con altri danni ci spaventava sopratutto per la sua vita futura. Ora aspetto un altro bimbo, sono al secondo mese e tutto sembra procedere bene.
La prima volta mi dovevano arrivare le mestruazioni e secondo il metodo del calcolo dei giorni fertili quello non avrebbe dovuto esserlo ed invece.... La seconda volta si è rotto il preservativo.
La prima volta mi hanno trattata davvero malissimo, tanto che facevano crescere in me dei sensi di colpa allucinanti. Mi sentivo un'assassina. Questo è successo al Consultorio di Torino. Ho dovuto rivolgermi in seguito a quello di Rivoli (TO), perché a Torino l'intervento non poteva farsi in tempo utile. A Rivoli anche mi hanno trattata abbastanza male. Spero che qualcuno davvero faccia qualche cosa per mettere delle persone più sensibili in quei posti. - La seconda volta sono stati molto più umani dato che c'era il rischio di malformazione.
La prima volta che rimasi incinta ero spaventata, data la mia situazione... piangevo in continuazione e dopo ho continuato a pensare al mio bimbo mai nato fino a che 3 anni dopo sono rimasta di nuovo incinta. Ero felicissima anche perché avrei potuto offrirgli qualche sicurezza in più ed invece il mondo mi è caduto addosso quando mi hanno consigliato l'aborto. Ora vivo il momento della mia gravidanza con molta ansia perché questo bimbo lo voglio con tutto il cuore!


Simona
Ho avuto una relazione con un uomo sposato e sono rimasta incinta. Il mio problema non era tanto lui, quanto non ero ancora pronta alla maternità. Purtroppo non ho preso delle precauzioni, non perché contraria ai contraccettivi, ma perché ho pensato che tali farmaci e barriere meccaniche non fossero adatti al mio corpo, avevo quasi una repulsione.
Comunque non ho avuto problemi per abortire, tanto che il mio compagno ed io abbiamo subito deciso per questo intervento. Abbiamo vissuto serenamente questi momenti specialmente nelle visite mediche preparatorie e durante i colloqui al consultorio, dove sia le assistenti sociali che il medico ginecologo, sono stati gentilissimi. Anzi ci hanno fatto complimenti per come gestivamo questa situazione che per la donna è drammatica. Comunque tutto si è svolto regolarmente. Col mio compagno che mi è stato sempre vicino prima e dopo l'intervento, non mi ha mai lasciata sola. Quindi suggerisco un appello a tutte le donne: coinvolgete i vostri partner nella decisione che prenderete se abortire o no. Vi assicuro che è un notevole sollievo averlo vicino. - Baci a tutte.


Francesca
Ho 28 anni e fra pochi giorni interromperò la mia gravidanza... Sono rimasta incinta senza volerlo e quando l'ho saputo sono caduta nella disperazione perché questo per me non è certo il momento per avere un figlio. Vivo sola da poco e di un anno, ho una madre meravigliosa che ha bisogno di me perché vive con un padre novantaduenne e un marito alcolista (mio padre purtroppo!). Io ed il mio ragazzo non possiamo economicamente permetterci di avere figli, non viviamo insieme, né lo faremo di corsa. Dopo tanti anni di sofferenza vicino a mio padre, oggi sono felice di non viverci più insieme e sto cercando di ricostruirmi una vita piena e soprattutto normale. Ho bisogno di molta calma nelle mie scelte di ogni giorno e nonostante i sensi di colpa che spero svaniranno in fretta, penso che la mia non sia una scelta egoistica, tutt'altro, io penso al nascituro e comprendo che adesso non sarei in grado di dargli ciò di cui ha bisogno. Sono profondamente arrabbiata con il mio medico, che ha cercato di dissuadermi dalla scelta e mi ha fatto pesare ancora di più una decisione di per se già alquanto dura...


Maria
Fra esattamente 4 giorni abortirò, ho 18 anni, sinceramente fa male. Vorrei non farlo, ma non ho molta scelta. Ho guardato l'ecografia e ho visto quel fagiolino che mi gira dentro. Non sono stupida, so che non è ancora un bimbo, ma è già dentro di me, è una parte di me... non posso farci nulla... sto male...

ritornare a testimonianze-opinioni
testimonianze
archivio 1
archivio 3

nach oben

Testimonianze