Aborto - Interruzione di gravidanza : per il diritto alla libera scelta

Testimonianze (archivio 1)

Isira
Sono una donna di 38 anni con 2 figli di 10 e 12 anni, situazione economica precaria, in accertamento per perdita eccessiva di peso (15kg) ho effettuato scintigrafia e captazione con iodio, ecografie per i vari accertamenti non sapendo di essere incinta... come potevo esserlo? usavo il preservativo, nonostante la mia età non sapevo che si potesse rimanere incinta se non si usava dall'inizio del rapporto... "è raro ma può succedere" mi dissero al consultorio... e così eccomi in lista per effettuare un'interruzione di gravidanza... non voglio nascondermi dietro il fatto che potrebbe avere anomalie a causa dei miei esami... non ho mai voluto un 3° figlio! mi sono sacrificata molto per i miei precedenti figli e non me la sentirei. Comunque... anche se ho sempre sostenuto l'aborto, mi sono ritrovata a piangere per giorni e giorni sentendomi in colpa... fortunatamente ho avuto il sostegno di mio marito, di mia sorella e delle mie amiche che mi hanno aiutata.... ora mi sento meno in colpa. Ho l'intervento il 05.02.07 ho un po' di paura ma sono più tranquilla.


Valeria, 20 anni 
Ieri ho fatto l'interruzione di gravidanza. 
Sto insieme col mio ragazzo di 23 anni, da un anno e mezzo e ci vogliamo molto bene, ho alle spalle due famiglie solide che ci hanno dato appoggio e sostegno qualunque fosse la nostra decisione in merito alla gravidanza. Io e Andrea siamo sempre stati sicuri di non correre rischi di questo tipo, anche se come precauzioni ci siamo solo limitati al preservativo... (ora mi rendo conto della nostra ingenuità). Per questo motivo mi sono accorta di essere rimasta incinta solo alla fine del secondo mese di gravidanza, non realizzando subito la cosa, tanto mi sembrava impossibile fosse vera. Non avendo una ginecologa di fiducia ma solo un medico di famiglia anziano e obiettore di coscienza, ci siamo affidati alla dottoressa di una mia amica, la quale dopo essersi accertata di tutto, si è data subito da fare per sostenerci aiutandoci a contattare la prima libera struttura ospedaliera per l' IVG. 
Posso dire di essere stata sufficientemente messa al corrente di tutti i rischi ai quali andavo incontro con l'operazione e a maggior ragione per il caso quasi isolato come il mio gruppo sanguigno. La trafila, tra prelievi e sacche di sangue, è durata un mese e così avevo raggiunto la fine del terzo mese di gravidanza... il mio stato emotivo era pessimo anche se ho ricevuto un'ottimo trattamento da parte di tutti i medici e infermieri dell'ospedale, ma ero spaventata e continuavo a pensare a "Giacomo"... così ho deciso di chiamare l'esserino che era in me, pensavo che lui voleva crescere e vivere e io mi accingevo a fare tutto il contrario. E' un'esperienza durissima per una donna. Io però non me la sono sentita di diventare mamma, anche se ne avevo le possibilità, non ho forse voluto rinunciare alla mia libertà... Ora come ora mi vergogno di me stessa... Aspetterò Giacomo fra un paio d'anni, sono sicura che lui tornerà... lo so un giorno nascerà...
Mi è servito molto aver letto le testimonianze di altre ragazze.


Dalila
Avevo 26 anni (nel 1998) e già 2 aborti spontanei alle spalle. Scopro di essere incinta e sono felicissima. Mio marito è al settimo cielo. Faccio tutto affinché al piccolo essere che sta crescendo dentro di me non accada nulla: rimango a casa dal lavoro da subito, faccio punture di progesterone ogni giorno e controlli serrati ogni mese. Quando alla fine del terzo mese mi dicono che va tutto bene sono raggiante!!!! Al momento della morfologica, fatta in un piccolo ospedale di provincia, mi dicono che va tutto bene e mi chiedono se voglio fare un ulteriore screening in un Centro più grande: ovviamente accetto. L'eco morfologica mi viene eseguita da una dottoressa di fama nazionale e mi dà il terribile verdetto: "Signora la bimba ha la plica nucale molto grossa, segno inconfondibile di sdr di down e inoltre una malformazione cardiaca chiamata canale atrio-ventricolare incompleto. Facciamo l'amniocentesi e poi decidiamo il da fare. Mio marito ha pianto. Io pure. Dopo 10 giorni ci danno l'esito dell'amnio : tutto confermato. Abbiamo fatto l'IVG. Nonostante ora abbia 2 splendidi bimbi penso spesso alla piccola LISA. Purtroppo dove ho subito l'intervento non permettevano a nessuno di rimanere vicino per un po' di conforto. Ho potuto avere vicino mia mamma solo grazie alla sua tenacia a non lasciarmi sola e all'umanità di un infermiera.


Bianca
ho 42 anni. La mia e' una testimonianza 'diversa' nel senso che ho interrotto la gravidanza nel 2001 alla 18esima settimana perché, a seguito di amniocentesi, ho saputo che la bambina era affetta da trisomia 21. Ero già mamma di due meravigliose bambine e ho affrontato l'aborto con la consapevolezza di perdere un pezzo del mio cuore. Non ho badato molto alle reazioni di infermieri e medici: forse mi sarebbe servito un supporto psicologico ma non per dirmi che facevo la scelta giusta (ognuno la pensa come vuole). So solo che non ho voluto guardare il monitor nell'ultima ecografia prima dell'intervento. Non mi sono pentita della scelta che ho fatto (rifarei la stessa scelta) ma provo un grande rimpianto per quel cucciolo che poteva essere qui con me. Il tempo per fortuna attenua il dolore. Adesso sono serena. Ho ripreso in mano la mia vita e penso ad essere felice con le mie figlie e con mio marito che è stato sempre con me in modo splendido come sa fare un vero compagno di vita. Ogni scelta implica la critica da parte di chi non è d'accordo. L'importante è ascoltare il proprio cuore.


Bella
"..mi riesce difficile spiegarti il mare di sensazioni ed emozioni che ho provato quando ho saputo di te; ti ho sentito subito, appena sei arrivato mi hai avvisato con un brivido leggero fatto di gioia e nostalgia insieme; e ti ho sentito.. il test che ho fatto 6 giorni dopo mi ha dato solo la conferma di quello che sapevo già .Tu ci sei, sei più forte di me, ti sento in ogni attimo, penso a te in ogni istante. Vorrei averti, insegnarti e farmi insegnare da te la vita; sarai il mio rimpianto più grande. È un dolore così grande che semplicemente non ci sono parole adatte per esprimerlo. Venerdì ti ho visto su uno schermo in bianco e nero; anche se so che presto non ci sarai più, ho tirato un sospiro di sollievo quando il dottore ha detto che stai bene. In quel momento ho pensato che ti avrei protetto e non avrei permesso a nessuno di farti del male. Dopo qualche minuto sono tornata alla "realtà" e quel cucciolo rannicchiato dentro di me rimarrà sempre su quello schermo in bianco e nero nell'angolo più nascosto del mio cuore. Sei piccolo e indifeso, vorrei dirti che sarai al sicuro, che ti proteggerò, che ti curerò e che starai bene. Finche starai in me sarai al sicuro ed io starò bene, nel momento in cui te ne andrai io ne morirò, a poco a poco, lascerai il vuoto dentro di me.." Ho 26 anni e questa lettera l'ho scritta a mio figlio il 17 settembre '06, il 26 dello stesso mese ho abortito e quel giorno sono morta un po' anch'io, non sono più la stessa persona. Il motivo per il quale l'ho fatto è che il mio ragazzo non lo voleva ed io da sola non ce l'avrei mai fatta ad affrontare tutto, mi aveva fatto capire che le cose tra di noi sarebbero cambiate ed io sono stata debole e gli ho fatto credere che anch'io non lo volevo mentre invece lo avrei voluto con tutto il cuore; il dolore di adesso è dovuto proprio alla mia debolezza di allora.


Giovanna
Ho 24 anni e avevo 18 anni quando ho abortito.
Non ho mai parlato dell'aborto con nessuno, o meglio, solo con pochissimi, col mio attuale ragazzo, che amo e col quale progetto di avere una bellissima famiglia.
Ero a Milano per incominciare una nuova vita: iscritta all'Accademia di Belle Arti, molto felice di questo nuovo capitolo, finalmente potevo realizzare il sogno della mia vita!
Stavo appena uscendo da una depressione che mi portavo da diversi anni, con episodi di droghe e tentati suicidi. Ero insieme a G. da alcuni mesi, ci volevamo molto bene, ma quando ho scoperto di essere incinta la nostra relazione era in declino, per via della sua condizione esistenziale: problemi di alcool, difficoltà economiche, problemi familiari. Era molto giovane anche lui, 21 anni, e mi aveva seguito a Milano in cerca di fortuna e di un lavoro.
Ho scoperto di essere incinta quando sono tornata dalla mia famiglia per le vacanze di Natale. Il ritardo delle mestruazioni, il dubbio, e infine il test: positivo. Ad aiutarmi è stata mia sorella. Siamo andate insieme al consultorio ed era la prima volta che mi recavo da un ginecologo, strano a dirsi... mia madre è un ostetrica, eppure non ho ricevuto nessun tipo di educazione sessuale, né da lei (non parliamo neanche di mio padre!!) né dall'illustre liceo che frequentavo!! Il coito interrotto era il nostro 'metodo anticoncezionale'. Mi vergognavo tanto di essere incinta, ricordo che quello zotico di ginecologo del consultorio mi ha anche insultata!
Tornata dopo pochi giorni a Milano, ho attivato, aiutata dal mio ragazzo, tutte le pratiche per abortire, ero assolutamente sicura che non avrei potuto avere un figlio in quel momento, ero troppo giovane e incosciente, non ho sentito neanche per un attimo il senso di maternità, ero solo arrabbiata con me stessa e con il mondo intero per non aver ricevuto una buona educazione sessuale, perché nessuno ci ha mai educato all'uso dei contraccettivi, e noi eravamo davvero due teste incoscienti!!
Da quel momento in poi solo solitudine in una città freddissima, nuova, grande, senza famiglia (i miei non hanno saputo mai dell'aborto), senza amici importanti. Col mio ragazzo che trascorreva le serate a deprimersi con la bottiglia, ed io invece che giocavo a fare la guerriera. Le visite, l'ecografia, le attese, la nausea verso l'odore del caffè e del cavolo bollito, credo di aver vissuto ma non me lo ricordo più, il dolore di quei giorni ha cancellato la memoria.
Ho abortito che era mattino, fine gennaio. Questo lo ricordo. La nebbia di Milano e la metropolitana semi deserta all'alba delle 6. In ospedale ho trovato un accoglienza incredibile, erano persone splendide, ricordo ancora l'infermiere che mi ha regalato anche il sorriso, ed io che non so dove trovavo tutta quella forza, che davo coraggio col mio instancabile umorismo e voglia di vivere alle mie compagne di stanza che abortivano con me.
Uscita, ho preso una cioccolata calda. - Non ho fatto più l'amore per tanto tempo, ho lasciato il mio ragazzo dopo 2 mesi. - Ho ricominciato a vivere. Ho aperto la mia mente ad una cultura sessuale paritaria, allontanando dalla mia persona echi di una soffocante cultura maschilista che vede la donna sofferente e addolorata! (molto presente purtroppo ancor oggi nel nostro fantastico paese che si dice emancipato)
Credo d'aver superato quel trauma, ma devo dire grazie alla fotografia, che è stata la mia valvola di sfogo, la mia terapia. L'unico mezzo col quale riuscivo a parlare di quell'avvenimento.
Continuo a nutrire ancora un grande interesse artistico e culturale per tutto ciò che è legato al corpo femminile, ai tabù sessuali, ai tabù sociali, ai problemi dei giovani, e l'esperienza dell'aborto è stata utile per maturare il senso di responsabilità verso la vita, che prima disprezzavo. Non ho rimorsi, sono contro il cattolico "senso di colpa" perché non è utile a niente. Sono per la trasformazione degli avvenimenti negativi in esperienze positive. Auguro anche a voi di riuscire a trasformare tutto ciò in qualcosa di Bello.


Roberta
Ho 36 anni, la mia ivg è avvenuta una settimana fa. Ho un lavoro fisso e una situazione economica buona così come il mio ragazzo con il quale stò da circa un anno anche se con alterne vicende. Non abbiamo mai preso grandi precauzioni, credo perché entrambi pensavamo che se avessi aspettato un bambino lo avremmo tenuto non essendoci particolari problemi pratici. Quando ho scoperto di essere incinta inizialmente ero scossa ma non infelice. Il mio ragazzo sembrava contento anche se un po' preoccupato. Però non riuscivo ad avere fiducia nel fatto che lui mi sarebbe stato accanto, ho avuto la sensazione che si sarebbe sentito costretto e che dunque avrei dovuto fare i conti con il fatto di avere la maggior parte di responsabilità su di me e di prendere la considerazione di rimanere una mamma sola dopo poco tempo... improvvisamente il mio corpo ha iniziato a cambiare, ero stanca, mi cresceva il seno, mi sentivo strana e assieme a questo mi è venuta una paura tremenda di non farcela, di dovere cambiare vita, lui non è stato rassicurante ma anzi si è arrabbiato e alla fine (dopo pochi giorni in cui avevo un gran bisogno di rassicurazione) abbiamo deciso che non ce la sentivamo. Ho parlato anche con un amica che ha appena avuto un bambino e lei mi ha sconsigliato di averlo con un compagno così ... diciamo poco affidabile. Dopo la decisione però lui è diventato molto affidabile, mi è stato accanto e si è dimostrato molto presente ogni tanto dicendo che se cambiavo idea lui si sarebbe preso le sue responsabilità.. (forse un po' poco per confortarmi). Ma oramai ero terrorizzata e mi sentivo sola solissima, non vedevo l'ora di "farla finita" e poi è stata finita. Però ora che sono "salva" che non ho più una specie di orologio che scandisce i secondi per la decisione, sono pentita molto. Ho rinunciato a una cosa bella per nulla. Avrei dovuto avere il coraggio di andare avanti anche da sola ... sento veramente di avere sbagliato per paura, una paura dettata forse da uno scombussolamento ormonale!
Ora penso che le difficoltà non devono spaventare perché si superano. E' stata tutta colpa mia, non ho avuto fiducia e forse era la mia unica occasione di avere un bambino. Non so se mi perdonerò .. non è il senso di colpa - non sono cattolica - è che per non avere avuto coraggio e fiducia mi sono privata di una cosa importantissima... penso che mi pentirò per sempre.. questa è stata la prima decisione in vita mia che rimpiango fortemente, non lo rifarei mai.


Marzia
ho 26 anni. Ho scoperto di esser rimasta incinta lo scorso gennaio. Io e il mio fidanzato non usavamo precauzioni. Ricordo, era Domenica. Il test, l'ho fatto da sola. 3 settimane di ritardo, erano troppe. C'ero abituata, i miei ritardi erano consueti. Ma sentivo che qualcosa non andava. Troppa fame, troppo sonno. E niente ansia, ne attacchi di panico, di cui soffro da anni. E infatti, risultato positivo. Non ho realizzato il fatto, fino al pomeriggio, quando un medico del pronto soccorso, dopo avermi visitato, ha confermato la gravidanza. Ho pianto. Da quel momento, fino al giorno dell'aborto, un mese dopo, sono sprofondata in un turbine d'emozioni. Non ho mai pianto tanto nella mia vita, non sapevo cosa fare, tenerlo, non tenerlo. Analizzavo i pro e i contro. Mi toccavo la pancia. Gli parlavo. E mi sentivo una schifo di persona. Mi sembrava d'ingannarlo. Speravo in un aborto spontaneo. Gli dicevo "vai via piccolino, da solo, non obbligare me a farlo". Un po' lo volevo, fantasticavo su di lui, poi, non lo volevo. La prima vera scelta difficile della mia vita. Sapete perché non nomino il mio fidanzato? perché la donna è sola in una situazione del genere. È lei ad assumersi questa responsabilità, e la decisione che prenderà, se la porterà dietro a vita. Non c'è nessuno di così neutrale che può aiutarti. Ne amiche, ne il fidanzato, ne la mamma. E io, ero sola. Il giorno dell'ivg è volato. Continuavo a non realizzare quello che stavo per fare. Eravamo in 18. La più piccola, ero io. Ho ricevuto un trattamento normale. Nessuno ci ha giudicate. Ho riso e scherzato tutto il tempo. Sembravamo li, per un caffè tra amiche! Forse, inconsciamente, sdrammatizzavo. Uscita dalla sala operatoria, ero sollevata, l'incubo era finito. Wow, sentivo i dolori da ciclo. Una volta a casa, mi sentivo vuota. Strana. Quando m'è arrivato il ciclo, ero felice. Sono passati 9 mesi da quel giorno. Ho cominciato subito a prendere la pillola. Ho iniziato a realizzare dopo qualche mese. Scegliere di abortire, ti fa sentire egoista. Ma io, di crescere un figlio, non cercato, non me la sono sentita. Non è facile ammetterlo. Ammettere che non volevo rinunciare ai miei sogni, alla mia libertà. Alla mia vita. Non voler responsabilità. Che male c'è? Ora ci riesco. E anche se piango, ogni tanto, se vedo bimbi. E ci resto male se sento di coppie che non riescono ad averne, e penso che io ho abortito invece. Non era il mio momento, mi dico. Cerco di scacciare il senso di colpa. Il mio piccolino, mi dico che tornerà. Lui è in un posto dove sta bene. E ignorate chi vi dice che Dio vi castiga e non vi manda più figli. Dio non giudica. È la gente ipocrita e stupida che lo fa. Coraggio. Tutto si supera, tutto passa.


Laura
Ho trovato questo sito due giorni prima di terminare una gravidanza scoperta da neanche una settimana. Vivo a Londra dove sto studiando e tra meno di un mese il mio sogno si avvera: parto per gli Stati Uniti per un semestre. Avevo un ritardo che non avevo considerato potesse essere una gravidanza visto che dopo due settimane dal possibile rapporto a rischio avevo fatto un test risultato negativo. Poi la scoperta, le lacrime e la paura, adesso dopo neanche una settimana mi sto affezionando... le amiche che mi dicono che è un fagiolino e che non vive, io che leggo che invece ha un cuore che batte. Il padre è in Sud America a studiare, ho cercato di scrivergli o di chiamarlo ma non ce la faccio e comunque il dirglielo non mi aiuterebbe. Sono sicura che la scelta è quella giusta ma sono sempre stata contro l'aborto, o almeno, ho fatto sempre in modo che non mi dovessi mai trovare di fronte a una scelta evitando di avere rapporti a rischio e prendendo la pillola. A 26 anni mi ritrovo con un esserino dentro di me a 4 giorni da Natale e so già che sarà il Natale più triste di tutta la mia vita. Sogno di avere un giorno una famiglia perfetta, ho sempre detto che avrei fatto un figlio e ne avrei adottati due, ma adesso mi sento uno schifo e venerdì penso sarà ancora peggio. Trovare queste testimonianze mi fa capire che non sono la sola a sentirmi così ma so che non mi pentirò di questa scelta. Rincorro i miei sogni, sono un'egoista e forse immatura ma non abbastanza da mettere a mondo un figlio senza essere felice per prima.


Sibilla
Premetto che ho nella testa una tale confusione che mi è molto difficile poter gestire i pensieri, le emozioni, le paure e.. chissà cos'altro.. Sono una ragazza di 20 anni. Ho scoperto di essere incinta l'8 novembre 2006.
È successo tutto così per caso: sono andata dal ginecologo per un semplice controllo... Mi aspettavo di tutto tranne questo.. L'ultima mestruazione risaliva ai primi di settembre, ma sono sempre stata molto irregolare nel ciclo, per cui pensavo fosse "normale".. come dire, lo consideravo un ritardo fisiologico.. Nel 2005 ho preso la pillola per curare una policistosi ovarica poi, stanca, l'ho interrotta nel gennaio del 2006. Il mio ginecologo mi aveva consigliato l'uso di un contraccettivo sicuro ma ho sempre rifiutato perché volevo gestire la mia fertilità nel modo più naturale possibile.. Ho sempre fatto l'amore con il mio ragazzo senza usare precauzioni.. solo il coito interrotto.. e cercavamo di evitare i giorni più "a rischio"; devo anche ammettere però che, sicura dei miei cicli (sono sempre stati molto lunghi, almeno 40 giorni) andavo molto tranquilla.. 
Quella sera per me è stata devastante.. il sogno più grande della mia vita è da sempre stato quello di diventare mamma, non desideravo altro.. e per me quel bambino era il segno che qualcuno aveva deciso per me che era arrivato il momento giusto per esserlo.. Ero però anche consapevole che le possibilità erano molto poche.. Sia io che il mio ragazzo siamo molto giovani, studiamo ancora, la situazione economica non è delle migliori.. Ho iniziato a piangere, ero disperata.. il sogno della mia vita, arrivato nel momento sbagliato, si era trasformato in un incubo.. La notte non ho chiuso occhio, chiedevo disperatamente al mio piccolino di mandarmi un segno, di farmi capire qual era la cosa giusta da fare, per lui, per noi ... ma niente..
Il mio ragazzo mi ha da subito detto che lui il bambino non lo voleva: non si sentiva ancora pronto.. Il giorno dopo, insieme, siamo andati a farci fare la richiesta per l'intervento.. io comunque sapevo che avrei avuto ancora molto tempo per pensarci..
Inizialmente la paura mi aveva fatto pensare di fare tutto da sola, di nascosto dai miei genitori.. poi invece ho capito che non potevo rinunciare al mio bambino senza prima aver chiesto ai miei cosa ne pensavano.. Sono stati fantastici.. certo il colpo è stato molto forte anche per loro ma alla fine mi hanno detto: in qualunque caso, noi ci saremo per te e se vorrai anche per il tuo bambino ... Già mi vedevo mamma, con il bimbo..
C'era però un altro problema: il mio ragazzo.. la sua risposta definitiva è stata: se  deciderai di tenerlo io non ci sarò più ... Mi è crollato il mondo addosso per la seconda volta.. Mi trovavo sola a dover scegliere per la vita di tutti, non solo quella del mio bambino, ma per la mia, quella della mia famiglia, della famiglia del mio ragazzo..
Come potevo? Dove trovavo la forza per fare tutto ciò? Quella stessa notte ho fatto un sogno: perdevo il mio bambino ed erano tutti contenti..
La settimana dopo sono andata con il mio ragazzo e la mia famiglia in ospedale per fare tutti gli esami pre intervento.. Ero li, con tutte quelle donne, mi sono vergognata..
pensavo di essere l'unica lì per quel motivo, poi invece ho scoperto che erano lì tutte per la stessa ragione.. Loro sembravano molto serene e tranquille..
Il giorno dell'intervento si avvicinava e i dubbi erano ancora tanti, troppi .. La sera prima dell'interruzione sono stata con il mio ragazzo, abbiamo fatto l'amore.. volevo che la bimba (noi crediamo fosse una bimba!) sentisse che in fondo la mamma e il papà si amavano, che era il frutto di amore, non di un rapporto occasionale.. Speravo che la notte mi venisse ancora in sogno per dirmi qualcosa.. Ma non è stato così … Le ho parlato tutta notte.. Volevo che capisse che se ero arrivata a quel punto non era per scappare via da lei … la desideravo più di ogni altra cosa al mondo… solo che da sola non avrei mai potuto crescerla.. l’aiuto dei miei genitori c’era ma mi mancava quello del mio ragazzo, il più importante.. Le ho chiesto perdono..
La mattina, in ospedale mi sentivo così piccola.. avevo tanta paura .. Mi portano in sala operatoria.. e poi ….. il nulla ….. mi risveglio piangendo.. so che la mia piccola è volata in cielo.. Mi sento sola, vuota … I dolori ci sono ma sono sopportabili .. Ma il dolore più grande non passerà.. Non so cosa ne sarà di me..
Sono passate poche ore dall’intervento.. poco più di 24  … Il tempo riuscirà a farmi voltare pagina? Non lo so..
Ho sentito il bisogno di scrivere perché il giorno prima dell’intervento, ho trovato questo sito e leggere tutte le testimonianze mi è servito …
Io sono sempre stata contro l’aborto.. però c’è anche da dire che essere madre non deve essere un obbligo ne un caso.. Se non siete pronte per fare un passo così… forse è meglio interrompere la vostra gravidanza... Spero che la vita vi possa riservare qualcosa di magico.. magari un altro bambino .. in un momento migliore …


Alessandra
Sono una donna di 39 anni, che nel giugno 2006 ha preso la decisione di interrompere una gravidanza, fino a poco tempo prima desiderata insieme al mio compagno. La decisione di interrompere la gravidanza è sopraggiunta nel momento in cui il rapporto con il mio compagno si era deteriorato a causa delle spiccate differenze caratteriali, che ci hanno fatto allontanare e capire che, forse, non era più il caso di far progetti a lungo termine, quindi ancor meno mettere al mondo un figlio. Mi sono ritrovata da sola nel vero senso della parola. Questo figlio era probabilmente quello che desideravo da sempre ma, insieme a questo, anche il rapporto d'amore con il mio compagno e quindi la realizzazione di un nucleo a cui appartenere entrambi. Fatto sta, che prendo la decisione di sottopormi ad un "IVG" in un ospedale di Roma, la città in cui vivo.
Subito dopo l'intervento ho avuto la sensazione che non avevo più un motivo per vivere. Vi sembrerà strano, ero consapevole di cosa sarebbe successo la mattina dell'intervento, ma non ero consapevole di ciò che il mio organismo aveva memorizzato e cioè la vita dentro se stesso e tutte quelle funzioni vitali recettive amplificate in quell'incommensurabile eterno attimo, che appartiene solo ed esclusivamente alla maternità. Ancora mi chiedo come sarebbe stato questo mio bambino.
Ogni donna con un'esperienza del genere alle spalle, trovandone la forza dovrebbe dimenticare tutto e ricominciare a vivere. Per me questo ancora non è stato possibile, perché, ironia della sorte, quell'IVG è stata effettuata nel peggiore dei modi e solo a distanza di alcuni mesi sono riuscita a capire l'assenza delle mestruazioni, che non era dovuta ad un sconvolgimento ormonale, ma ad una vastità di aderenze endocavitarie che mi sono state causate da un energica aspirazione dell'endometrio con tutto ciò che ne consegue...


Dunja
Ho scoperto di essere rimasta incinta a metà settembre e mi è sembrato che il mondo mi crollasse addosso. Non potevo crederci, proprio io che sono sempre stata attenta... non sapevo come fare. Il mio ragazzo mi è stato vicino da subito e ha vissuto con me le ansie e le paure. Ho cercato in tutti i modi di avere delle analisi più specifiche, per esserne sicura, ma mi sono trovata di fronte medici che dicevano che non si poteva fare nulla, perché il test delle urine della farmacia era più che attendibile. In più sono una studentessa fuori sede e non avevo il medico di base nella città dove studio. Così tutto è risultato complicatissimo, le procedure burocratiche lunghissime. Ho deciso, perciò, di andare a casa mia per fare analisi più dettagliate, accennando il problema del ritardo a mia madre. Con la scoperta definitiva, il dramma personale. Ne ho parlato con i miei che sono stati tanto comprensivi. Col mio ragazzo avevamo già discusso sulla possibilità di tenerlo o no... Quando ne ho avuto la certezza, è come se non riuscissi più a pensare in singolare e credere che mettere al mondo un bimbo che non chiede di nascere, in una situazione precaria, senza lavoro né mio né del mio ragazzo, senza essere voluto sarebbe stato un gesto egoistico e insensato.
Ho fatto tutte le procedure per l'interruzione... all'ospedale, in camera con me c'erano altre due ragazze nella mia stessa situazione. Esattamente con le mie stesse paure e con il mio stesso vuoto dentro. Sono certa che nessuna donna arrivi ad una decisione simile se crede di poter dare un futuro alla creatura che nasce.
L'intervento è stato rapido, ho dormito completamente dopo pochi attimi che ero entrata in sala operatoria. Per me che ho molto pudore e vergogna per il mio corpo, dover essere nelle mani di altri, seppure dottori è stata una violenza. Ad aspettarmi mia madre e il mio ragazzo. L'intervento è riuscito bene... nel giro di una settimana sono smesse le perdite e i dolori al basso ventre. Ho iniziato a stare meglio fisicamente e a vedere alle spalle un periodo orribile della mia vita.
Desidero ardentemente avere tanti bambini con il mio ragazzo, ma desidero anche dare a tutti una vita piena di amore e di attenzioni dal primo momento che risiedono in me. Voglio avere le nausee e il seno grosso e tutto il resto col sorriso e la felicità di una mamma.
Io e il mio amore siamo convinti che il nostro bimbo ci guardi dal cielo e che aspetti di tornare tra le braccia di sua madre e di suo padre. Tornerà. Come tornerà la serenità in me. Le cose miglioreranno!!! Oggi mio fratello mi ha detto che aspettano un bimbo... diventerò zia!!! Vedo nella felicità degli occhi suoi e di sua moglie, la felicità che avrò anche io quando sarà il momento.
Ieri l'ultimo controllo dopo l'intervento...è andato tutto bene! La vita migliora e va avanti. La vita è bellissima!


Alessia, 24 anni 
ho scoperto di essere in gravidanza a fine agosto, quel giorno e i successivi per circa 1 settimana ho pianto giorno e notte.. la mia decisione l'ho assunta da subito.. sono una studentessa universitaria, mi dovrei laureare in giurisprudenza tra qualche mese e il mio ragazzo, con cui sto insieme da quasi 8 anni, si è appena laureato. Nonostante avessi preso la mia decisione mi sentivo schiacciata dai sensi di colpa per il gesto che volevo fare, ne ho parlato con mia sorella e alcune delle mie più care amiche e tutte a darmi conforto e a sostenermi. La ivg l'ho avuta ieri, ho incontrato delle ragazze che come me hanno affrontato questa dura esperienza.. ci siamo incoraggiate e sostenute soprattutto perché le infermiere non erano proprio gentili con noi. Avevo accanto a me il mio ragazzo e mia sorella. Oggi sto già meglio fisicamente ma soprattutto moralmente. Sento che supererò tutto questo, certo mi rimarrà dentro per sempre ma mi aiuterà ad essere più consapevole dell'importanza di proteggersi a dovere. Ho fatto la scelta giusta, io e il mio ragazzo avremo tempo di costruirci una famiglia e di essere padre e madre. Io consiglio a tutte le ragazze di parlare e di non tenersi tutto dentro, di farsi sostenere anche se poi la scelta finale è sempre la nostra.. forza e non lasciatevi comprimere da giudizi morali e etici, ciò che conta è quello che provate voi...


Nadia
Non ho mai avuto la forza di parlarne perché ho sempre creduto che nessuna parola potesse davvero spiegare quello che ho sentito.
Nel 2004 sono rimasta incinta... avevo solo 18 anni e una famiglia che non sapeva niente delle mie recenti relazioni sentimentali. Ho deciso che non potevo dare un dolore così grande ai miei genitori, ho pensato che non potevo dare niente di valido al mio bambino... ho deciso di abortire. Sono incappata in un ginecologo obiettore di coscienza che dopo avermi dato le dritte necessarie mi ha spedita al consultorio per il certificato di ivg. Mai stata in un posto più triste e malandato di quello. Ho aspettato un mese per l'operazione perché non c'era nessuno che la praticava prima, l'ho fatto in una clinica privata dopo ecografie analisi ed elettrocardiogrammi.. in anestesia totale. L'operazione è stata tranquilla.. ma troppa freddezza attorno alle donne ricoverate.. quasi un velo di cattiveria. Per me la cosa più difficile è stato il dopo.. forse non sono mai riuscita a superarlo veramente. E invece.. dopo due anni mi è ricapitato, stupida io che sono fuggita dalla pillola, stupida io che non so neanche come mi sia potuto accadere, stupida io che dopo tanto dolore ci son capitata di nuovo. Tra la scoperta e l'interruzione son passati solo 10 giorni, ho trovato un medico non obiettore che mi ha aiutata a farlo in un ospedale pubblico il più velocemente possibile. Tutti gli esami son stati fatti lo stesso giorno ed io ho spudoratamente mentito alla domanda : "avuto altri aborti?" . La mia vergogna sarebbe stata troppa. L'intervento è andato bene, le infermiere sembravano una famiglia, in sala operatoria prima dell'effetto anestetico si scherzava e tranquillizzavano le pazienti. Ora sono in terapia post intervento.. ho già fatto le analisi per prendere il cerotto. Niente potrà curarmi dentro. Ma in certi momenti è bello avere accanto persone che ti guardano con comprensione.


Marco
Da qualche giorno la mia compagna ha scoperto di essere incinta e da quel momento la sua unica preoccupazione e di interrompere la gravidanza nel metodo meno traumatico possibile, da lì mi è venuto in mente la famosa pillola che purtroppo in Italia non è ancora in commercio.
Un ospedale di Bologna esegue l’interruzione con la RU486, ma ci hanno detto che non sanno se riescono a reperirla in tempo presso il distributore che si trova in Francia. I tempi sono abbastanza stretti perché attualmente è alla 5 settimana + 2 giorni di gravidanza e dovremmo riuscire a fare il tutto entro il 49 giorno!! Nel frattempo abbiamo già fatto l’ecografia come da richiesta dell’ospedale e speriamo di riuscire domani a fare il certificato di interruzione della gravidanza da un ginecologo così come prescrive la legge italiana! Ora per noi l’unica preoccupazione è di riuscire a reperire la Mifegyne!!

2 giorni più tardi:
Siamo riusciti comunque a fare la prenotazione per l’interruzione di gravidanza con RU486 a Bologna, ma la lentezza della macchina burocratica italiana è vergognosa!!
La pillola dovrebbe servire a rendere meno traumatico il momento dell’interruzione di gravidanza, mentre qui da noi è il contrario!! All’ospedale di Bologna siamo andati con ecografia, certificato di interruzione di gravidanza e test di gravidanza fatti preventivamente da noi, come da loro richiesta, be immaginerà il nostro stupore quando abbiamo scoperto che dovevamo fare nuovamente il tutto anche presso di loro con conseguente visita ginecologica, ecografia, analisi sangue e urine, il tutto in un reparto di maternità dove ci sono donne che aspettano x fare l’amniocentesi piuttosto che una morfologica!! E’ indegno!! Da noi il diritto all’interruzione di gravidanza viene visto come l’espiazione di una pena, devi passare davanti a donne in gravidanza facendo in modo che tu ti senta in colpa x una scelta che solo una donna sa se essere facile o meno. Come se chi decide di interrompere una gravidanza lo facesse a cuor leggero!! Mi deve scusare lo sfogo ma questa mattina ho raggiunto un punto di disgusto che poche altre volte ho provato...
Nel frattempo dobbiamo aspettare che l’ospedale ordini la pillola e che riesca ad arrivare prima del giorno 8 Agosto!!!


Beatrice
Ho 23 anni e circa un mese fa ho fatto un'ivg. Sono una studentessa e sono fidanzata da due anni con una persona meravigliosa che amo e da cui mi sento amata. Ho sempre preso la pillola ma poi ho deciso di interromperla per un po', non so neanche io per quale motivo. Il primo mese di interruzione abbiamo usato solo il coito interrotto come metodo contraccettivo visto che io pensavo che avendo preso la pillola per molti anni, le possibilità di rimanere incinta fossero minori. Non sapevo esattamente il giorno in cui mi sarebbero dovuto venire le mestruazioni ma sentivo che c'era qualcosa di strano. Così una sera ho chiesto al mio compagno di andarmi a comprare un test di gravidanza e l'ho fatto. Il test è risultato subito positivo... ho cominciato a piangere e ad urlare, mentre lui mi guardava in silenzio con le lacrime agli occhi. Ho chiamato un'amica che aveva fatto un'ivg in passato ed ora ha una bellissima bimba di 6 anni e dopo aver parlato un po' con lei ho deciso di parlare anche con mia madre. Avevo paura della sua reazione e sentivo che sarebbe stata un'enorme delusione, ma quando guardando in basso sono riuscita a dirle che ero incinta, lei mi ha abbracciato e abbiamo pianto insieme.
Mia madre ha chiamato il mio ragazzo e abbiamo parlato con lei tutta la notte. Di fronte a me avevo mia madre che mi diceva che qualunque scelta io facessi, lei mi avrebbe appoggiato e la persona che amo che mi diceva praticamente la stessa cosa... In quel momento ho capito che la scelta era mia... solo mia. Ci ho pensato tutta la notte e il giorno dopo ho detto a mia madre e al mio ragazzo che non mi sentivo pronta, che avevo paura... loro hanno capito... ho prenotato una visita e adesso sono qui a raccontare tutto come se fosse una favola triste...
Quali sono state le mie emozioni? Prima la paura era molta anche perché in ospedale non hanno permesso che mia madre stesse vicino a me. Quando l'infermiera al mattino le ha detto che doveva andare via subito io sono scoppiata a piangere. Appena sveglia dopo l'intervento, il medico è entrato per controllare se andava tutto bene e mi ha fatto una carezza - mi ha fatto piacere.
Ora sono qui continuando la mia vita di prima, ma ogni volta che vedo un bambino lo guardo e penso come avrebbe potuto essere il mio... non vedo l'ora di laurearmi per averne uno, anche se so benissimo che tutto questo rimarrà nella mia testa e nel mio cuore per sempre.
Prima dicevo che se mi fosse capitata una cosa così avrei subito abortito, mentre mi sono resa conto che in quel momento non è un pensiero così automatico e ora sento che in parte la mia decisione è stata dovuta forse alla paura di assumermi delle responsabilità. Quindi credo di poter dire a tante altre ragazze che se si ha la responsabilità per fare sesso con qualcuno, bisogna sapere che è possibile per un piccolo errore doversi prendere responsabilità ben più grandi. Quindi state attente!!!!!!!!!!!!! Credo inoltre che quello che voi pubblicate su questo sito dovrebbe diventare un libro.


Sarah
Ho trent'anni e abito in provincia di Varese. L'IVG è avvenuta venerdì scorso il 19 maggio 2006 presso l'ospedale di Varese.
Da 6 anni vivo con il mio compagno, un uomo più grande di me di diversi anni e abbiamo una bimba magnifica di 4 anni. Io attualmente non lavoro, lui lavora qua e là e la nostra relazione da quando è nata la bambina è cambiata. Lui è distante da me, vive solo per la bambina e basta.
Quando ho scoperto di essere incinta non ho detto niente a nessuno e dopo 6 settimane dalla data dell'ultima mestruazione ho fatto il test: come presumevo positivo. All'ottava settimana ho rivelato al mio uomo il fatto, lui non ha detto nulla ed io gli ho annunciato pertanto la mia volontà di abortire.
Dopo altre 2 settimane ho fatto gli esami necessari per l'intervento.
Ero pertanto alla decima settimana e il medico mi disse: l'intervento è urgente si farà domani! E così è stato. Venerdì 19 sono andata in ospedale con il mio compagno; è andato tutto bene. I medici e gli infermieri sono stati un po' freddi.... ma non importa.
Ringrazio la Divisione A dell'Osp. F. Del Ponte di Varese per il buon esito dell'intervento.


Valentina
E' successo nel 2000 e non lo dimenticherò mai...
ero fidanzata, da 2 anni con colui che ormai è un ex, sono rimasta incinta per disattenzione e soprattutto perché non utilizzavamo un mezzo contraccettivo.
L'esperienza è stata abbastanza traumatica, ma non per colpa dell'azienda ospedaliera, perché "io" mi sentivo un'assassina...
mi hanno trattata in maniera dolcissima, e senza farmi mai sentire in colpa, questo mi ha aiutato tantissimo a superare il tutto.
Adesso che ho 26 anni, ho un bimbo di 2, sono cresciuta, il mio senso di colpa si è moltiplicato....non rifarei mai più una cosa del genere...e il mio consiglio è soprattutto quello di usare metodi contraccettivi, per non arrivar a fare quello di cui io mi sono pentita amaramente...


Franca
Ho 26 anni, sono impiegata e stavamo insieme da un anno, un anno travagliato e con molti problemi,,, non riuscivamo ad andare d'accordo,,, come avremmo fatto con un bambino? Il 18 novembre del 2005, è stato il giorno dell'intervento, lo volevo a tutti i costi quell'intervento,,,, ero certa che fosse la cosa più giusta,,, ero alla nona settimana,,,, ho deciso da sola, dopo che il mio fidanzato, alla notizia, mi ha saputo solo dire "pensiamoci bene,,, esiste anche l'aborto,,," come per dire, non siamo del tutto rovinati,,,
Durante il periodo di attesa per l'intervento, non ho voluto più vederlo, perché sottosotto davo la colpa a lui della scelta che stavo facendo; io desideravo un bambino e soprattutto da lui che amavo profondamente; ma purtroppo lui ha molti problemi psicologici che si trascina dall'infanzia, che creano parecchie discussioni spesso anche violente. Quindi ero convinta che la mia scelta era quella giusta e comunque lo penso tuttora quando sono lucida; non avrei potuto mai offrire al mio bambino una famiglia serena e tranquilla; le basi non erano solide, e chi ne avrebbe sofferto maggiormente sarebbe stato lui,,,
Il mio ragazzo per tutto quel periodo, si è reso disponibile ad aiutarmi nella scelta, a darmi il suo conforto, addirittura mi ha anche detto che se avessi scelto di tenerlo, lui mi sarebbe stato sempre accanto,,,, Ma ormai avevo deciso,,, Sono andata all'ospedale, forse senza neanche essere consapevole di quello che stavo facendo,,, ma dovevo farlo,,, assolutamente! Uscita dalla sala operatoria, dopo essermi ripresa dall'anestesia, ho pianto,,, come una bambina,,, ero sola,,,
Dopo l'intervento lui ha insistito perché tornassimo insieme, che ripartissimo da capo, che si sarebbe fatto curare (è consapevole del suo grosso problema); e che mi avrebbe reso felice, e cosi sono tornata con lui,,,; dopo due mesi eravamo nella stessa situazione di prima (liti, gelosie assurde,,,) e ora dopo circa sei mesi sto cercando di troncare definitivamente questa relazione,,, Il problema è che io lo amo tantissimo, ma purtroppo tra di noi non funziona.
Sono convinta che la scelta è stata giusta, ma mi chiedo spesso: se il mio bambino avrebbe potuto parlare, che cosa avrebbe detto, che cosa avrebbe pensato di me? Avrei potuto crescerlo anche senza il padre, con enormi sacrifici ovviamente perché non ho una posizione economica agiata,,, il rimorso mi logora,,,, ho paura che Dio mi punirà e che magari non mi darà più la possibilità di avere altri figli,,, Anche se la mia decisione è stata dettata da pesanti problemi di coppia ,,, Forse il mio bambino mi protegge da lassù,,, e mi perdona,,,


Luisa,
24 anni, ma quando ho scoperto di essere incinta ne avevo appena 19. Tutto è iniziato con un ritardo di circa 1 settimana... non sapevo come gestire la situazione, così feci un test a casa di un'amica che inizialmente uscì negativo... poi dopo un po' positivo. La cosa mi diede molto a pensare e così prenotai subito la visita dal ginecologo accompagnata dalla stessa amica. Prima di entrare in quella stanza e scoprire la verità, il mio stato d'animo era fortemente turbato da ansia, timore... fino a quando il ginecologo con in volto un sorriso mi dice: SIGNORINA LEI E' INCINTA! Dopo aver parlato un po' con lui e spiegandomi eventualmente le procedure dell'aborto esco fuori immersa in una valle di lacrime senza avere il coraggio di dire la verità al mio fidanzato, una storia di 4 anni, ma in quel momento in crisi, ma le sue chiamate bombardavano il mio telefonino e così gli dissi tutto... che ero in attesa di un figlio nostro... lui pieno di paure ma contento... io forse più fredda ad affrontare la situazione decisi per l'aborto e nessuno riuscì a farmi cambiare idea: fidanzato, amiche... Lui mi è stato vicinissimo e il giorno dell'intervento fu lui e un'altra mia amica ad accompagnarmi. In ospedale ho avuto un'esperienza bruttissima... ricordo tutto e niente... non ricordo neanche l'anestesia ne locale, ne totale, è possibile un intervento al crudo? I medici sono stati le persone più spregevoli che abbia mai conosciuto... mi hanno riempito di offese e accuse con le solite frasi... TI È PIACIUTO, POTEVI PENSARCI PRIMA. Son passati 4 anni dall'intervento e l'unica cosa che mi è rimasta un immenso vuoto e rabbia nel non aver saputo prendermi le mie responsabilità. La cosa bella che mi è rimasta il "mio fidanzato", non mi ha mai lasciato da sola e cerca di starmi vicino nei mie momenti di delirio.
Rimpiango di non aver conosciuto prima questo sito, forse delle cose potevano cambiare o forse no! Ora sto pensando di scrivere un libro su tale problematica... cercando di dare un aiuto a chi è ancora in tempo di scegliere.


Kira
La mia IVG è stata il 10 agosto 2005.... ho 21 anni, una storia un po' particolare, mi sono fidanzata con il mio attuale ragazzo e prossimo marito il 9 agosto 2004. Dopo 3 mesi che stavamo insieme abbiamo provato ad avere un bambino perché c'erano le possibilità e perché eravamo molto innamorati, abbiamo provato per 3 mesi ma niente, poi lui ha perso il lavoro e per evitare di crescere un figlio senza nulla ho cominciato a prendere la pillola che per motivi di salute ho dovuto interrompere a giugno 2005.
Da quel momento abbiamo avuto rapporti sempre protetti, ma il destino ha voluto che all'incirca il 30 giugno io sia rimasta incinta... per 1 mese e mezzo circa tutto bene, non potevo mai pensare di essere rimasta incinta perché comunque eravamo stati attenti. Ma purtroppo il mio seno era sempre più dolente, e le nausee la mattina sempre più frequenti, effettuato il test risultato positivo...
Dopo averne discusso con il mio ragazzo abbiamo deciso che l'ivg era la scelta giusta.... sono andata dalla mia ginecologa che mi ha consigliato l'ospedale S. Camillo di Roma... il personale dell'ospedale fantastico, bravissimi dal medico all'infermiera, alla portantina... veramente, ti fanno sentire a tuo agio... (c'è anche da dire che io ho pagato tutto dalla prima visita, alle analisi, cioè ho speso 600 euro).
Io ho vissuto serenamente questa situazione, io e il mio ragazzo ancora siamo insieme, ci sposeremo tra un anno, siamo felici e vogliamo dei bambini, ma li vogliamo far vivere sereni in una vera famiglia senza fargli mancare nulla. Per cui, ragazze, non vi sentite in colpa, purtroppo il mondo di oggi non ci permette di fare sbagli ma ci permette di risolverli....


Vera
Scrivo la mia storia perché spero possa essere d'aiuto a donne che come me dovranno presto sottoporsi a questo intervento.
La decisione è stata presa presto anche se duramente.
Quando feci il test già conoscevo l'esito, anche se il ciclo tardava di pochi giorni, sentivo il mio corpo diverso il seno mi si era gonfiato e a dire il vero dentro di me sentivo di aspettare un bambino.
Avuta la conferma dal test di gravidanza (quelli che si comprano in tutte le farmacie) ho preso subito provvedimenti, sono andata in un consultorio, dove ho raccolto tutte le informazioni e i suggerimenti per fare ciò che per me era necessario.
Ho deciso di non parlarne con il mio compagno per tutta una serie di motivi, lui è sposato e so che non vorrebbe un bambino da me, inoltre io sono troppo giovane e non ho le possibilità economiche necessarie per decidere di portare avanti una gravidanza.
Sono figlia non desiderata, nata per strane circostanze, e per tutta la vita mi sono sentita rinfacciare da mia madre tutto ciò che non è riuscita a fare a causa della nascita di me e mio fratello, così sin da piccola ho sempre pensato che non avrei mai fatto il suo stesso errore e per questo ho maturato questa scelta.
Non mi sento un'assassina, anche se le mie amiche non condividono la mia scelta, non mi sento un mostro che sta per compiere un infanticidio, ma mi sento una persona che ad un certo punto ha dovuto riflettere e magari pensare più al futuro che all'entusiasmo del presente.
Un figlio è responsabilità, sacrificio, pazienza ma soprattutto un figlio non puoi tirarlo su se non puoi assicurargli nulla.
Troverete medici che vi tratteranno con sufficienza e vi guarderanno con sdegno, a me è successo, ma non chinate mai il capo, perché siete voi le artefici del vostro destino e non permettete mai a nessuno di giudicare ciò che solo voi potete decidere.
in bocca al lupo!


Francesca
Ho 28 anni, la mia IVG è avvenuta il 20 aprile 2006. Sono fidanzata da 4 anni e conviviamo da 3...il mio lavoro forse mi permetteva di tenere questo bambino ma purtroppo lui non ha ancora un lavoro fisso. Io ho già un bimbo di 8 anni e per me prendere questa decisione è stata davvero straziante... È stata una gravidanza inaspettata, il fallimento di DUE anticoncezionali!! Siamo sempre stati attenti, io prendevo la pillola fino a 4 mesi fà poi l'ho interrotta perché mi faceva stare malissimo e così ho ripreso ad usare il Persona (che avevo già provato per quasi 1 anno). Nei periodi di rischio abbiamo sempre usato il preservativo....e allora? Ma come ha potuto succedere?? Il 14 marzo un camion mi ha tamponato più volte e nell'urto ho preso una forte testata.
Recatami al pronto soccorso prima di farmi la TAC mi hanno chiesto per ben 3 volte se fossi incinta... ovviamente la mia risposta fu per ben 3 volte NEGATIVA. Ma come potevo immaginare di esserlo? Il 25 marzo, dopo 4 giorni di ritardo e un forte dubbio ho fatto il test... Positivo. Ho rimesso il test nell'astuccio e l'ho nascosto al mio fidanzato perché sapevo già quale sarebbe stata la sua reazione. Lui fin dall'inizio mi ha sempre detto di non voler figli... Alla fine ho deciso che l'errore non era mio, e se per questo non era neanche un ERRORE si chiama FIGLIO, gli ho detto del test. Ovviamente il panico più totale, per giorni mi continuava a ripetere che non lo voleva, che non sarebbe mai stato un padre come avrei voluto e poi è arrivato il cambiamento nei miei confronti... "Non ti vedo più come prima, potresti diventare una routine..." Io ero determinata ad andare avanti, non potevo tornare indietro perché lui non "ERA PRONTO", ... Una decisione o l'altra bisogna pur prenderla e comunque tutte e due cambiano la nostra vita per sempre... e la testa gira,la nausea sempre più forte...
Alla fine ho deciso con la mia testa, ho deciso che questo bambino non avrebbe avuto una famiglia come ho sempre desiderato (non l'ho mai avuta neanche io, nata per ERRORE), ho deciso di fare l'IVG. Ho fissato l'appuntamento con il ginecologo per gli esami e a distanza di 1 settimana ho fatto tutto. Devo essere sincera, sono stata trattata bene, dal prelievo alla visita di controllo prima della dimissione e per questo ringrazio l'Ospedale S. Martino di Genova.
Non condanno lui per la mia decisione...Abbiamo affrontato tutto insieme, lui è sempre stato al mio fianco e ci siamo promessi che entro due anni porteremo avanti la prossima gravidanza.


Sonia, 23 anni
Ho subito un intervento di IVG il 1° Marzo 2006. Io e il mio ragazzo abbiamo preso questa decisione insieme, sono stata malissimo, ho versato fiumi di lacrime assalita dal dubbio se stavo facendo o meno la cosa giusta. La gravidanza fu una sorpresa, non ero preparata, avevo una paura tremenda, non sapevamo che fare.. Prima di sapere di essere incinta avevo assunto diversi tipi di farmaci tra antinfiammatori e altro per curarmi da piccole cose a cui sono stata esposta. Poi la notizia. Sapevo che è nel primo trimestre che si forma il feto e molto probabilmente lo avevo danneggiato e lo avrei potuto scoprire solo al 5° mese o addirittura post parto. Il 70% della scelta di interrompere va attribuita a questo fatto, il resto alla mia situazione sentimentale, io e il mio ragazzo avremmo dovuto andare a convivere e non so se realmente era quello che volevo.
Nulla da dire a personale sanitario, professionale e umanamente perfetto, sia in reparto che in sala operatoria. Mia madre e mio padre sono sempre stati con me. Penso tutti i giorni al mio bambino e mi chiedo.. chissà come sarebbe stato..
Sono comunque felice di aver avuto la libertà di poter decidere se diventare madre o meno, e ringrazio questo sito per il sostegno che dà a tutte le donne come me.


Rossella
La mia IVG è avvenuta il 14 giugno 2004 e come vedete sono ancora qui a parlarne...........
La mia condizione economica era decente, lavoravo già da quattro anni presso un ente pubblico rivestendo un ottima posizione, nel frattempo ero ancora iscritta all'università.
Sono rimasta incinta avendo rapporti non protetti con un ragazzo che oltretutto frequentavo da pochissimo tempo, studente anche lui e p.r. nelle discoteche più IN della città. Secondo lui io non dovevo considerarmi come una sua fidanzata e nonostante questo ho continuato ad avere rapporti con questo soggetto.
Rimasi incinta quando ritornai da un viaggio a Cuba fatto con le mie amiche. Me ne resi conto dopo tre mesi di gestazione perché continuai ad avere delle perdite il che mi fece solo pensare a delle mestruazioni irregolari .
L' 8 giugno 2004 feci il test in un bagno dell'università, appena lessi il risultato scappai a casa sua per farlo una seconda volta con lui, ne ebbi la conferma. A quel punto mi disse "NON PREOCCCUPARTI".
Parlandone con una mia collega mi aiutò a fissare una visita ginecologica, li ebbi la sorpresa di essere incinta da parecchie settimane; il giorno dopo feci l'ecografia, la mia immaginazione galoppava immaginandomi con il mio bambino in spalle in giro per il mondo. Il "padre" del bambino non volle saperne niente, quindi credendo in un futuro migliore per me e pensando di non essere in grado di far crescere un figlio senza un papà decisi di abortire.
Il mio ginecologo fu molto gentile e capì che per me era una scelta dolorosa. Senza nessun problema prenotai la data e dopo pochi giorni ero chiusa in una stanzetta asettica insieme ad altre donne impaurite che aspettavano. L' intervento è stato per me traumatico non per il dolore ma per il comportamento degli infermieri e medici che avevo di fronte a me poco prima di addormentarmi. Uno dei due medici mi disse: "da domani potrai continuare a divertirti". Ricordo anche l'indelicatezza delle infermiere. Mi sono sentita solo un numero.
Dopo un po' di giorni sono tornata alla visita di controllo e con il mio ginecologo mi sono sentita a mio agio.
Non potrò mai dimenticare i giorni dopo l'interruzione, mi sembrava d'impazzire, i miei genitori non ne sapevano nulla e mi sono trovata ad affrontare tutto da sola, anche il giorno stesso dell'intervento lui non era neanche venuto a prendermi ! Si era solo assicurato che alle sette del mattino io entrassi in ospedale e dopo mai più visto....
Ancora adesso non passa giorno che io non pensi a ciò che ho fatto, mi sento sola, devo ammettere che per me è stata una scelta difficilissima e prima di allora non avrei mai pensato di farlo. La mia speranza rimane in un futuro migliore e in un uomo che sappia affrontare la vita con me. Ho abortito perché credo nella figura della mamma e del papà, figure che creano un bambino e devono continuare a farlo crescere il più spensierato possibile.


Elisabetta
Ho quasi 26 anni e da venerdì scorso ho scoperto di essere incinta. Il mio compagno abita in un'altra città e io abito insieme a degli amici. Io e il mio compagno abbiamo deciso per l'interruzione di gravidanza dopo aver valutato, soppesato, pianto e riso insieme per cercare di affrontare la situazione nel modo più sereno possibile.
Ma appena è tornato a casa io sono rimasta sola, con l'ecografia in mano e quella "cosa" grande 1 cm davanti ai miei occhi. Mi sono venuti mille dubbi... la consapevolezza di essere incinta è qualcosa di speciale... e le sensazioni che ho avuto io e che ho tuttora non riesco a esprimerle a parole, ma le vivo intensamente dentro di me...
Tutti i dolori che ho li amo... e sono la cosa che mi mancherà di più quando tutto ormai sarà fatto. Oggi andrò in consultorio a decidere per la data fatidica... voglio passi tutto in fretta, perché credo che parte di me se ne andrà quel giorno....
Ma la cosa a cui tengo di più dopo l'operazione è fare volontariato con le ragazze/donne che si trovano in difficoltà nella scelta... vorrei essere un sostegno e un buon esempio per decidere in tranquillità ma soprattutto in consapevolezza.


Roberta
Ho 25 anni, 3 anni fa, ho scoperto di essere incinta. Il mio ragazzo ne aveva 21 e stavamo insieme da 4 anni, io ero al secondo anno di università e lui lavorava nella sua azienda. Eravamo entrambi abbastanza incoscienti in tema di rapporti "sicuri", diceva di essere "sicuro di lui" e così il più delle volte avevamo rapporti non protetti... ci è andata male! Dopo 2 mesi di ritardo feci il test (aspettai così tanto perché non pensavo mai di poter essere incinta!). Il mio fidanzato non mi ha lasciata sola un attimo ed ha affrontato la cosa con una maturità che non mi sarei mai aspettata. Mi ha lasciata libera di scegliere ed è stato d'accordo con me dal primo momento sull'ivg.
La mia famiglia non avrebbe mai accettato una cosa del genere, non ne parliamo se la cosa fosse stata resa pubblica, me l'avrebbero fatto pesare per tutto il resto della mia vita, soprattutto per la vergogna che avrei portato nella famiglia. Una famiglia molto legata alle tradizioni (tanto che credevano che non avrei dovuto avere rapporti prima del matrimonio, non importava a che età o dopo quanti anni di fidanzamento).
Ma al di là di questi problemi non potevamo avere questo bambino, avevamo tante cose da fare, io concludere gli studi e trovare un lavoro, lui consolidarsi col suo. Non sapevo a chi rivolgermi nè dove nè come si effettuava un'ivg. Cominciammo a cercare "posti" in cui avrebbero potuto darci maggiori informazioni, in un consultorio dissero al mio fidanzato di andare all'ospedale più vicino ma, come soluzione gli prospettarono anche quella di tenere il bambino. In ospedale una dottoressa mi praticò l'ecografia ma, essendo obiettore, cercò di convincermi a tenere il bambino. Il dottore che praticò l'ivg, l'unico nell'ospedale che lo faceva, mi firmò il certificato al costo di 130euro, non volendo io chiederlo al medico di famiglia; più altri 130euro per la visita di controllo dopo 20 giorni nel suo studio. A parte questo fù abbastanza gentile contrariamente come l'aveva descritto la collega obiettore (forse per intimorirmi), mi spiegò la procedura dell'intervento e mi rassicurò. Feci tutti gli esami e dopo 8 giorni ci fù l'intervento, in anestesia totale. Dopo poche ore tornai a casa. Dopo 2 mesi ebbi delle fortissime emorragie, dovute probabilmente al fatto che l'aspirazione non era completa. Solo nel ginecologo che ha praticato l'ivg e nell'anestesista ho riscontrato un atteggiamento comprensivo, non posso dire lo stesso per altri ginecologi incontrati in ospedale, per non parlare delle infermiere dimostrandosi insensibili e poco professionali.
Da allora sono passati 4 anni e dentro di me c'è una tristezza che credo di poter colmare solo quando potrò rimediare agli errori passati stringendo tra le braccia, insieme alla persona che amo (la stessa di allora) quel bambino che non abbiamo potuto e voluto avere perché arrivato (per un nostro errore) in un momento sbagliato. Fra pochi mesi mi laureo e spero di poter presto pianificare con la persona che in questi lunghi 7 anni, nelle difficoltà più grandi è sempre stata al mio fianco, la nostra tanto desiderata vita insieme. Non sono pentita di quello che ho fatto ma questo non vuol dire che ne sono fiera.
Se potete, fate qualcosa in modo che ragazze in difficoltà possano trovare nelle strutture competenti persone in grado e disposte ad aiutarle e a darle quello di cui hanno veramente bisogno (certamente non di inutili e obsoleti pregiudizi!).


Samira
Sono una mamma di due bimbi meravigliosi avuti da un marito che amo. Ho sempre desiderato avere tanti figli, ma le due gravidanze sono state terribili. Stavo sempre male, vomitavo giorno e notte fino al giorno del parto entrambi cesari. Rimasta di nuovo incinta non sono riuscita ad accettare questo malessere continuo, che i ginecologi interpellati non sapevano risolvere, anche il Plasil era inefficace. Così ho deciso di abortire aiutata da una struttura ospedaliera che non mi ha chiesto di rivolgermi al consultorio, ma dopo le analisi di rito mi ha sottoposto all'intervento da me richiesto. Il servizio medico è stato davvero bravo, non ho avuto nessun problema dopo l'intervento, solo ora che sto bene non riesco ad accettare quello che ho fatto. Vorrei tanto aver altri figli, ma so che cadrei di nuovo in quella condizione insopportabile...


Viola3
ho 30 anni e il 14 ottobre presso l’Ospedale de L’Aquila ho praticato l’IVG.
Ho sempre pensato che, qualora mi fosse capitato, non sarei mai ricorsa a tanto, e invece, una volta fatto il test e scoperto di essere incinta, sono caduta nella disperazione più profonda ed in un prostrante stato depressivo.
In fondo l’età è quella giusta, io e il mio fidanzato stiamo costruendo la casa dove andremo ad abitare appena possibile e il desiderio di avere una famiglia c’è, eppure quando l’ho saputo la mia vita si è fermata. Lavoro ma il mio impiego, particolarissimo, non mi garantisce ancora del tutto l’indipendenza economica e mentale per andare via di casa. Certo i miei sarebbero stati assolutamente comprensivi eppure io non ho avuto la forza.
Il mio fidanzato, era un po' sorpreso ma felicissimo: mi ha supplicato di tenerlo ma io non ce l’ho fatta. Di certo lui ha la sua parte di responsabilità visto che, a 37 anni, era ancora convinto che bastasse eiaculare fuori. Questo gli causa un enorme, inconsolabile senso di colpa.
Il mio amico ginecologo è stato molto comprensivo e, pur essendo obiettore, mi ha spiegato tutto cercando di tranquillizzarmi e mi ha fissato l’appuntamento per il colloquio presso l’Ospedale de L’Aquila. Dopo aver fatto tutti gli esami e preso appuntamento (dopo 15 giorni perché le interruzioni avvengono solo il venerdì e per quello successivo al colloquio non c’era posto) mi sono recata la mattina stessa in Ospedale e ricoverata in regime di day hospital.
I medici (anche obiettori) e il personale sono stati amorevoli e gentilissimi, il mio fidanzato mi ha stretto la mano fino al momento di entrare in sala operatoria. Non è stato doloroso, visto che mi hanno fatto l’anestesia generale, ma mentre ero distesa sul lettino, le gambe legate sulle staffe mi è venuto un nodo alla gola pensando a quel che avevo richiesto.
Eppure lo rifarei altre 1000 volte perché il senso di angoscia e di disperazione provato durante quei giorni tremendi è un ricordo ancora vivo e quanto mai opprimente. Mi ricordo le notti passata sveglia tra i singhiozzi, le giornate con lo sguardo fisso nel vuoto e la preghiera fatta la notte prima dell’intervento in cui chiedevo al Signore di non farmi risvegliare dal sonno dell’anestesia.
perché non è vero che si fa questa scelta a cuor leggero e non auguro a nessuno di provare quelle sensazioni, di affrontare una scelta così drammatica ed il cui ricordo credo non mi lascerà mai. Probabilmente molto traumatica è anche la modalità dell’intervento: mentre ero dentro vedevo gli infermieri preparare gli strumenti necessari. Senz’altro avrei optato per il metodo farmacologico...


Viola2
Ho 28 anni e il 15 febbraio2005 ho fatto un ivg... ci piango ancora... vorrei chiedere se è possibile uscirne e se si può perdonarsi per una scelta che, nonostante il dolore che mi logora ancora, ritengo comunque sia stata giusta fare in quel momento... Era un anno che frequentavo un uomo separato (da 2 anni) con 3 figli ma con una moglie sempre presente che aveva fortemente voluto la separazione perché aveva un altro uomo. Appena lei seppe che il marito stava vedendo un'altra, dopo un anno di contatti formali solo per organizzare gli incontri con i figli, lei è tornata di botto nella vita del marito facendogli credere un ipotetico riavvicinamento e naturalmente utilizzava i figli per avvicinarlo facendolo anche sentire in colpa per una 'possibile' mancanza che poteva apportare ai figli... insomma, sono rimasta incinta dopo notti di travolgente amore e quando glielo comunicai la prima cosa che lui mi disse fu: 'sono contento di condividere con te questa cosa'...
Io ero terrorizzata dall'idea di doverlo fare ma sapevo cosa avrei fatto gia da quando mi tardavano le mestruazioni. A mia madre non l'ho potuto dire, figuriamoci dirlo a mio padre. Il mio lavoro mi fa guadagnare 550 € e avevo intenzione anche di riprendere l'università interrotta per motivi economici... Ma i motivi che mi hanno portato a farlo sono stati la consapevolezza che non poteva avere suo padre vicino perché tormentato da un rapporto precedente, la paura di non potergli dare la stabilità economica per fargli fare una vita dignitosa, la paura che la moglie me lo annientasse con la sua arroganza e potenza psicologica che aveva sul marito e la paura da parte mia di non essere in grado di poterlo proteggere da tutto questo e da tutto quello che ne sarebbe venuto.. Ho fatto tutto di nascosto e da sola, e il non poterlo dire a mia madre è lacerante perché vorrei proprio essere avvolta dal suo abbraccio rassicurante.
Quel giorno mi accompagnò un'amica adulta e comprensiva, medici e infermiere furono gentili forse capirono.. boh.. lui mi bombardò di telefonate, fu carino, poi dopo qualche mese voleva lasciarmi e io non gliel'ho permesso, ora lui dice che da maggio potrà muoversi diversamente con me, ma nel frattempo sono 5 o 6 mesi che il suo umore sale e scende in base agli scontri/incontri che ha con la quasi ex moglie, ancora non ha la forza, dopo tutto quello che è successo sia con me che con lei, di farsi rispettare e mettere dei paletti nel loro 'rapporto'.


Vera
La IVG è avvenuta il 29 Dicembre, non so spiegarmi ancora adesso come sia successo, quando l'ho saputo sono caduta in un profondo stato di depressione. Sia io che il mio ragazzo eravamo d'accordo, lui mi è stato vicino fino alla fine e ora più che prima sono davvero felice di aver preso questa scelta. Scelta sicuramente molto difficile e sofferta, ma non ci sentivamo davvero pronti ad affrontare una responsabilità così forte. Voglio volerlo un figlio, voglio amarlo più di me stessa e questo sicuramente non era il momento adatto. Sono sempre stata contro questa decisione, fino a quando non è successo a me. Mi è servito molto prima dell'intervento leggere queste testimonianze e vi ringrazio. Ora posso dire che mi sento bene e non mi trovo pentita. Ragazze, non sentitelo un obbligo accettare un figlio...


Marianna
l'IVG avverrà il 25/01/2006.
Storie di donne senza coraggio, così intitolerei questo pezzo. Il coraggio che mi manca per fare la cosa giusta. “Un rapporto non si costruisce con un bambino di mezzo, prima si costruisce un rapporto e poi ci si mette il bambino di mezzo”. Parole sante direi!!! Se non fosse che fino al bambino ci si è arrivati in piena coscienza, e dopo ci si è profondamente spaventati!!!! Che allucinazione, che disperazione, che angoscia …. che senso di impotenza, che mancanza di coraggio. Non sono capace di convincere il mio uomo a prendersi la responsabilità di questo bambino. Non ho voglia di coccolarlo e di spingerlo, perché a mia volta cerco chi mi coccola e mi spinge, perché sono stata incosciente quanto lui e adesso però più di lui pago per la scelta che mi appresto a fare, perché l’aborto farà più male a me che a lui.
Di dover amare un uomo che amo e odio contemporaneamente, di dover rinunciare ai miei sogni e per di più non avere nessun sogno da coltivare se non quello di fare funzionare una famiglia composta da un uomo che prima mi regala un anello di fidanzamento e poi non si vuole più fidanzare, prima dice che cerca un input per fare una vita insieme a me e che quest’input è costituito dal concepimento di un bambino, poi giunti al concepimento dice che non ce la fa, che prevale il non ce la fa per 52 a 48 per cento.
Io sono fortemente combattuta sul se costringerlo (e nemmeno so se ne sono capace) o assecondarlo, e così mi ritrovo a fare i conti con te, che sei nella mia pancia. Non posso nascondere di aver provato rabbia quando ho saputo che eri lì, perché mai in nessun momento peggiore avresti potuto arrivare. Stavamo sfasciando bene bene il nostro rapporto io e tuo padre. C’eravamo quasi riusciti, mancava giusto un altro po’ di tempo, ma veramente poco tempo.
E’ per questo che non nascerai, perché sarebbe un disastro, perché io ho già un altro figlio, perché tuo padre non ha il coraggio di fare un possibile sbaglio, perché tua madre lo sbaglio lo farebbe spinta dall’istinto materno e da un padre più coraggioso, ma sarebbe pur sempre uno sbaglio.


Monica
Abbiamo desiderato il nostro bambino con tutte le nostre forze, ma una grave malformazione incompatibile con la vita ci ha spinti verso la scelta che eccellenti dottori ritenevano esser quella giusta. Aborto terapeutico, io quel angelo lo volevo, ma per il Signore non era il momento. Forse ho peccato più di chi si sottopone all'aborto volontario, ma nessuno è in grado di capire e giudicare le scelte altrui. Mettere fine ad una nuova vita, non è semplice, lascia comunque l'amaro in bocca e un vuoto nel cuore.
Il peggio sono gli sguardi resi dal personale medico e paramedico. Nessuna comprensione per chi come me non ha avuto il coraggio di assistere alla morte del suo bambino semmai la gravidanza fosse giunta al termine. È a quelle persone che mi hanno guardato con disprezzo che dico: io non vi auguro, mai, di provare questo dolore. La serenità è un miraggio lontano.


Mara
Sono una donna di 30 anni, madre di due figli, sono alla 5 settimana di gravidanza. Non porterò a termine questa gravidanza, soffro tremendamente per questa scelta ma purtroppo questo figlio nascerebbe da un rapporto che non ho avuto con mio marito. Nonostante abbia usato il preservativo (si è rotto) e nonostante abbia preso Norlevo, la pillola del giorno dopo, immediatamente, eccomi lì, 4 settimane dopo, incredula davanti al test di gravidanza positivo.. Dopo aver chiesto al mio ginecologo la procedura ho preso appuntamento al consultorio.. ce l'ho fra 10 giorni... dopo di che dovranno passarne altri 7 prima dell'intervento e poi sarò ancora lì ad aspettare... E IO INTANTO STO MORENDO DENTRO E I RIMORSI MI STANNO DISTRUGGENDO... è la cosa migliore da fare.. ne sono certa.. ma sono madre... e io non riesco più a donare un sorriso ai miei figli.. l'errore l'ho commesso io... sono sommersa da rimorsi e la tempistica è enorme.. c'ho qualcosa che cresce dentro di me.. e non la voglio e non l'avrò, ma è questo senso di colpa che non se ne va.. e non posso dirlo a nessuno, perché ciò che ho fatto fa schifo! sono sola.. NON SO A CHI PARLARNE, e ho due figli e un compagno, nascondere il tutto ancora per così tanto tempo.. è difficile.


Milena
Mercoledì 7 dicembre 2005 ho abortito e questa esperienza era molto dolorosa. Ho 40 anni, separata da due, con due figlie una di 14 e l'altra di 6 anni. Mi sono separata perché ero innamorata di una persona "speciale" la quale pochi giorni prima di scoprire che aspettavo un figlio aveva deciso che il nostro rapporto non aveva futuro.. Lui divorziato e con un figlio adottato, perché dopo essersi sottoposto alla chemioterapia il suo livello di fertilità era molto basso.. Ho sperato che la scoperta di questa paternità potesse fargli riscoprire il nostro rapporto, ho trovato una porta chiusa.. Ho preteso che lui mi stessa vicino sino alla fine e così è stato, mi ha accompagnata al consultorio di Lecco, era presente al colloquio con la psicologa e alla visita con il ginecologo che mi hanno fissato l'appuntamento presso l'ospedale di Lecco per la settimana successiva. A differenza di quanto mi aspettassi ho trovato personale molto attento e discreto. Ora che tutto è finito continuo a pensare al mio bambino, anche se lui adesso non c'è più, a quanto avrei voluto vederlo nascere, crescere, a quanto lo avrei amato.. Concretamente non potevo prendere questa decisione affrontando da sola tutti i problemi che ci sarebbero stati, forse però ce l'avrei fatta lo stesso..


Ylenia
ho quasi 19 anni e ho prenotato l'IVG il 15 settembre... ero fidanzata da ormai tre anni con Christian. Tra noi tutto andava bene.. frequentavamo lo stesso liceo e ci siamo diplomati con ottimi voti! Eravamo molto preparati sulle precauzioni e tutto ciò che riguarda il sesso, ma il 27 agosto mi sono resa conto che in realtà non era così. Ero a casa di una mia amica quando feci il test di gravidanza, perché avevo un ritardo di 9 giorni.. erano le 7 di sera quando la mia amica mi dice che il test risultava positivo! Aspettavo un bambino! non sapevo cosa fare, che dire. Caddi in un profondo stato di ansia e mi domandavo perché il mio ragazzo avesse potuto farmi una cosa del genere, lui che era sempre stato così attento! La mia amica mi consigliò di parlarne con lui e quando glielo dissi, le sue poche parole mi fecero male! Consultai subito la mia ginecologa, che fu molto professionale e diede una risposta a tutte le mie domande. Il 15 settembre, all'insaputa dei miei genitori, mi ricoverai e interruppi la mia gravidanza.
Io non ero pronta assolutamente ad avere un bambino a 18 anni, nè tantomeno lo erano i miei genitori! Alla clinica sono stati tutti molto gentili e attenti con me e anche con le altre due ragazze che dividevano la stanza con me. Mi hanno aiutato molto a fare questo grande passo. Devo dire che nei giorni seguenti non sono stata bene, sia psicologicamente che fisicamente, mi sentivo un po' stordita e pensavo se davvero avevo fatto la cosa giusta...
Diventare madre è un sentimento forte, che ti cambia la vita, soprattutto a 18 anni! Attualmente non sono più fidanzata con Christian e devo dire che questo è un bene, perché ho capito che persona è lui e come mi ha condizionata in questi anni che siamo stati insieme, anche se mi amava moltissimo! Voglio solo ringraziare la mia amica Tania che mi ha sostenuta in questi mesi e che mi è stata vicina nei giorni che sono stata in clinica a Milano, dove studio all'università. Volevo dire invece a tutte le ragazze che si sono trovate nella mia stessa situazione, di non scoraggiarsi e di andare avanti e di pensare bene alla scelta da fare. FORZA DONNE...


Flora
Ho 24 anni. Il 19 luglio ho scoperto di essere incinta. Non ci credevo ai miei occhi quando l'ho scoperto!! Era un pomeriggio caldo, fuori c'erano circa 35°. Ho cominciato a tremare, ero agitata, poi ho fatto un altro test, ma ero incinta, non c'era nessun dubbio. La sera decido di dirlo ai miei, mio padre l'ha presa malissimo, anche mia madre. Mia sorella è stata l'unica a capirmi, il mio ragazzo era fuori per lavoro, non gli ho detto niente e non glielo dirò mai... in quel momento non mi sentivo di tenere il bambino, so che lui mi avrebbe detto di tenerlo. Il giorno dopo decido di andare dal ginecologo per consigliarmi e vedere come era la procedura dell'aborto. Poi mi fa l'ecografia, vedere quell'esserino piccolo dentro di me ha fatto scattare in me qualcosa tanto che lo stesso giorno ho detto al dottore che non mi sentivo pronta. Lui mi ha detto che dovevo prendere una decisione. Passo tutta la notte a piangere, poi pensavo che non era il momento giusto, il dolore dei miei! insomma in quei giorni vedevo tutto nero e ho deciso di abortire. Ricordo tutto come se fosse ieri, quella sala operatoria, i dottori gentili. Ma il dolore che porterò dentro per tutta la vita è qualcosa di inspiegabile. Quando vedo delle donne con il pancione mi viene un magone allo stomaco. Io adesso dopo 6 mesi mi rendo conto di aver fatto uno sbaglio, lascia un vuoto dentro. Vorrei dire a tutte le donne che ci pensano bene veramente e sopratutto consiglio a tutte le coppie di usare le giuste precauzioni per evitare tutto ciò.


Serena
Il 12 novembre mi sono accorta di essere incinta. ho già un bimbo di 2 anni e mezzo e, per ora, non desideravo averne altri. Ho deciso così di interrompere la gravidanza. Ieri, 28 novembre, ho fatto l'IVG e ora mi ritengo contenta. Ho trovato medici e infermieri gentilissimi, sia con me che con tutte le altre ragazze che avevano intenzione di interrompere la gravidanza. Perciò non avete paura di fare questo passo. Se non siete pronte ad accogliere un figlio, aspettate.


Mirta
Ho 38 anni, vivo con la persona che amo e che ho scelto come compagno di vita da quasi 8 mesi.
All'inizio di Novembre ho scoperto di essere incinta. Il mio compagno, che ha già due figli, ha detto di non essere in grado di averne un terzo, di non farcela emotivamente.
Ero e sono ancora convinta, che un figlio, anche se non voluto, è il frutto dell'amore di due persone, è un dono della Vita, ma non me la sono sentita di tenerlo quando ho visto la reazione di lui.
Mi sono sentita rifiutata nel mio intimo, ho sentito il totale rifiuto per il mio bambino e ho deciso di assecondarlo e di abortire. Mi sono rivolta ad un ospedale vicino per l'IVG farmacologica. Ho assunto le pillole abortive RU486 il 22 novembre e due giorni dopo sono tornata per la seconda assunzione. Purtroppo con l'ecografia il ginecologo ha visto che l'embrione non era ancora espulso (ci sono il 3% delle possibilità che questo accada) e ho dovuto fare anche l'aborto chirurgico.
Il mio compagno è stato con me in tutto, ma purtroppo quello che ho fatto mi pesa. Io volevo tenerlo questo bambino, ma non volevo mettere lui di fronte ad una scelta obbligata.
Purtroppo però adesso dentro di me lo giudico per non averlo voluto tenere, non riesco ad essere serena. Ho paura che questa situazione pregiudichi il nostro rapporto.


Viola
Avevo solo 14 anni.. ho sempre usato contraccettivi, è stata solo sfortuna. Ero innamorata, lui era innamorato, ma non ero pronta e non lo sarei ancora adesso. Mi sono chiesta: come potrei fare da mamma quando io ho ancora bisogno della mia? E così ho abortito, sola. Il mio ragazzo era più spaventato di me, ma mia madre mi è stata molto vicino, senza giudicare e senza criticare. Non posso dire la stessa cosa di medici e infermieri che mi guardavano come fossi un'aliena. Dopo l'intervento mi sentivo uno schifo. Non è stata una scelta, ma un obbligo, non sarei stata in grado di allevare un bambino. Penso di avere fatto la cosa giusta ma è stata dura superare tutto da sola e la cosa peggiore è che quando si parla di questo argomento (in questo periodo se ne parla molto in Italia) sento commenti assurdi da parte di molte persone, che vedono l'aborto come un omicidio e non vogliono sentire ragioni. Mi fanno sentirmi male, dopo 4 anni dall'intervento...


Anna
Ho prenotato l'ivg per il 29 novembre 2005 in una clinica privata dopo aver speso, e perso, troppo tempo per decidere. All'inizio avevo deciso di tenere il bambino nonostante il parere del mio compagno fosse negativo: troppo giovane, troppo presto, secondo lui, per avere un figlio. Mia madre invece mi ha dato il suo appoggio incondizionato qualunque fosse stata la mia scelta, la sua però è un'ottica cristiana quindi è ovvio che propendesse per proseguire nella gravidanza... da parte mia non mi sembrava ci fossero scuse valide per abortire: sono laureata, specializzata e sto frequentando un'ulteriore specializzazione universitaria, ho quasi 26 anni e il mio curriculum scolastico e lavorativo è più che positivo...
Il problema è la mia situazione personale: il padre del mio bambino è molto più giovane di me (21 anni), lavora ed è una persona troppo diversa da me (sia come livello di studi sia come tipologia famigliare) e da molto tempo pensavo di lasciarlo perché mi ero resa conto della nostra incompatibilità, l'unica cosa che mi aveva fatto andare avanti nella relazione era un grande trasporto passionale. Anche il modo in cui ha reagito e come si è comportato nell'affrontare la mia gravidanza mi ha profondamente delusa e fatto capire che io con quella persona non volevo avere più niente a che fare.
Come posso tenere un bambino da sola, contro un padre che non lo vuole e che io non voglio vicino, senza una possibile futura famiglia e senza stabilità economica? Tenere il bambino comporterebbe la prosecuzione del rapporto con lui perché mi ha detto che se lo faccio lo obbligo comunque ad esserci e a prendersi le sue responsabilità: io non ce la faccio a pensare di dover portare avanti un rapporto con lui per tutta la vita, è una persona estremamente insicura, violenta e che mi ha fatto solo soffrire.
Sono rimasta incinta il 30 settembre per noncuranza nell'uso di precauzioni: per alcuni periodi ho preso la pillola ma poi ho dovuto smettere per dei problemi relativi alla mia circolazione sanguigna, facevo il calcolo dei giorni fertili convinta, erroneamente, di non essere particolarmente fertile... così è successo che mi sono ritrovata incinta. All'inizio è stata come una grande gioia, poi col passare del tempo tutto è degenerato fino alla decisione di abortire, ormai al termine del periodo concesso. Al consultorio della città dove vivo sono stati tutti molto gentili, il ginecologo non obiettore che ha firmato il certificato è stato professionale e molto delicato, inoltre ho avuto un colloquio (non obbligatorio) con una psicologa che mi è servito molto. Poi mi sono attivata per fare tutti gli esami necessari: del sangue, delle urine, ecografia. La cosa più brutta è stato vederlo... mi sono rivolta all'ospedale della mia città, ma ormai avevo perso troppo tempo e non c'erano più posti disponibili, allora ho prenotato in una clinica privata, sperando in una maggiore discrezione ed efficienza. Ora non mi resta che aspettare e sperare che poi tutto continui, nonostante io sappia che questa scelta me la porterò dentro tutta la vita.
Sono stata contenta di trovare questo sito e di leggere le testimonianze perché abortire è la scelta più difficile per una donna, forse la più grossa e pesante che si possa prendere, vedere che altre ci sono passate è motivo di conforto. Un abbraccio di solidarietà a tutte le donne che si sono trovate o che si troveranno a dover prendere una decisione così dolorosa.

Il 29 novembre, Anna ci scrive :
L'ivg è avvenuta oggi 29/11/2005, il trattamento che mi è stato riservato devo giudicarlo ottimo, sia sul piano umano che professionale, dagli infermieri ai medici ho trovato delle persone eccezionali e preparate che mi hanno assolutamente messa a mio agio. Mi recherò una seconda volta in clinica per la visita di controllo, intanto mi hanno prescritto delle pastiglie per restringere l'utero e delle gocce di ricostituente per il sangue perso.
Scrivo per rassicurare tutte le donne su quest'esperienza che appare traumatica, a livello psicologico, prima di prendere la decisione ma che nel mio caso una volta decisami ha avuto un decorso fantastico... sono qui a scrivervi e l'ivg è avvenuta a mezzogiorno di oggi... penso di essere l'esempio vivente per testimoniare che si sopravive, la vita va avanti... forse sembrerò cinica ma mi sento meglio, sollevata e felice! Forza ragazze!

Il 26 settembre 2006, Anna ci scrive :
Da quel giorno è iniziato il periodo più terribile della mia vita: sono tornata insieme con il padre del bambino ma solo per pochi mesi, la nostra relazione non funzionava, continuavamo a litigare. In marzo mi ha lasciata, aveva già un'altra, per me è stato uno shock, mi sono resa conto che dovevo elaborare un doppio lutto, una doppia perdita: la sua e quella del bambino. Da sola ho cominciato a sentire tutta la pesantezza del mio gesto, pensavo che se l'avessi tenuto almeno mi sarebbe rimasto qualcosa di lui. Io lo amavo e lo amo tantissimo, non riesco a capire come abbia fatto a comportarsi così, a non riuscire a comprendere che io avevo bisogno della sua vicinanza. Del suo sostegno. Invece mi ha lasciata. A volte mi chiedo se lui ci pensa, se si rende conto di cosa vuol dire abortire. Penso di no. Dall'ivg è trascorso quasi un anno ma non passa giorno che io non ci ripensi ... forse era un errore... forse adesso sarei felice?


Rosa
Sono una ragazza di 25 anni. L'interruzione per me è avvenuta quando ne avevo appena compiuti 19! Ero fidanzata con un ragazzo che diceva di tenerci a me.. ma ora posso dire con certezza che era un bambino bugiardo! Mi sono accorta di essere rimasta incinta per caso.. avevo comprato una gonna e dopo poco non mi entrava più... allora sono andata dal mio ginecologo con una amica e lì ho scoperto con certezza di essere in "dolce attesa"... indesiderata... dal mio ragazzo!
Il mio medico è stato molto comprensivo... dopo le lacrime... mi ha consigliato l'interruzione avendo capito la mia situazione...
Le mie emozioni e sensazioni... prima dell'aborto mi sentivo una assassina... uno schifo di persona... dopo sono stata veramente male mentalmente... ora posso dire di stare bene! Mi sono rifatta una vita con un altro ragazzo, questo che mi è successo è stata la prima cosa che gli ho detto prima di metterci insieme... perché poteva anche essere contrario e non voler stare insieme a me... invece è stato comprensivo! Ora vorrei rimanere incinta, lo spero tutti i mesi ...


Gina
Ho 21 anni, è a settembre non mi arrivavano le mie cose, l'idea di essere incinta non mi sfiorava proprio.. poi il mio ragazzo, con cui sto da 3 anni, mi ha detto che era meglio fare il test, così l'abbiamo fatto, insieme, ed è risultato positivo.
Abbiamo parlato tanto io e lui e abbiamo preso anche in considerazione di tenerlo.. ma a 20 anni come avremmo fatto? siamo troppo giovani, soprattutto lui; poco a poco ci siamo convinti che non potevamo tenerlo. Ho fatto le visite necessarie, e non mi rendevo conto di avere un bambino dentro la mia pancia, fino a quando mi hanno fatto l'ecografia.. e vedendolo ho quasi cambiato idea. Ma non avremmo potuto tenerlo, io non me la sentivo.. Poi mi hanno fissato l'appuntamento il 6 ottobre, e fino all'ultimo momento ne abbiamo parlato. La mattina siamo andati insieme in ospedale, e mi è rimasto accanto tutto il tempo! è riuscito a farmi ridere fino all'ultimo secondo, per non farmi pensare alla paura che avevo per l'operazione. Quando mi sono svegliata c'era lui che mi bagnava le labbra secche e mi diceva di riposarmi.
Quando mi sono risvegliata lui era lì sul mio letto, e dopo la visita di controllo siamo usciti dall'ospedale. In quel momento, egoisticamente, ero sollevata e felice, anche se mi sentivo un enorme vuoto dentro. Poi col passare dei giorni sono stata male. Vedendo donne incinte ero quasi gelosa. Ora a distanza di quasi 2 mesi va meglio, ma ho sempre qualche rimorso... a volte dentro di me me la prendo col mio ragazzo perché se fosse stato più grande forse l'avrei tenuto quel bambino, ma sbaglio in quei momenti a dare la colpa a lui! Se io avessi voluto tenerlo, lui mi sarebbe stato accanto, me l'ha detto fin dal primo momento, ma io ho sempre creduto che lui era troppo giovane per una responsabilità del genere. Però sono fiera di lui perché pur avendo soltanto 20 anni è stato il migliore, e non mi ha lasciato un secondo, nemmeno quando stavo male per la nausea ed ero insopportabile. Senza di lui non ce l'avrei mai fatta! Ci amiamo e tutti e due non vediamo l'ora di fare dei bambini tra qualche anno, anche se ne mancherà uno! Mi sono tatuata un angioletto sul mio braccio che me lo ricorderà!
Ringrazio il mio ragazzo, mia mamma e le mie amiche che mi sono stati accanto in quel difficile momento. È giusto che uno possa scegliere, perché se non si è pronti, se non si è sicuri di dargli tutto ciò di cui ha bisogno non si può mettere al mondo un bambino.


Mi chiamo Stefania, Ho 41 anni.
La mia più che essere una testimonianza, è un messaggio di solidarietà: si può, di fronte ad una gravidanza non voluta, dire "non me la sento".
Chi nasce è un essere umano.
Non si può nascere per caso, oggi.
Spero che l'aborto farmacologico arrivi anche in Italia.
Basta con infermieri o medici obiettori che fanno sentire le pazienti imputate. Ma come se lo possono permettere? Se non sono d'accordo, che cambino professione.
Ognuno fa quello che vuole.
E chi ama la vita ama anche la libertà di scelta delle persone.


Samanta
La mia interruzione è avvenuta il 23 settembre. Ero alla nona settimana e non sapevo cosa fare.
Fidanzata da circa 9 anni ma non convivente, il mio compagno lo desiderava un figlio, io non l'ho mai voluto per mia scelta, ma non ho mai nascosto le mie convinzioni sul fatto che un figlio debba essere una scelta responsabile non un "è capitato".
Sono entrata in sala operatoria piena d'angoscia e timori anche perché non ero mai stata "sotto i ferri". Sono uscita vuota anche se convinta di ciò che avevo fatto.
E oggi a poco più di un mese sto soffrendo, perché anche se non vuoi quell'esserino farà parte di te per sempre.. ed è difficile ritornare a essere quelle di prima. L'unica cosa che posso dire è che se non ci si sente pronte a questo passo, non si deve sentire forzate da convinzioni sociali e morali perché siamo solo noi donne che dobbiamo decidere anche se la conseguenza del gesto può avere ripercussioni per tutta la vita. L'unica nota positiva è che ho trovato uno staff di medici e paramedici che non ci hanno fatto sentire (perché quel giorno eravamo in 10) delle delinquenti.


Ilaria
Ho 26 anni e il 21 settembre 2005 ho abortito. Sono rimasta incinta dopo aver sospeso per motivi di salute la pillola che prendevo da quattro anni. Quando mi sono resa conto di essere incinta ero alla settima settimana di gravidanza, ed ero a due mesi dalla fine del mio percorso universitario, con un rapporto più o meno stabile che durava da quasi cinque anni.. Non so di preciso come mi sono sentita, a dire il vero devo ancora assimilare tutto.. All'inizio ho provato un forte senso di gioia... ed è forse quella sensazione che non riesco a togliermi dalla testa. Quando ho parlato al mio ragazzo della gravidanza la mia gioia è svanita... le sue parole sono state "non possiamo infognarci proprio ora!"... Da quel momento la gravidanza è diventata un incubo... Mi sono passati per la mente mille pensieri, anche quello di crescere il bambino da sola... ma purtroppo in quel periodo la mia famiglia non viveva un periodo facile, avevo mia madre in ospedale, e non volevo darle altre preoccupazioni... Ho contattato il mio ginecologo che è stato delicatissimo e amorevole nell'affrontare con me tutti i dubbi e le paure legate a quel momento, e con il suo certificato mi sono rivolta ad un centro ospedaliero di Firenze per eseguire l'intervento.
L'esperienza in ospedale è stata orribile. Ho vissuto delle ore umilianti.. le infermiere hanno reso quel giorno indimenticabile per le continue offese a cui hanno sottoposto me e le altre ragazze che erano lì per il mio stesso motivo..
Sono passati quasi 50 giorni e la mia vita è cambiata.. La mia storia d'amore è finita... lui non ha capito nulla di quello che stavo vivendo e comunque non sarei riuscita più a farmi toccare da lui... le sue parole le sento ancora nelle orecchie... sto per laurearmi, in teoria dovrei essere felice... in realtà sono a pezzi. Ho sempre pensato che a me non poteva succedere, che bastava stare attenti... Invece.. Non lo auguro a nessuno. E' vero, decidere di tenere o meno un bambino è un diritto sacrosanto, ma fa male, sia che lo si voglia davvero o che si sia semplicemente costretti dalle situazioni..


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